Le Zone, il processo di armonizzazione

Tratto da DBN Magazine n°19/2016

Relazione con la somatizzazione.
Emozioni e vissuto corporeo.

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Ci sono dei momenti in cui non occorrono parole per trasmettere una forte emozione. Basta un gesto, un ricordo, una canzone, un tono di voce, un motivetto cantato per strada da un bambino, un accessorio indossato da un passante, un regalo di una persona che non c’è più… e subito riaffiora lì davanti ai tuoi occhi quella sensazione d’immenso che non sai spiegare.

Gli oggetti in questo aiutano tanto […] Le cose… che splendida sensazione guardarle e percepirne l’energia.[…] Non parlo di prezzo, né di qualità. Il valore più grande dei pochi oggetti che conservo e che possiedo, è dato dal valore del sentimento riversato su di essi, dalla potenza del dono, dall’immensa emozione provata nel giorno in cui essi hanno acquisito un senso. Le cose hanno anima. Ma non ce l’hanno a prescindere. Siamo noi che gliene forniamo una. Sono un tramite, una chiave, un incrocio, un destino che tramuta un momento in un ricordo…” 
(Anton Vanligt)

Questo pezzo che ho scelto per presentare il lavoro del prossimo seminario APOS simboleggia, nella sua essenzialità, ciò che fa, nel reale, una emozione, ovvero si fissa, si fissa sulle cose legata ad un vissuto, si fissa sul corpo che ha “percorso” quel vissuto.

Può essere persa di vista, ma è li presente e latente, nel bene e nel male, con il suo carico importante, alle volte solo un fastidio, una sensazione dolce e serena, ma alle volte ci blocca, ci impedisce il movimento, ci condiziona il gesto. Se lo zaino che portiamo sulle spalle è troppo pesante, allora diventa difficile procedere nel DO facendo tesoro delle esperienze vissute, ogni passo diventa sofferenza e lo zaino grava inesorabile sul progredire…

Kespi cita che  “le malattie sono causate dai sei soffi climatici, dai cinque sapori e dai sette sentimenti, dove i sei soffi climatici evocano il cielo, i cinque sapori, la terra e i sette sentimenti, l’uomo”. È l’uomo che viene incaricato di “gestire” i propri sentimenti, ma è l’uomo il primo essere ad avere difficoltà a selezionare ciò che è utile da ciò che non lo è, anzi da ciò che può impedirci di vivere con serenità.

Oscar Wilde scrive:  “Solo le persone superficiali impiegano anni per liberarsi da un’emozione. Chi sia padrone di sé può porre termine a una sofferenza con la stessa facilità con cui inventa un piacere. Non voglio essere in balia delle mie emozioni. Voglio servirmene, goderle e dominarle”.

Mentre K ahlil Gibran dice che “L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni, e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi”.

GLI ASPETTI EMOZIONALI 

Meditazione.jpgLa medicina cinese dedica un’importante parte di sé alle emozioni e ai sentimenti, molti punti di agopuntura rappresentano un riferimento importante ai sentimenti e il passaggio nella pratica dello Shiatsu è automatico. Ma il primo a dedicarsi ufficialmente agli aspetti emozionali e psicologici nella pratica dello Shiatsu è stato il Maestro Masunaga, che nella sua opera non utilizza i punti e generalizza il suo lavoro in flussi di Qi non troppo precisi che percorrono il corpo umano da capo a piedi o dal centro (hara) alla periferia.

Il lavoro di Masunaga ha dato una grande impronta allo sviluppo dello Shiatsu specialmente in Europa e in Italia, ma, oltre a lui, altri ricercatori hanno impresso importanti stimoli nelle basi della ricerca nel campo dello Shiatsu.

L’utilizzo delle zone è uno di questi, ritengo con sufficiente correttezza di non attribuire a nessuno in modo specifico l’onore di aver introdotto l’uso delle zone nella pratica Shiatsu, ma credo sia una naturale evoluzione resa spontanea dalla pratica regolare e appassionata.

L’ambizioso lavoro che vi vorrei proporre nel prossimo seminario APOS è quello di “esportare” gli aspetti teorico/filosofici dei sette sentimenti e cercare una traduzione nella pratica legata al lavoro delle zone attraverso una loro interpretazione, e la capacità di avvicinarsi al lavoro su una zona che prescinde dai classici riferimenti già conosciuti e legati ai meridiani e punti di agopuntura

UN MOVIMENTO, UN ORGANO

8828_foto53b9ab6db6db4Candace Pert, nel suo celeberrimo libro “Molecole di Emozioni”  presenta il lungo cammino di ricerca per dimostrare che le emozioni, in realtà, sono vere e proprie sostanze isolabili e individuabili che costituiscono, insieme a tante altre, la struttura fisica e fisiologica del corpo umano.

Andare a “incontrare” una zona del corpo umano attraverso la tecnica Shiatsu e renderla armonica, oltre che armonizzarla con il resto del corpo attraverso il collegamento con altre zone, è un lavoro che valorizza le risultanze di questa ricerca, e si può benissimo calare in un contesto culturale che si rifà, comunque, alla filosofia orientale nei suoi principi.

Del resto leggendo i testi di Elisabet Rochat De La Vallée  si capisce come riesca a ben definire ogni movimento attraverso il volere di ogni organo:

• il fegato dà slancio e fa salire i soffi a immagine del legno; il suo volere è la vitalità che permette di andare avanti. Il surriscaldamento di questo movimento si trasforma in rabbia;

• il cuore irradia calore alle circolazioni vitali; il suo volere è l’allegria che facilita le comunicazioni. La perversione di questo movimento si trasforma in gioia eccessiva;

• la milza mette tutto in relazione, nutre e trasforma; il suo volere è il pensiero. La perversione di questo movimento si trasforma in preoccupazione;

• il polmone assicura il mantenimento dei ritmi; il suo volere è il rigore. La perversione di questo movimento si trasforma in tristezza;

• i reni custodiscono le basi della vita; il loro volere è prudenza e saggezza. La perversione di questo movimento si trasforma in paura.

Il che si allinea con il progetto di rendere fisico un concetto astratto come quello riferito alle caratteristiche degli organi.

L’insorgere di un disagio psichico può essere conseguente sia alla difficoltà che l’individuo incontra nel percorrere la sua “strada” (il Dao), sia la conseguenza del cattivo funzionamento di un organo (anche a seguito di un eccesso, per esempio alcool, droghe, fumo, cattiva alimentazione, traumi fisici).
L’insorgenza di un disagio psichico rappresenta quindi l’incapacità di un individuo di realizzarsi. Il concetto di vita cosciente, intesa come piena realizzazione di sé e del proprio “mandato”, è contenuto nei testi di base del taoismo e del pensiero medico cinese (Yi Jing, Dao De Jing, Chuang Zi, So Wen, Nan Jing ecc.).

N.d.A.: nell’articolo si fa riferimento al “prossimo seminario APOS”. Si tratta del 36° Seminario Nazionale di aggiornamento/valutazione svoltosi a Tabiano il 14-15-16 Maggio 2016 e condotto da Fabrizio Bonanomi e David Hirsch. I video dei lavori proposti sono disponibili sul sito APOS.

Shiatsu, Psichiatria e Giustizia

tratto da DBN Magazine n°19 – aprile 2016

Dal manicomio criminale alle REMS: un cambiamento epocale che vede partecipe anche la pratica Shiatsu, la cui efficacia era già stata sperimentata da molti anni in progetti riconosciuti dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche

ospedale-psichiatrico-giudiziarioIl progetto per l’effettuazione di trattamenti presso la struttura REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Casale di Mezzani (Parma) nasce dalla volontà dell’Azienda USL di Parma di inserire nei propri programmi educativi anche la pratica dello Shiatsu, la cui efficacia era già stata sperimentata nel corso di oltre quindici anni di progetti riconosciuti dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche. L’organizzazione del piano di lavoro nella struttura Casale di Mezzani, iniziato nel mese di settembre 2015, si è rinnovata anche per tutto il 2016 e offre trattamenti a tutti gli ospiti della struttura, nessuno escluso. Con la legge 81 del 2014 è finita un’epoca, quella del trattamento penale del folle. La repressione, una storia che nasce in parallelo ai manicomi per i non criminali, era fondata sull’internamento del reo folle/folle reo in manicomio criminale: luogo conosciuto con il nome di ospedale psichiatrico giudiziario (OPG).

L’attività, rivoluzionaria, delle REMS si profila oggi, non come un punto di arrivo, ma come una straordinaria occasione per offrire un ulteriore stimolo di discussione e un decisivo impulso a pensare a una nuova cultura d’intervento. Le strutture REMS rappresentano un progetto ammirevole che non ha riscontro in nessun altro Paese del mondo. La loro missione è di accogliere e offrire cure a individui affetti da patologie mentali che si rendono autori di reati, in vista di un loro reinserimento sociale. Presso la REMS si opera mettendo a punto programmi terapeutici e riabilitativi con l’obiettivo di curare e sostenere gli ospiti anche attraverso l’approfondimento delle proprie capacità.

METTERSI IN GIOCO

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La società è pervasa da un senso d’impotenza rispetto al futuro, come una sensazione di transitare in un binario morto, non solo per i giovani ma anche per insegnanti, educatori, terapeuti, magistrati e assistenti sociali. Ci si sta preparando solo a un’educazione alla sopravvivenza, non a un’educazione come trasmissione di valori. Ebbene, la collettività deve riconoscere la propria responsabilità nei confronti del disagio. Se non ci si ferma sulle paure, ma si entra nei problemi, i dilemmi, spesso, si riescono a risolvere. La gente ha paura della malattia mentale e ha paura della criminalità: immaginiamoci della persona che le abbina in sé entrambe…

Eppure là dentro, nelle REMS, grazie alle nostre pressioni abbiamo incontrato un mondo. Per molte persone, utenti o operatori che fossero, l’esperienza è stata un evento nuovo non avendo mai ricevuto prima trattamenti di Shiatsu. Abbiamo trovato massima disponibilità, aiuto e gentilezza da parte di tutti, e questo ha aiutato tantissimo nel creare un ambiente rilassante e di ampia cooperazione. È anche grazie a questa collaborazione che posso affermare che l’attuazione di questo progetto ha portato, per quanto ci riguarda e in relazione ai parametri di nostra competenza, ai risultati che c’eravamo prefissati.

025751698-d2c04420-512d-4d6a-840a-e22476b6aeeeIn ogni luogo in cui ci troviamo possiamo valutare il risultato del nostro lavoro attraverso l’aspetto della qualità della relazione umana. Le dichiarazioni di piacevolezza rispetto al trattamento ricevuto, il senso di benessere sia fisico sia mentale che la persona dichiara, il fatto che la volta successiva torni volentieri per ricevere un trattamento Shiatsu. Gli ospiti, dapprima sorpresi dalla nostra presenza, hanno pian piano cominciato a provare un senso di fiducia verso di noi e verso la nostra proposta. Questo ha permesso di effettuare i trattamenti, senza dover insistere particolarmente per convincere le persone a stendersi sui tatami. Al senso di fiducia è seguito, immediatamente dopo, il riconoscimento dell’efficacia dell’esperienza. Oltre all’indubbio stato di rilassamento gli ospiti, nelle dichiarazioni redatte subito dopo i trattamenti stessi, affermavano di riconoscere allentamento delle tensioni, non solo muscolari ma anche psicologiche, un concreto sollievo di sintomatologie relative a dolori, blocchi muscolari, stati d’inquietudine. Sorprendentemente si è sviluppata una “autorganizzazione” dei turni nelle coppie che venivano nella saletta destinata ai trattamenti. Non solo le persone negli ultimi incontri si sono autogestite ma, addirittura, abbiamo notato un sempre crescente rispetto per gli orari e un senso di capacità nell’esprimere riconoscenza. Quasi nessuno ha mai dimenticato di soffermarsi un momento con noi per condividere le proprie sensazioni e, soprattutto, nessuno si è mai dimenticato di ringraziare di cuore per ciò che aveva ricevuto.

MOMENTI DI CONDIVISIONE

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Con il passare del tempo qualcuno ha colto, nel momento dedicato ai trattamenti, delle concrete opportunità: ascoltare se stesso, valutare la propria condizione fisica, analizzare l’esperienza. Altri, spontaneamente, spinti da un desiderio di condivisione, hanno cominciato a raccontarsi riconoscendo anche alcuni degli aspetti fondamentali della pratica dello Shiatsu, come, per esempio, la relazione umana profonda, il non giudizio, l’ascolto. Ad un certo punto la pratica è diventata, dunque, un’occasione di confronto, di organizzazione spontanea, di condivisione. Diverse persone hanno dichiarato a fine trattamento di aver sentito lentamente sciogliersi quella rigidità, ma anche quella rabbia, che provavano prima di stendersi. Ogni volta G. mi ha donato una lettera, dopo aver ricevuto un trattamento: “Da ventidue anni sono privato della libertà”,  mi ha raccontato subito dopo la prima volta. Non posso non condividerne alcuni stralci.

…oggi è stata una grande giornata e Bernardo se n’è accorto; o meglio se ne sono accorte le sue mani così come se ne sono accorti i miei gangli nervosi… Non si è discusso, si è “costruito insieme” e queste sono cose che fanno bene. È giovedi. Martedì sera ero depresso, malinconico, quasi spaventato. Oggi, invece… Bernardo dice che per essere uno che si definisce “malato di mente” sono molto “avanti”. Credo sia solo un fatto di intensità dei momenti che si vivono. …Bernardo dice che sono molto sensibile. Forse in me stesso lo sono veramente ma per quello che riguarda gli altri… Sensibile? Fatto sta che oggi durante e dopo il trattamento ho provato, e provo ancora dopo mezz’ora, sensazioni completamente nuove. Sembra che nelle mani e nei piedi scorra un fluido che non ho mai sentito ma quella di oggi è una sensazione diversa. … Il bello di tutto questo è che non c’è qualcuno che insegna e qualcuno che impara. Ci sono solo persone adulte che conversano. Mettono cioè parte di se stessi e di quello che amano in una specie di contenitore comune che non è mai vuoto e non è mai pieno. …Ci tengo a precisare che, non avendo io le conoscenze tecniche in merito, non posso dire “come” lo Shiatsu mi fa bene, però mi rendo conto che mi fa bene. A Dio piacendo ne abuserò ad ogni occasione che si presenterà. Grazie!

Ciao, Bernardo. Tu hai parlato spesso della mia sensibilità: è la sensibilità di un erbivoro nella savana. La mia patologia psichica è catalogata come “schizofrenia paranoide”. Io credo che schizofrenico possa essere un sinonimo di “disordinato” e su quello si può lavorare e ci sto lavorando. “Paranoide” è, invece, lo stare all’erta dell’erbivoro di cui sopra. Mi stupisco di come io paranoide, diffidente, sempre all’erta, sia sempre riuscito a rilassarmi a contatto di mani così forti, le tue. Ho notato che, fin dal secondo trattamento, tu hai sempre fatto in modo che io fossi trattato da te. Spero tu abbia avuto da me almeno quanto io ho avuto da te…. Come ultimo pensiero vorrei dirti che, grazie a te, per me “Shiatsu” non è solo una parola, è un significato…

IL SENSO DELLA SPERANZA

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Da diverso tempo, ormai, vi è la certezza che fare interagire giustizia e psichiatria è un lavoro difficile, ma anche necessario ed entusiasmante. È una questione civile, culturale e sociale, senza paura dell’altro o del diverso. Gli OPG erano solo osceni luoghi di detenzione in cui la maggior parte dei pazienti psichiatrici, per sopravvivere, erano costretti a mettere in atto meccanismi di legittima difesa quali identità delinquenziale, violenza auto ed eterodiretta, poi ancora dormire… forse sognare. L’abuso di farmaci è una prassi comune all’interno del carcere proprio per estraniarsi, per scappare dalla sofferenza. I più fragili trovano rifugio nell’alienazione, cioè l’essere fuori. Pochi comprendono che se perdi l’identità sei privo di tutto. Il paradosso dell’operato di chi dovrebbe garantire la salute a quanti detenuti in luoghi dove si patisce una condizione afflittiva è una contraddizione. Le logiche manicomiali non possono più essere reiterate, altrimenti anche la REMS ritorna a essere un manicomio criminale sotto mentite spoglie. Per il nostro ordinamento, la pena dovrebbe essere solamente la limitazione della libertà personale. “Tutte le cose aggiunte alla limitazione della libertà sono una pena aggiunta”, lo diceva Cesare Beccaria 250 anni fa. Il problema non è solo il disturbo mentale, ma la povertà. Povertà di valori, di opportunità… Ricaduta e recidiva sono questioni importanti. Le persone rimandate in società in contesti senza redditi o in condizioni sociali difficili sono a rischio. La ricaduta in psichiatria è un effetto riconosciuto. La recidiva, invece, nei reati è un problema più grande. Ecco perché il senso del recupero nella REMS è il senso della speranza: un punto di osservazione sulla tua persona, su quello che puoi dare e quello che puoi essere. Persona, non reato .Dare un senso al luogo del nonsenso. Ecco dove noi siamo a fare Shiatsu.

COS’È UNA REMS
I “manicomi criminali” erano luoghi di vergogna non più vivibili. Un rapporto del comitato tortura dell’Europa parla di situazione di vessazioni all’interno di alcuni OPG visitati, luoghi dove il malato di mente veniva punito maggiormente rispetto a uno non malato. Non è bastata l’abolizione dei manicomi per superare questa modalità, tant’è che dopo trent’anni gli OPG erano ancora presenti nel nostro territorio. Si può guarire dalla pericolosità sociale? Chi è pericoloso, lo è per tutta la vita? A queste domande le strutture intendono farsi garanti con iniziative che riconoscano i diritti di ogni persona: diritto all’assistenza, diritto di cittadinanza, diritti sociali. Ogni attività rivolta agli ospiti della struttura, dunque, percorre una via che ha ben chiaro il fatto che il fascicolo giudiziario e la psicopatologia non possono essere gli unici elementi identificativi della persona. Ma vediamo per sommi capi qual è la missione di una REMS. Innanzitutto fornire aiuti materiali e strumenti per raggiungere l’autorealizzazione senza ledere la dignità della persona. Avviare un programma di ricostruzione dell’identità, combattendo lo stigma sociale, anche intervenendo nell’intimo della persona (Io non sono niente, non valgo niente). É fondamentale la partecipazione della persona in tutte le fasi che riguardano la progettualità della sua vita.

Soffi d’Autunno: seminario Shiatsu a Casa del Tibet

Il luogo è particolare e non so se dipenda dalla visita del Dalai Lama o dalla signora tibetana sempre nascosta in casa che però, prima che partissimo, ha fatto capolino, fatto sta che si sente effettivamente qualcosa, al di la delle solite stupide mistificazioni o dal romanticismo new age da quattro soldi. Il luogo in cui ho sentito di più è stato quella stanza con la foto del Dalai lama: credo che per il signore del museo quello sia un luogo dove va a pregare periodicamente.

L’idea fondante di fare si che le persone andassero a casa con qualcosa di mutato mi è sembrata molto buona. Credo che per qualcuno abbia funzionato, sicuramente ha funzionato per me. Per quanto mi riguarda, sia sul piano un pò piu “heart” degli esercizi di Sabrina (che non è mai degenerato in quelle situazioni stile new age dei miei stivali) sia sul piano apparentemente piu tecnico di alcune proposte come quella dello Shou Tai Yin mi sono sentito crescere come il germoglio di primavera.

Questo è un periodo (che dura già da qualche anno) in cui imparo e reimparo qualcosa che deve sicuramente avere a che fare con i misteri del cuore. Accettare, aspettare, ascoltare e altre amenità che in passato ho spesso liquidato come “debolezze”. Nel seminario a Votigno, nonostante la mia proverbiale irruenza o estroversione in più di una occasione, mi sono dato il tempo di mettermi “dietro” ad ascoltare o aspettare e “sospendere il giudizio”. Non sono sempre riuscito, ma sono riuscito in più di una occasione. Queste sono cose che non si imparano a scuola ma nella vita. Allora, forse, Votigno o lo Shiatsu sono una scuola di vita …o anche una scuola di vita.

Dunque… per fare l’originale, invece che “Buona Vita” vi dirò “Shalom Aleikem” (Mario).

Grazie a tutti di tutto,  per le belle foto, per i bei momenti passati insieme, per le esperienze condivise, per il vostro affetto, un abbraccio grande ed un arrivederci a presto! (Stefano)

Esperienza incredibile, profonda, unica. Rimarrà per sempre dentro di me. Quando mi hanno detto che questo seminario cambia le persone non avevo capito bene a cosa ci si riferisse… beh, ora ho capito! GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE a tutte le persone che hanno partecipato e che hanno reso possibile questa immersione nelle mio profondo. A molto presto. (Nadia)

Ciao, in anzi tutto vi volevo ringraziare tanto della bella esperienza a Votigno: un posto magico, dove puoi chiarire le idee e riflettere sulla tua vita. Il seminario mi è piaciuto tanto. Quando abbiamo danzato la prima parola che mi è venuta in mente è stata “fede”, perché la fede va coltivata come la terra. Bisogna piantare i semi per vedere i frutti e poi va donata in giro affinché tutti possano conoscerla. Non tutti purtroppo capiranno e coglieranno il frutto ma l’importante è provarci a non far morire quel seme che noi tutti abbiamo dentro fin dalla nascita. Ma se non hai fiducia nel Cielo e nella Terra , cioè nel Padre, nel Figlio e lo Spirito Santo, che sta nel mezzo, non potrai mai far crescere quel seme importante per la nostra vita più di ogni altra cosa. (Lory)

Grazie! Bellissimo seminario e belle foto (l’idea dei pollici è splendida!) Seminario pieno di… tante cose belle! Siamo tornati a casa tutti più belli anche noi, secondo me… Un abbraccio a tutti! (Danila)

Le mie considerazioni in merito al seminario… Era tutto perfetto, ben articolato. Credo non ci sia nulla da aggiungere: ho apprezzato tantissimo il lavoro sulle nostre emozioni e sul respiro. Mi avete donato davvero molto e voi avete reso ancor più magico quel posto che lo è già di per sé. Bella atmosfera e belle persone; grazie per averci trasmesso l’amore nel fare Shiatsu, dell’ “essere qui ora”, del liberarci delle nostre paure… Ci sarebbero ancora molte cose da dire ma credo questo  l’essenziale. Grazie ancora, è stato un bel dono. (Anna Maria)

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MASTER SHIATSU a TORINO

La Sede di Torino di Accademia organizza, con inizio tra pochissimi giorni, un MASTER SHIATSU su “Gravidanza e Maternità”.
La docente è Adriana Asara, una delle più autorevoli voci dello Shiatsu in Italia.
E’ un’occasione importante: non lasciatevela sfuggire!

Per informazioni, chiamate il 338.567.48.49.

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PICCOLE CRONACHE DI SHIATSU-DO DA CUBA

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Il periodo 2015-2016 ha visto cambiamenti importanti nella vita dei soggetti promotori del progetto Shiatsu-Do a Cuba non solo di Francisco ma anche di Julio Cesar Zaldivar, responsabile del Convento di Belen ed ora inserito nel settore dei lavoratori autonomi, e di  Antonio Montero, anima del progetto Integr-accion armonica mente-cuerpo y medio-ambiente che si è trovato ad affrontare responsabilitá familiari inderogabili.

Dei loro sentimenti e future proposte iniziative per lo Shiatsu-Do, erano stati emozionati testimoni gli amici italiani Bernardo, Antonio e Giovanna, protagonisti di un viaggio di conoscenza per me indimenticabile e irripetibile.

Un anno in tono minore per lo shiatsu, anche sullo sfondo di  cambiamenti sociali ed economici dagli sviluppi difficili da prevedere, ma che tuttavia ha proposto momenti rassicuranti sulla continuità della storia cubana. Il merito principale va alla nostra istruttrice Isabel Llamo che, pur continuando un suo percorso personale di formazione in altre discipline, ha garantito la continuitá delle attività principali della scuola nei locali del Centro Danza Retazo ormai da anni la nostra casa.

In questo spazio sono continuati gli incontri per la formazione degli operatori concludendo un 2°p.p., alle cui lezioni aveva partecipato anche l’amico Bernardo Corvi, e si è concluso un primo percorso.

A conferma che lo spirito dello Shiatsu-Do italocubano continua a manifestarsi nei corsi, cito parte della relazione di Alba, una studentessa del 1°p.p.:

Lo Shiatsu-Do mi ha fatto vedere le cose da un punto di vista differente, allevio i dolori profondi di mia madre, tolgo la stanchezza dopo una lunga giornata di lavoro al mio compagno, mio figlio non si addormenta senza prima un massaggino.

Oggi posso dire che lo Shiatsu-Do è pace, armonia, energia ,amore, lo Shiatsu-Do è vita ed ha cambiato la mia vita.

E sono continuate le attività saltuarie ma che, in ogni caso, consolidano la fama del locale come sede dello Shiatsu-Do italocubano: trattamenti durante i corsi di uke volontari o di ballerini e personali della scuola di danza, trattamenti offerti agli artisti partecipanti al Festival del Teatro di strada, laboratorio per adultos mayores

L’esperienza più importante, perchè conferma la nostra presenza ed il riconoscimento che riceviamo dalle istituzioni per gli anziani, è stato il ciclo di trattamenti presso il Convento di San Agustin dell’Habana Vieja. Ogni giovedi pomeriggio 6 ospiti ricevono trattamenti da un gruppo di operatori ed ancora una volta ritroviamo nelle persone quella gioia, quella luce negli occhi, quell’affetto che abbiamo conosciuto bene con gli anziani nel convento di Belen, per dirci che da tempo non ricevevano una tale dichiarazione d’amore…

Quest’esperienza è stata possibile grazie alla disponibilitá di un gruppo di operatori, ai quali va il mio sincero ed affettuoso ringraziamento, a partecipare ad un ciclo intenso di incontri finalizzati appunto al trattamento con gli anziani.

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CONTATTI IN CANTIERE E SOGNI NEL CASSETTO

La conferma è la dichiarazione di Antonio Montero sulla possibilità reale di riprendere le esperienze comuni una volta risolta la sua situazione familiare, l’inizio per settembre/ottobre di un secondo percorso con Isabel, la probabile continuazione dei trattamenti con gli anziani visto l’accoglienza entusiasta, disponibilità degli operatori cubani permettendo, la proposta da parte del responsabile del Centro di Meditazione dell’Habana di organizzare attività di Shiatsu-Do coinvolgendo i propri iscritti, che sono centinaia. Questo è quanto mi scrive:

Dichiarazione di Juan Davila responsable del Progetto Meditazione alla Habana in collaborazione con l’associazione messicana ARTE DE VIVIR

Cuando regreses de Italia quiero conversar contigo. Pienso que podemos hacer algo de shiatsu en la Asociación. Quizás una charla y un curso.
Cualquier otra cosa en la que te pueda ser útil, me dices. Será un placer servirte.
Avisa cuando regreses y escribe cuando quieras.
Un abrazo,
Juan Dávila.

Il proseguo degli incontri col gruppo animatore e coordinatore della varie iniziative di Haciendo Almas, vista l’amicizia e la stima reciproca che ormai ci lega da anni, ci permetterà di continuare a diffondere le nostre attività in tutta Cuba.

Un ultimo contatto che potrebbe rivelarsi come lo scoop più importante è quello col Centro Culturale Romerillo ideato da Kcho l’artista cubano più importante a livello istituzionale (sua la donazione del Cristo crocefisso all’isola di Lampedusa in ricordo degli emigranti morti nel mediterraneo). Un incontro con la responsabile culturale ha verificato l’interesse e la disponibilità ad una collaborazione. Stimolato dall’accoglienza presento un progetto che ben presto mi rendo conto essere troppo ambizioso e mi convinco dell’opportunitá a proporre una prima esperienza di trattamenti verso settembre.

Ricevo questa sua email

Caro Francisco scusi il ritardo per rispondere, gradisco che citi il nostro centro durante la sua assemblea. Intendo perfettamente le motivazioni, non si preoccupi al suo ritorno conversiamo e concretiamo le idee precedenti

LEYSI RUBIO

Responsabile culturale del Centro Romerillo Playa La Habana

Conclusioni

Io credo che uno dei motivi del grande fascino che Cuba esercita su alcuni occidentali dipenda dal fatto che, anche se spesso ti può deludere, almeno dal tuo punto di vista occidentale e privilegiato non ti delude mai tanto da toglierti la voglia di continuare a sognare assieme ad alcuni amici cubani.

Ditemi voi cari lettori concittadini se è da poco…

…Ritornare in carcere…

Nell’ambito del “progetto per il benessere del detenuto”, si è svolta la prima giornata di trattamenti Shiatsu al carcere “La Pulce” di Reggio Emilia.

Le prime 20 persone trattate oggi hanno espresso gioia per il nostro ritorno e profonda gratitudine  per i trattamenti ricevuti nell’ambito del progetto.

Circa 450 i trattamenti previsti da allievi e diplomati di Accademia Italiana Shiatsu-Do in sei mesi di lavoro ci porteranno ad un contatto profondo e ad una esperienza veramente significativa.

Siamo grati al direttore Paolo Madonna, alla dottoressa Maria Concetta Gambara e a Monica Franzoni per l’organizzazione oltre a tutti gli allievi e diplomati Accademia che hanno aderito amorevolmente all’ iniziativa.
Terremo informati tutti i lettori di questo blog sugli sviluppi del progetto.

Grazie di Cuore.
Bernardo Corvi

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