Accademia d’argento

Terminato il convegno. Fatti i bagagli. Salutati gli amici. Conservate le emozioni. Una gran cosa, questi tre giorni. Non starò a spiegare tutte le cose che, personalmente, mi hanno smosso dentro. Forse altri vorranno scriverne, e lo faranno meglio di me. Per ora me ne sto sul divano fischiettando la canzoncina dei Puffi, mentre guardo le foto di tutti questi shiatsuka con pantaloni bianchi e casacca azzurra. E penso che definire questo convegno con la frase “120 tizi in pigiama inginocchiati per terra” sia riduttivo. Considerando che una bella parte di loro sono 25 anni e oltre che se ne stanno in pigiama inginocchiati per terra… No, dai, si scherza perché, davvero, questa storia è così lunga e densa e ricca, e io non sono in grado di descriverla a parole. Quindi accompagno con un sorriso gli occhi umidi di tutti noi. E un grazie a tutti coloro che hanno iniziato, a quelli ci hanno portati fin qui, a quelli che c’erano e a quelli che non c’erano, ma che ci sono tutti i giorni.

Guido Bagni

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