Accademia d’argento

Terminato il convegno. Fatti i bagagli. Salutati gli amici. Conservate le emozioni. Una gran cosa, questi tre giorni. Non starò a spiegare tutte le cose che, personalmente, mi hanno smosso dentro. Forse altri vorranno scriverne, e lo faranno meglio di me. Per ora me ne sto sul divano fischiettando la canzoncina dei Puffi, mentre guardo le foto di tutti questi shiatsuka con pantaloni bianchi e casacca azzurra. E penso che definire questo convegno con la frase “120 tizi in pigiama inginocchiati per terra” sia riduttivo. Considerando che una bella parte di loro sono 25 anni e oltre che se ne stanno in pigiama inginocchiati per terra… No, dai, si scherza perché, davvero, questa storia è così lunga e densa e ricca, e io non sono in grado di descriverla a parole. Quindi accompagno con un sorriso gli occhi umidi di tutti noi. E un grazie a tutti coloro che hanno iniziato, a quelli ci hanno portati fin qui, a quelli che c’erano e a quelli che non c’erano, ma che ci sono tutti i giorni.

Guido Bagni

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3 thoughts on “Accademia d’argento

  1. Ebbene si, come tanti altri anche io ero li co lucciconi agli occhi…già, sembra incredibile, ma poi quando ti accorgi che ci hai dedicato venti anni della tua vita a sto balocco qui, ti rendi anche conto di quante cose siano passate, di quanto percorso hai condiviso con tante persone presenti ed altre che non ci sono più…e sei li che te la ridi un pò sotto i baffi per questa schiera di personaggi che se li vedi vestiti normali manca poco stenti a riconoscerli tanto sei abituato alla pigiamazione dell’essere, e si fanno proprio sorridere perchè siamo contenti che gli sforzi fatti abbiano portato a questo…scherzi, ridi e fai le battutacce quando arrivano le foto, sulla cofana di capelli che maestosamente ridondavano il tuo cranio oramai inesorabilmente avviato ad una penosa conta quotidiana dei superstiti…eutanasia del capello bianco, dico io…l’esser fieramente diversamente folti dicono altri, ma gli anni son passati e pensi che tutti i tuoi amici sono al mare (anzi sono a godersi una meravigliosa coda di dodicichilometri in autostrada…beati loro) e pensi che venire qui, per chi ha tutti i weekend impegnati, è stato faticoso….ma sei qui con tutti gli altri, i tuoi complici, compagni colleghi, allievi…e improvvisamente il groppo in gola ti coglie impreparato e come l’Arno che trabocca dalla falla, il gocciolone perfido ti solca la guancia…ach, chi l’avrebbe mai detto! vabbè, forse mica mi hanno visto…seee…colpito e affondato, gli operatori shiatsu sono percettivamente attivi anche nel cogliere le tue manifestazioni emozionali…e vabbè, godiamoci un sano momento di commozione e pensiamo che a condividerlo eravamo veramente tanti…e speriamo di esserci ancora alla ricorrenza aurea dei 50…oddio faccio du conti e ci penso bene…mi conviene dedicare del tempo a metter su un seminario nuovo sullo shiatsu nella terza età…non per l’utente, ma per l’operatore!
    David Hirsch

  2. che piacere vedere questa foto, sapere che c’è chi ci accompagnerà nelle nostre pressioni ancora e ancora.
    che bello sognare di diventare uno dei “puffi”, che siano due o mele o poco più di altezza restano…”grandi”.
    alessia

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