A Scuola di Shiatsu

La parola scuola in origine significava riposo, ozio, tempo beato lontano da ogni fatica e preoccupazione. Scuola deriva infatti dal greco scholé, che vale appunto “riposo”; e questo perché nell’antichità gli uomini, i soli che si dedicassero agli studi essendone le donne escluse, finché avevano muscoli sani eran dediti alle cure delle armi o dei campi. Perciò quei pochi momenti liberi che potevano dedicarsi all’esercizio della mente erano considerati un riposo piacevole, uno svago ristoratore…
“La scuola è un’istituzione sociale responsabile dell’istruzione e della formazione attraverso un programma di studi metodicamente ordinato.”
Cito queste due fonti, per apportare il mio modesto contributo al commento di Alessandro e inserirlo in un contesto più ampio e approfondito.
Quindi si può definire scuola qualsiasi aggregato umano che abbia queste caratteristiche.
Cosa c’entrano le istituzioni in tutto questo?
La nostra Costituzione stabilisce che è permesso ciò che non è espressamente vietato o normato diversamente.
Per quanto riguarda le professioni, ci sono professioni direttamente connesse a diritti costituzionali o primari dei cittadini (medici: diritto alla sanità, avvocati: diritto al patrocinio giuridico etc.), altre normate e riconosciute, che significa albi professionali e un preciso percorso formativo previsto per legge..
Ma questa possibilità di riconoscimento prevede un iter lungo e spesso farraginoso, motivo per cui a fronte di centinaia di nuove professioni emerse negli ultimi 50, 60 anni, questo processo si è dimostrato inapplicabile e, a mio parere, anche obsoleto considerato che l’Europa e il mondo vanno verso una liberalizzazione delle professioni accentuando il carattere di responsabilità e informazione del cittadino utente.
Ciò non significa che le professioni e i mestieri non espressamente riconosciuti siano vietati (il CNEL segue e monitora da anni questo fenomeno censendo le professioni emergenti).
In questo ambito si collocano le Discipline Bionaturali (DBN) e lo Shiatsu.
La legge oggi, non prevedendo una figura professionale ben identificabile e normata relativa agli operatori shiatsu, può solo prendere atto di questa realtà, ma non può entrare nel merito del percorso formativo atto a formare un operatore shiatsu.
Paradossalmente un cittadino che non ha mai conosciuto lo shiatsu può legalmente aprire una scuola di shiatsu o svolgere la professione shiatsu, a patto che rispetti le norme fiscali e non leda diritti fondamentali.

Nei fatti in questi anni si è prodotto un’ampia realtà di scuole e associazioni professionali che si sono date codici di autoregolamentazione e si sono fatte promotrici di interventi legislativi atti al riconoscimento, alla valorizzazione della professione e a stabilire un percorso formativo coerente e strutturato (possibilmente unico per tutte le scuole, ma su questo siamo molto in alto mare).
L’Accademia è sempre stata in prima linea su tutti e due i fronti, adeguando il proprio iter formativo agli sviluppi istituzionali e facendosi movimento culturale affinchè qualsivoglia legislazione non preveda un divieto per qualsiasi cittadino di praticare lo Shiatsu.
Inoltre l’Accademia ha sviluppato delle metodologie ben precise nell’insegnamento, volte a una pratica evolutiva non solo in senso tecnico, ma anche umano: le decine di migliaia di allievi che negli ultimi trent’anni hanno frequentato i nostri corsi sono testimoni di una validità del metodo e della proposta culturale.
Anche in termini promozionali e divulgativi l’Accademia non è mai stata ambigua: non troverete in nessuna pubblicazione “scuola riconosciuta” come altre scuole che si avvalgono di fantomatici patrocini e improbabili patentini di federazioni sportive.
Poi può accadere che la comunicazione all’interno dei corsi non sia chiara o esaustiva o che venga mal compresa, e su questo si può senz’altro migliorare, ma anche per quanto riguarda quest’aspetto vorremmo che la formazione/informazione fosse sempre a due vie. Vorremmo, cioè, che all’interno dei corsi o esperienze formative si creino gli stimoli per un’informazione autonoma da parte degli allievi.
Questo blog forse può essere un primo passo in questo senso.

Per quanto riguarda le proposte di legge o le leggi regionali, potete senz’altro saperne di più consultando il sito dell’APOS e DBN.

Segnalo inoltre un bellissimo articolo di Mario Vatrini, “Shiatsu e res nullius”, apparso sulla rivista qualche tempo fa, che affronta anche il tema “competenza o titolo” nonché la necessità di sviluppare un linguaggio autonomo per quanto riguarda lo shiatsu: potete leggerlo cliccando qui.

Livio Bucci

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