Imparare divertendosi, praticare col sorriso… (Riflessioni aggiuntive apocrife)

di Guido Bagni

Dopo aver letto gli articoli sullo “shiatsu demenziale“, se così vogliamo chiamarlo, mi sono imbattuto in un vecchio pezzo di Umberto Eco, “Elogio di Franti”, pubblicato nel suo “Diario Minimo” oltre quarant’anni fa e che mi ha fatto suonare alcune campanelle in testa, portandomi a considerazioni di stampo leggermente diverso da quelle di David… si può dire un po’ meno “energetico” e un po’ più “ideologico”.

Come diceva Bergson, citato da Paolo Rossi, la comicità si abbatte su chi cade in fallo: se un uomo scivola su una buccia di banana noi ridiamo, ma lui ride un po’ meno… Si ride a squadre, insomma… Ecco, vorrei ragionare su questo. Da quanto ho vissuto e ho visto in giro per l’Italia, anche se nella mia breve esperienza, il nostro mondo, quello dello Shiatsu intendo, si prende maledettamente sul serio. Beh, non sempre, fortunatamente. E’ ovvio, ci sono anche occasioni in cui ciò è necessario… ritengo comunque che gli articoli di David siano, per un certo aspetto, di “rottura” con l’ambiente serioso che, spesso, si viene a creare per i più disparati motivi. Facendo psicologia spicciola, posso immaginare che ciò venga dal desiderio di avere maggior credibilità, dalla brama di autorevolezza, dalla ricerca di conferme per le insicurezze che tutti noi ci portiamo dentro e che alcuni non sanno accettare. Ciascuno secondo la propria storia e la propria indole. Per capire un po’ meglio dove vorrei arrivare diamo un’occhiata a quanto scrive Eco: Continua a leggere

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