Shiatsu tra le pentole (1° Percorso Professionale a Roma)

di Elena Evangelisti

Questo primo percorso è appena finito e ancora non ho metabolizzato i particolari, le sensazioni, le emozioni che  sono ancora calde, caldissime, come pietra lavica.
La prime esperienze sono quelle che ti segnano di più, sono momenti intensi che rimarranno impressi nella memoria, il timore di spiccare il volo, la paura di non essere all’altezza, o capitombolare fragorosamente su una buccia di banana proprio quando vorresti fare bella figura.
Questo primo percorso me lo ricorderò fin che campo, come diceva mio nonno, se non altro per i  personaggi incredibili che ho avuto la fortuna di conoscere.
Ogni esperienza di shiatsu ci insegna qualcosa, ci permette di incontrare persone speciali, meraviglie incontaminate che si scoprono iniziando questa fantastica storia che è lo Shiatsu Do, la strada infinita.
Devo dire, però, che questo mitico gruppetto ha battuto ogni mia aspettativa…. fin da subito c’è stata simpatia e una certa dose di… creatività!
Una persona si domanda, prima che inizi un corso, come saranno i suoi allievi, se saranno simpatici, antipatici… volenterosi… sfaticati… ed eccomi qua, davanti a un gruppo di donne (e che donne) e un uomo solo, coraggiosissimo (uscito impavido dall’esperienza travolgente).
Giuro che tanta allegria ad un percorso ancora non l’avevo vista.
Tenere le briglie a cotante signore volenterose di apprendere non è stato affatto facile ma signori… quale soddisfazione averle accompagnate in questo primo passo!
La golosità, la passione di mettersi in gioco nonostante le difficoltà a trovare una decente postura, il dolore alle ginocchia e la paura di sbagliare si è notata fin dalla prima ora.
Ognuna di loro poi, caratteristica a livelli sopraffini.
Ad esempio Paola che dopo averci raccontato tutta la sua vita, anche i particolari più scabrosi, ci ha iniziati a viziare con: cornetti alla crema, ciambelle e the freddo a merenda… pasta fredda da leccarsi le dita e così via a salire… signori miei le danze si erano ormai aperte e la competizione femminile aveva preso il via… ad ogni pausa ecco che da ogni borsetta sgusciavano fuori biscotti al cioccolato e leccornie degne di pasticceri sopraffini,
dalla pasta di Paola alle salsicce di Antonietta, quelle fatte in casa con il maiale ammazzato dagli uomini e le donne che fanno festa… e poi le torte salate di Francesca che con la sua delicatissima riservatezza è riuscita a resistere intrepida alle “colorate uscite” di Paola, o Rosalba. Laura C. (per distinguerla da Lura S.) che mentre tutte portavano salsicce e salami lei tentava di farci mangiar sano con la sua frutta, o Eliana che preparava favolose crepes alle verdure mentre la sua testolina vagava per il cosmo alla ricerca di chissaché. E le insalate di riso di Laura S. o il rotolo alla nutella di Barbara. Rossella prima fuggiva a pranzo ma poi si è convinta a restare con noi a festeggiare… travolte dall’insolito destino dello shiatsu, di emozionarsi e condividere più di quel che si immaginava.
E io? Io mangiavo.
Se poi è vera la mia teoria sul fatto che gli allievi corrispondono ai maestri, ecco la verità.
La collaborazione e lo spirito di gruppo si sono formati anche così, tra una risata e un pasto condiviso.
A sentir parlare di tutte queste goliardate e abbuffate pantagrueliche si potrebbe pensare che non si è concluso tanto… e invece…
L’arrivo di Marcello da Bologna è stato accolto con il solito entusiasmo, le signore lo hanno subito ammansito con cibo e smorfiette degne di una messalina, ma l’impavido non si è fatto intimorire e ha portato a termine il suo compito di co-docenza senza colpo ferire, per poi crollare, l’ultimo giorno, davanti alla soppressata di Antonietta portata dal marito per festeggiare la conclusione del Primo Percorso Professionale.
Quello che più mi emoziona, adesso, è l’aver potuto assistere, come ogni volta negli allievi che si apprestano ad intraprendere il primo percorso professionale, al cambiamento, all’osservare le persone che dopo le prime perplessità si misurano con le difficoltà e le novità e trovano nuove strade per scoprire se stessi.
Ciò che mi appassiona è stato vedere l’entusiasmo e l’impegno che hanno avuto tutte, pardon, tutti, dimenticavo il mitico Luca, dalla prima all’ultima e ognuno a modo proprio, per poterci essere, per poter partecipare (con tantissima vivacità direi!) e imparare.
Nei momenti di apprendimento erano attentissimi, ammetto che a tratti ho pensato di dover usare la frusta per domare le più bizzarre ma, nonostante tutto, ci sono riuscita.
E il risultato è stato meraviglioso… perché non c’è niente di più bello del vedere la vita vera, la voglia di fare, che si fonde con il desiderio di mettersi in gioco e crescere .
Grazie ai miei allievi, alle allieve generose e “caciarone”, come si dice qui a Roma, grazie a Marcello, mio compaesano, amico e collega… abbiamo deciso di fare un gemellaggio Roma-Bologna e organizzare altri incontri di shiatsu e cucina, altro che storie!
Buona vita a tutti e alla prossima!
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5 thoughts on “Shiatsu tra le pentole (1° Percorso Professionale a Roma)

  1. Ciao Elena,

    direi che non si sarebbe potuto descrivere meglio l’atmosfera del corso!

    Ricordo i due week end fatti insieme a voi come piacevoli e costruttivi (e poi ho sempre mangiato benissimo…).

    Nell’attesa del gemellaggio Roma-Bologna (ovviamente aperto anche agli amici di altre Sedi…), un caro saluto a tutto il gruppo.

    Marcello

  2. si si anche noi da san cris vogliamo un gemellaggio! qui non si mangia, il corso è molto intenso, in compenso balliamo! un po’ di contact per favorire la nostra conoscenza e aprire le porte della fantasia! bellissimo!
    anche a milano, nel nostro corsettino, ci difendiamo bene.. sì al gemellaggio!!

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