Messico e Nuvole… Diario di viaggio in Chiapas #4 (prima parte)

Holà, que tal?
Sto imparando lo spagnolo alla grande! Mas o meno…
Dopo il viaggio ad Acteal, lunedì abbiamo iniziato il corso di shiatsu 1° livello, 4 ore al giorno per due settimane. Sono tutti ragazzi e ragazze giovani, alcuni spagnoli, altri messicani e 2 ragazze italiane che vivono qui in San Cristobal. Stiamo bene insieme, si lavora moltissimo perché c’è molto interesse e non ci stanchiamo mai. Con Vanessa abbiamo deciso di proporre il nuovo secondo kata, che lei ha appreso al seminario istruttori in Italia in questi giorni. Vanessa rientra in Mexico il 28 luglio, così faremo insieme gli ultimi 2 giorni di corso, arricchendoci tutti della sua presenza e dell’esperienza fatta in Italia.
In sede lavoriamo per 2 giorni con tutti i ragazzi che vogliono fare del volontariato, quindi ampliamo un poco la posizione sul fianco, in modo da poter trattare persone che non si possono girare nelle tre posizioni apprese nei kata (tipo gli anziani, che nelle comunità sono molti).
Proviamo anche a trattare sulla sedia, perché qui molte persone hanno difficoltà a sdraiarsi per ricevere, soprattutto le donne anziane, pudiche e diffidenti all’inizio, mettendole così un po’ più a loro agio nell’approccio.
Mi sono incontrata ancora coi ragazzi del secondo livello, per ripetere la posizione seduta e rivedere alcuni particolari del kata, oltre che stimolarli nel proseguire nello studio, perchè li vedo interessati alla teoria dei meridiani.
Esco soddisfatta da una settimana intensa di incontri, con la sicurezza nel cuore che ciò che da anni, specie con Francisco, viene qui seminato, dia i suoi succosi frutti.
Concludiamo la settimana con l’atteso incontro con la popolazione di Acteal. La strada per arrivarci è tortuosa, i taxisti spericolati, ma sia sabato che domenica arriviamo in anticipo ai nostri appuntamenti.. anche perché ogni volta dimentichiamo che sono indietro di un’ora rispetto a san Cristobal…
Sabato approfittiamo di viaggiare con Cecylia, la psicologa che dal ’97 segue la comunità, una giovane e coraggiosa donna che cura l’andamento della salute emotiva, fisica e mentale della popolazione, oltre che organizzatrice di eventi importanti per tutto il popolo latino-americano sui diritti umani. Spesso si ritrova sola a gestire il tutto, sia perché qui si procede molto a rilento, sia perché il ruolo della psicologia è poco riconosciuto, in particolar modo tra i medici e gli avvocati, che dovrebbero difendere le persone che sono state violate nei diritti di esseri umani.
Ma Cecy ha un gran coraggio e passetto dopo passetto, anno dopo anno, riesce a vedere qualche piccolo risultato, che, rapportato alla cultura messicana, è una gran conquista!
Rimaniamo d’accordo con Cecy che mi darà una copia del piano di salute progettato per Acteal e siccome la vedo entusiasta dello shiatsu in questo contesto, le ho promesso che coi ragazzi definiamo una serie di interventi da san cristobal, in modo da garantire un po’ di continuità, favorevole alla salute di tutti (sia sottoforma di trattamenti, che di un piccolo laboratorio per la popolazione e/o per i promotori di salute che in questi giorni si stanno formando).
Apro una piccola parentesi per dire che quando 2 anni fa c’è stata la scissione della comunità, tutti i promotori di salute, tranne due, sono passati dalla parte del denaro e dello stato, lasciando scoperta Las Abejas, che ora, raccolti un po’ di fondi, sta riformando lentamente nuovi promotori per tutto il territorio.
Sabato aspettiamo l’arrivo del promotore, che apre la clinica, in compagnia di Emanuel, un ragazzo ventiseienne, superstite del massacro. Carinamente ci racconta barzellette, storie e canzoni inventate da lui… il 90% delle quali contiene le parole “morte”, il “ricordo della famiglia perduta”, il “non dimenticare”, il “piangere”. Fortunatamente nelle storie di Emanuel esistono di fondo i concetti di Perdono, Cooperazione, Collaborazione, che lo rendono molto più saggio dei suoi 26 anni!! Lo ammiro proprio!
Una sua storia in particolare mi ha colpito, racconta di lui che incontra un passerotto. L’uccellino è molto arrabbiato con Emanuel perché ha ucciso suo padre. Gli chiede perché e il ragazzo gli risponde che aveva fame e l’uccellino padre è servito a sfamarlo. Il passero comprende allora la sua motivazione e sapendo che il padre è nella pancia di Emanuel è contento, perché il suo sacrificio è stato utile a qualcuno. Emanuel gli chiede Perdono per aver ucciso il papà-passero e per ricambiare accarezza il piccolo uccellino, pulendolo dalla polvere, e lo sfama. Gli dà u po’ di semini, poi ancora, poi ancora, finchè il piccolo si sente pieno. Diventano così amici e si scambiano complimenti,  e per il passero arriva il momento di andare. Emanuel gli raccomanda di non volare basso, i bambini giocano e potrebbero colpirlo, gli dice: “vola alto, alto, arriva alla cima della montagna, là nessuno può colpirti o ucciderti” e dopo essersi scambiati bacini e abbracci l’uccellino se ne va.
E quando finalmente arriva il momento di trattare Emanuel, tutto d’un tratto mi ritorna in mente la sua storia… Mi è venuto spontaneo chiedergli Perdono, l’ho accudito, coccolato, riscaldato nel trattamento, fino a che si è addormentato e alla fine ho lasciato che andasse per la sua strada, ringraziandolo per ciò che è.
(segue)

Sabrina Petazzi
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...