Appunti e Pensieri sul Corso di Thai (Roma marzo-aprile-maggio 2010)

Da quando Elena mi ha chiesto di buttar giù un articolo sul Corso di Massaggio Tradizionale Thai, negli ultimi due mesi ho scritto e cancellato diverse volte. Ora è arrivato il momento di riprovare: entro domani mattina devo assolutamente spedire queste righe. Ci provo…
Il corso di Thai l’ho imboccato all’incrocio tra una perplessità ed una crisi, l’ho vissuto con gioia e un senso di liberazione. Con il Thai ho cominciato a prendere in considerazione la mia staticità e la possibilità di movimento in senso puramente fisico.
E’ stato bello ritrovare Sabrina, Antonio, Mariangela, Paola ed Alessandro miei compagni di corso, Alessandro il nostro assistente, conoscere Roberto e Sandra; è stato interessante apprendere una nuova tecnica attraverso Paolo Petrò, il mio insegnante di III PP.
Eravamo le stesse persone del corso di Shiastu, immerse in un’altra dimensione.
C’è stato gioco, dinamismo, un rapporto diverso tra chi insegna e chi impara, abbiamo riso molto e faticato, faticato come si faticava all’inizio per praticare l’Hoko-no-kata, sudando!
Paolo continuava a ripeterci “non vedo movimento, non vedo movimento” e pensavo a quanto ci avevo messo in tre anni a muovermi il meno possibile per portare pressione; tutto da rifare dunque? No. Semplicemente un cambio di prospettiva, un nuovo allenamento, entrare in profondità ondeggiando e “scollando” con i pollici e le mani dolenti, e quando pensavi di aver quasi annientato il tuo compagno di lavoro magari lo sentivi russare beato! Un mistero!Non scorderò mai l’
aeroplano a fine lezione: l’Hara sulla pianta dei piedi di Paolo, l’equilibrio da funamboli ed un senso di libertà.
Per non parlare del cosiddetto
bamboo che proprio non mi riusciva mentre Paola ed Antonio producevano nella loro percussione delle spalle e della testa un suono così netto e piacevole. Mi sono anche resa conto che il mio approccio con il corpo della persona da massaggiare (si, si può usare questo termine con il Thai!) è stato diverso, molto più “fisico”: articolazioni, movimenti, possibilità di movimento, di estensione, di torsione e carico del proprio peso hanno assunto un’altra valenza e li ho riscoperti, facendone tesoro anche per lo shiatsu.
Ho seguito molti seminari da quando frequento l’Accademia, ma tutti relativi allo Shiatsu e ritengo che, una volta terminato il terzo percorso, sia fondamentale e stimolante orientarsi anche verso altre esperienze. Personalmente mi auguro che quanto prima possa partire un nuovo Primo Modulo di Massaggio Tradizionale Thai, cosicchè entrambe le classi (la nostra e la successiva) possano fondersi per portare avanti il Secondo Modulo. Non vedo l’ora!

Paola Chicarella

Per informazioni riguardo ai Corsi di Specializzazione dell’Accademia Italiana Shiatsu Do, clicca qui e visita il nostro sito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...