Shiatsu e Danza

Quando si parla di shiatsu subito si pensa al rilassamento, al benessere, al risveglio della propria e altrui vitalità.
Lo shiatsu, nel corso di questi 12 anni di pratica, mi ha aperto un mondo, insieme alla pratica yogica, in particolar modo sulla consapevolezza di me, sulla postura, sulla fiducia in me e nell’altro, oltre che recare beneficio a chi mi fa da uke… davvero mi ha incanalato sul sentiero della conoscenza di me e ne sono felice.
Allo stesso tempo, da buona sportiva e ballerina quale sono, ho sempre praticato anche danza, ballo di coppia, veicolata dalla musica, che coinvolge tutto il mio essere e mi fa muovere armonicamente, mi dà modo di esprimere col corpo quello che spesso non riesco a dire a parole.
Fino a poco tempo fa non avrei pensato di unire e /o paragonare questi tipi di pratiche, shiatsu e danza, così apparentemente poco vicine. Ma da quando ho scoperto la danza contemporanea “Contact Improvvisation” devo dire che molti principi la legano allo shiatsu.
Innanzi tutto la danza contact (che nasce negli anni 70 negli Stati Uniti) per definizione è una forma di movimento che si fa relazionandosi a uno o più partners, ed è una condizione indispensabile, perché per esprimersi serve il contatto con almeno un’altra persona… così come lo shiatsu si fa in due, in un rapporto paritario di sostegno reciproco e scambio energetico. Questo è già una possibilità molto ampia, poiché nella danza il contatto diventa una porta di apertura alla creatività, seguendo dove conduce quell’onda di movimento che si crea tra 2 o più persone, alla scoperta di nuove forme di comunicazione ed espressione, che da soli non sarebbe proprio possibile. A volte si segue l’altro, a volte si conduce, a volte la fusione è talmente equilibrata, che non esiste dominio di uno sull’altro, ma un andare quasi a toccare un’altra dimensione, nata dall’incontro non solo fisico, ma di tutto l’essere di chi si incontra.

E nello shiatsu spesso faccio esperienze simili, a volte il trattamento ti porta dove decidi tu, con le tue analisi, schemi di lavoro, a volte segui dove ti porta l’altro, a parole, gesti, dove il corpo necessita più il tuo incontro, che quasi sembra ti chiami; a volte entri in una dimensione particolare, nella bolla energetica che si forma tra tori e uke e che riesci a sentire e il trattamento non ha nessuna spiegazione, esiste in quel momento, a quelle condizioni e basta, ed è bello proprio per quello!
Un altro aspetto che accomuna queste discipline è la libertà che deriva dalla pratica assidua, dalla conoscenza del proprio e altrui corpo, libertà di esprimere quel momento con quella musica e col sostegno reciproco determinato dal contatto, lasciando che sia, senza giudizio, gustandosi quell’unione col cuore, per quello che è. Quante volte, cari shiatsuka, vi è capitato di godervi in questo modo il vostro trattamento/incontro?

Il contatto permette nella danza di esplorare nuovi movimenti, sentendo quanto l’altro ti sostiene e quanto lo sostieni tu, può nascere qualcosa di irripetibile, una comunicazione profonda che a volte riesco ad avere anche in un trattamento, o molto più spesso in un tratto particolare di un trattamento. Si sente quando entrambi si è disposti a fidarsi l’uno dell’altro, permettendo al divenire, al cambiamento di svolgersi secondo natura, e quando, invece, nel rispetto dell’altro, si lascia che una eventuale chiusura abbia svolgimento comunque, perché ha i suoi motivi di esistere. E magari si apre un’altra porta di comunicazione. Quando danzo con la contact, sento se la ragazza che si muove con me e io, naturalmente, siamo insieme disposte alla fiducia, a lasciar nascere movimento, se ci sono limiti fisici o emotivi o mentali.. ma spesso anche i limiti permettono una gamma di movimento molto vasta!

Così, grazie alla danza e allo shiatsu imparo a vivere il mio presente, a cogliere quell’attimo di fusione che è meraviglioso quando avviene. Certo non dimentichiamo che attraverso le posizioni shiatsu e quelle di danza si lavora molto anche sull’atteggiamento posturale e sul respiro, sulla presa di coscienza del proprio baricentro e sulla percezione di sé e dell’altro. Non mi dilungo su questi aspetti, peraltro importanti, ma che tutti gli shiatsuka hanno ben presenti.

Parliamo della musica… sicuramente, la danza senza musica non sarebbe danza, mentre lo shiatsu si può fare senza, anche se non si può parlare di shiatsu senza parlare di ritmo, seppur interno che sia. Comunque molti operatori lavorano con sottofondo musicale, infatti esistono melodie adatte al rilassamento, sia del nostro uke, sia nostro, aiutando anche a predisporci alla centratura e a prendere un certo ritmo, dettato dalle esigenze di incontro con uke, ritmo che spesso ci permette di lasciare neutra la nostra mente e far “parlare” di più le nostre sensazioni.

Piacere di muoversi, altro punto a favore di entrambe le discipline. Sia attraverso la danza che lo shiatsu sento il mio corpo, lo curo, lo allungo, lo armonizzo, cerco di superare i miei limiti fisici e mentali.
Maggiore affiatamento col gruppo danza e maggior confidenza con chi tratto.
Tutte le discipline che mi permettono un confronto, che creano relazione, mi danno modo di evolvere come persona, perché l’altro mi fa da specchio e a volte mi fa crescere dubbi e evidenzia aspetti che mi risuonano, mi turbano o mi emozionano, permettendomi di rifletterci e di accettarmi in toto, quindi grazie contatto!!!

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4 thoughts on “Shiatsu e Danza

  1. Sono un danzatore professionista e pratico shiatsu. E’ bello sentire certe cose.
    Dopo molti anni di danza vedo chiaramente quanto danzare sia evolutivo – al di là di finalità artistiche – ma quanto poco ancora sia il suo riflesso benefico sulla società – e quale potente strumento sia la danza e la tecnica contemporanea .
    Nonostante l’enorme diffusione di scuole e luoghi di pratica, la realtà è sempre molto mediocre e soprattutto lo sono gli effetti sui praticanti. Trattare con lo shiatsu allievi di danza, mi ha fatto comprendere ancora di più il problema. La danza contemporanea può essere anche un grande divertimento – sebbene spesso i corsi, in italia,siano quasi deserti – ma il problema principale di questa “arte” è la difficoltà di togliere gli accessori che anche il mondo del balletto e della danza moderna hanno disseminato nei corpi, e intendo anche nelle menti, di tutti noi, per poter così davvero arrivare a parlare e vivere un linguaggio credibile ed efficace.Togliere per poter lavorare sui principi di base, per rendere merito ad un mestiere e ad una pratica, che come lo shiatsu, è un fatto di presenza – puro artigianato – dove la forma esterna è parte di un processo, di un percorso di contatto con la realtà e la materia di cui siamo fatti.

  2. ceerto cari, condivido, ma sono anche fiduciosa che l’arte sarà il nuovo modo di auto-conoscersi e auto-guarirsi. continuiamo a credere in queste due splendide arti, discipline… sono anche ottimi mezzi di divulgazione del “Vero” e della “Bellezza”, quelli che nascono da dentro, che non hanno nulla a che fare col guadagno e la gloria.
    Io ci credo!
    sabrina

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