Video della settimana #25


Il Presidente di Accademia, Attilio Alioli, alla fiera Fa’ La Cosa Giusta, racconta il senso profondo dello Shiatsu nel sociale e i nostri progetti di volontariato nazionali ed internazionali.
Potete aiutarci a sostenere questi progetti, versando il 5 per mille delle vostre imposte all’Associazione Shiatsu Do Volontariato ONLUS. Non vi costa nulla, ma può aiutarci molto!

Per visualizzare il nostro volantino, potete cliccare qui.

Con il Cuore… Per la Vita!

Le potenzialità dei trattamenti Shiatsu nel supporto alla disabilità: la bella esperienza vissuta al Villaggio San Paolo da un gruppo di Shiatsuka lancia l’idea per un progetto molto ambizioso.

a cura di Sylvia Dittadi

Nell’autunno del 2009, Ennio Miglioranza, operatore dell’Accademia Italiana Shiatsu- Do, si trovava ospite del Villaggio San Paolo, vicino al Cavallino (Jesolo- VE). La struttura, gestita dalla Diocesi di Belluno, riceve famiglie e associazioni di volontariato, assistenza e supporto alle famiglie, con un’unica finalità: l’accoglienza, senza nessun tipo di barriera per chi con la disabilità deve convivere ogni istante della vita. Ennio, uomo generoso, ha avuto la buona intuizione che in questo contesto le potenzialità dello Shiatsu avrebbero potuto esprimersi con gioia attraverso i cuori degli operatori. Da un incontro con il direttore del Villaggio, che ha compreso il valore della proposta e ha accettato che alcuni Shiatsuka offrissero trattamenti agli ospiti, si è formato un gruppo di persone, generose come Ennio, chiamato “Gli Amici dello Shiastu” con il Cuore… per la Vita. Durante l’estate del 2010, operatori e istruttori della Sede di Mestre di Accademia, vivono lo Shiatsu nel Villaggio S. Paolo. Condividono trattamenti e momenti unici con persone speciali che si trovano lì: portatori di handicap con i loro accompagnatori e familiari, volontari e dipendenti della struttura. Da questa esperienza meravigliosa nasce l’idea di un progetto che coinvolga a livello nazionale l’Associazione ONLUS Shiatsu-Do Volontariato, operatori, istruttori e allievi di Accademia Italiana Shiatsu-Do.

Nella scorsa estate, 36 Shiatsuka tra operatori professionisti, non solo di Accademia, istruttori e allievi dei Percorsi Professionali, provenienti da Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Toscana, hanno deciso di vivere lo Shiatsu all’ombra degli alberi del Villaggio S. Paolo. I più vicini hanno trascorso al Villaggio giovedì e domeniche. Coloro che arrivavano da più lontano hanno scelto di trattenersi per una settimana, ospiti della struttura, chi con la famiglia, chi da solo.
Praticando ogni giorno con serenità hanno donato gratuitamente 1425 trattamenti a persone diversamente abili e ai loro accompagnatori, familiari, agli ospiti del Villaggio, a volontari e dipendenti, a bambini e ragazzi, questi ultimi a volte organizzati in laboratori. Immensi sorrisi, abbracci caldi e sguardi intensi degli uke hanno riempito i cuori degli operatori che hanno portato a casa molto e il desiderio comune di voler tornare! Le n. 2 dicembre 2011 Discipline bio naturali 27 generose offerte delle persone trattate hanno riempito il salvadanaio degli “Amici dello Shiatsu”, che devolvono il contenuto in parte al Progetto FLY-Brasile dell’ONLUS Shiatsu-Do Volontariato, e in parte al Villaggio S. Paolo per contribuire all’acquisto di un nuovo pulmino per il trasporto disabili. Di seguito, riportiamo alcune testimonianze di chi ha vissuto questo Progetto: nato “per caso” dalle buone sensazioni di Ennio, reso possibile dal Villaggio S. Paolo, sostenuto dall’ONLUS Shiatsu-Do Volontariato e da Accademia Italiana Shiatsu-Do.

È difficile descrivere sensazioni ed emozioni vissute. L’handicap a volte intimorisce, crea disagio. Personalmente mi fa sentire inadeguata. Genitori e figli, volontari e amici che affrontano magari per la prima volta lo Shiatsu, che si affidano a te per un momento di relax. Io che mi sentivo assolutamente inadeguata alla loro grandezza, tenuta per mano da Dolores, ho portato pressioni e accarezzato, ho sorriso, riso e soffocato qualche lacrima. Ho condiviso momenti intensi di commozione. Alla fine di ogni trattamento sono stata ripagata con parole, abbracci e sguardi che non hanno prezzo.
Debora (Vicenza)

Arriviamo al Villaggio il sabato; ci accolgono con cordialità e gentilezza. La domenica all’arrivo di Umberto prepariamo le postazioni. Per tutta la giornata i trattamenti si susseguono uno dietro l’altro e mi rendo conto che ognuno rappresenta qualcosa di unico e speciale. Intanto i miei timori iniziali, “Ce la farò? Sarò in grado di essere di aiuto?”, si stavano affievolendo. Il lunedì organizzo la mia postazione e subito arrivano persone che chiedono trattamenti con dolcezza e disponibilità di attesa. Quando giunge il giorno della partenza ripercorri tutto ciò che hai vissuto, sensazioni ed emozioni sono stati momenti impagabili e non smetteresti mai di ringraziare le persone che hanno occupato la “postazione dello Shiatsu”, non vorresti andare via, vorresti ricominciare, ma nulla avviene per caso.
Massimo e famiglia (Genova)

Iniziamo i trattamenti e con la pratica diffondiamo il gioioso contagio per lo Shiatsu. Così succede che il nostro uke comunica al vicino di ombrellone, o di tavolo, l’entusiasmo, il piacere e il “benessere” che il trattamento ha donato a lui, in questo modo si innesca una catena di richieste che ci porta a operare per ore ogni giorno. Al termine siamo leggermente affaticati, ma con il cuore colmo di gioia. Le persone che si rivolgono a noi giovani, anziani, diversamente abili, esprimono inizialmente i loro disturbi fisici, ma accade nel corso del trattamento che i miei occhi guardino e prendano in considerazione la situazione non attraverso lo sguardo della mente, bensì attraverso quello dell’anima. Accade che le mani divengono estensioni dell’anima stessa iniziando a lavorare sotto il suo tocco: da Cuore a Cuore. Shiatsu comunicazione non verbale; mezzo per rimuovere le barriere, fisiche e psichiche, semplicemente accettazione del prossimo, una vera e profonda regola etica: “Ama il Prossimo Tuo come Te Stesso”. Trattamento dopo trattamento arriva il giorno in cui mi devo congedare. Nel cuore rimane questa bellissima esperienza nella quale le mani hanno trattato e comunicato molto.
Massimo (Gallarate)

Voglio come prima cosa ringraziare di cuore tutti quelli che hanno reso possibile questa settimana, sia per me che per le mie bimbe, 7 e 6 anni, che hanno vissuto la convivenza con gli ospiti in maniera serena. Una delle cose che mi ha più colpito è stata la voglia da parte degli ospiti di provare lo Shiatsu. Alcuni mesi fa avevo letto una frase “Lo Shiatsu non si impara si vive”, l’avevo sentita mia dandomene una spiegazione razionale, senza che questa riuscisse a colmare per intero ciò che sentivo. Durante i trattamenti ho avuto modo di capire ciò che per me significa vivere lo Shiatsu. Ho realizzato che ogni momento che condividiamo con l’altro è un momento in cui viviamo il trattamento, soprattutto nelle numerose occasioni in cui mi è capitato di lavorare con ragazzi disabili, con i quali Katà si perdono e si vive lo scambio. Penso di aver dato molto in quest’esperienza che mi ha ricompensato facendomi incontrate Pascalin, una ragazza disabile. Si è avvicinata con il suo accompagnatore; gli chiedo se vuole far provare lo Shiatsu alla ragazza ma risponde che non è sicuro che sia possibile: non sta mai ferma, è molto nervosa e cerca in continuazione il contatto fisico. Senza pensarci rispondo: “Possiamo provare e se non le piace terminiamo”. Convinto l’accompagnatore, facciamo sedere sul tappeto Pascalin, inizio con una mano a fare palmari sulla schiena mentre l’altra è “di sua proprietà”. Dopo 10 minuti è rilassata. L’accompagnatore dice che non l’aveva mai vista così e che solitamente anche quando dormiva era contratta. Al suo risveglio era serena, mentre si allontanava mi cercava con lo sguardo.
Alberto (Genova)

Tornata dalla settimana trascorsa al Villaggio, amici e famiglia mi hanno subito assalita con le solite domande: “Come è andata? Avete lavorato tanto? Ti sei divertita? Sono stati contenti dello Shiatsu?”. Come spiegare cosa ti rimane dentro quando, dopo aver finito il trattamento, Felice ti guarda con occhi azzurri e, stringendoti la mano, ti sorride e ti dice che sta bene, sta veramente bene. Come lui, i suoi compagni, tutti in modo diverso, ti fanno sentire che stai facendo qualcosa di importante per loro: come Angelo che ogni volta che ti incontra ti abbraccia. Come raccontare dell’amore che senti sotto le mani quando premi quelli che si prendono cura dei loro cari ammalati: come Flavio, che non ha detto una parola, ma ha chiesto di darmi un bacio. Non sono cose che si possono spiegare, si possono solo vivere. Forse sì, mi sono portata a casa tante risate miste a stanchezza, la gioia di un sorriso spontaneo e di un aiuto nel momento del bisogno. Ho messo in valigia volti diversi, ma tutti con lo stesso cuore. Grazie allo Shiatsu, un incontro che spero di rinnovare ogni giorno, con la VITA!
Cristina (Vicenza)

Adoro i bimbi e passo con loro molto tempo. Lo Shiatsu mi ha cambiata, mi rende una persona in continua evoluzione e ogni giorno mi regala il sorriso. Ha fatto di me un’insegnante diversa da quella che ero fino a due anni fa. Avevo un piccolo sogno: vivere lo Shiatsu con i bambini! Durante la settimana al Villaggio quel sogno è diventato realtà, lasciando nel mio cuore un segno indelebile. Una mattina arriva una piccola uke dal sorriso nascosto. Il piede le fa male. Si lascia trattare a lungo. Accetta che smetta solo quando decide di voler giocare a fare Shiatsu e facciamo cambio: lei Tori e io Uke. Le piace così tanto che dopo due giorni ritorna anche se il suo dolore è passato, e il gioco si ripete. Questa volta alla fine erano tre le bimbe che mi trattavano! Il giorno dopo MariaDolores mi chiede di insegnare la Camminata ad altre sei bimbe! Non mi sentivo all’altezza, ma ero felice dell’opportunità. Il mio Angelo Custode è lì e mi dà una mano a trovare il gioco Shiatsu da fare: citrasformiamo in sette gatti, ognuno con le zampe di un colore diverso. Gattonando ci divertiamo a colorare ogni centimetro di un altro gatto spalmato a terra che dopo ci renderà il favore! E così abbiamo giocato a fare Shiatsu! Siamo tornate a casa gattonando con un gran sorriso e tanti colori nel cuore! 
Annalena (Firenze)

Chi era Ennio
Un Amico così lo ricorda: “Ennio, anima speciale e generosa, dove c’era da donare era presente. Il suo più grande desiderio era quello di fare andare tutti d’accordo. Alle volte accettava di essere messo in difficoltà personalmente pur di non scontentare alcuno e per questo nel suo intimo soffriva molto. Da quando aveva scoperto lo Shiatsu, lo adoperava come il suo arnese da lavoro quotidiano. Per un timido e silenzioso come era lui, lo Shiatsu divenne il suo amplificatore da aprire a tutto volume ogni volta che ne aveva occasione. Ennio: un generoso Guerriero di Luce che al posto della spada aveva lo Shiatsu.
Umberto

(tratto da DBN Magazine n°2, dicembre 2011)

Video della settimana #23

Un video che nulla, ma proprio nulla, c’entra con lo shiatsu. O forse un pochino sì. Ma non solo con lo shiatsu: c’entra con il rispetto del corpo. E qui si tratta di un rispetto che si è perso da decenni, di un corpo vilipeso: il mio consiglio è di impegnare la vostra attenzione per i prossimi 25 minuti e guardate questo documentario dal titolo “Il Corpo delle Donne”. Si parla dello sfruttamento delle donne ad opera della televisione. Perché troppo spesso, abituati come siamo al bombardamento delle immagini, non ci rendiamo più conto dello schifo che ci sta attorno. E di cui siamo in qualche modo complici.

Dopo 13 anni, il primo traguardo!

Oggi era in programmazione un post di richiamo per i seminari di questo prossimo fine settimana, ma è arrivata una notizia che ha scombinato i nostri “piani editoriali”. Quindi facciamo che, se volete, ai seminari date un’occhiata qui.

Come tutti gli addetti ai lavori sapranno, sono oltre dieci anni che APOS lotta, assieme a tutte le altre associazioni professionali di Shiatsu, per far sì che lo Shiatsu e tutte le discipline bio-naturali siano riconosciute con una legge ad hoc. Lungo il tragitto se ne sono viste di tutti i colori, da leggi regionali approvate, non approvate, impugnate, sospese, a proposte di legge da parte di altre categorie che hanno provato in tutti i modi a mettere le mani sul nostro mondo, considerandolo un mero mezzo di lucro e senza preoccuparsi minimamente della profondità delle filosofie che sostengono le nostre discipline, equiparandolo ad una banale “pratica rilassante”. Adesso la musica sta per cambiare.
Martedì 17 aprile, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge C. 1934 che regolamenta le professioni non organizzate in ordini e collegi.

Vediamo, a grandi linee, cosa prevede la legge:

Art. 1: la professione non organizzata in ordini o collegi è un’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi. Si esercita abitualmente e prevalentemente mediante, o tramite, lavoro intellettuale: sono escluse tutte le attività legate ad albi professionali, quelle artigianali, commerciali e di pubblico esercizio, per le quali esistono già specifiche leggi.
La professione è di libero esercizio e si fonda su autonomia, competenze e indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica di chi la pratica. Si può liberamente scegliere come esercitare: in forma individuale, associata o societaria o nella forma di lavoro dipendente.

Art. 2: i professionisti possono costituire associazioni professionali, per valorizzare le proprie competenze, stabilire regole deontologiche, favorire la scelta e tutelare degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.
Le associazioni sono private, fondate su base volontaria e non possono pretendere la rappresentanza esclusiva della propria professione. Ne regolano, però, diversi aspetti tra cui la formazione permanente dei propri iscritti, il codice di condotta e la vigilanza sul rispetto di questo. Applicano sanzioni disciplinari in caso di violazioni e promuovono forme di garanzia a tutela dell’utente. Le associazioni possono costituire forme aggregative (coordinamenti, consorzi, ecc.).

Art. 3: le forme aggregative rappresentano le associazioni. Sono indipendenti, imparziali ed autonome. Promuovono le attività professionali e fanno da referente nelle sedi politiche e istituzionali. Se richiesto dalle singole associazioni, possono svolgere il ruolo di controllo su di esse, verificandone gli standard qualitativi e di comportamento.

Art. 4: associazioni e gruppi di associazioni pubblicano sul proprio sito web elementi informativi al servizio del consumatore, secondo criteri di trasparenza, correttezza, veridicità, sotto la responsabilità del proprio rappresentante legale.
Devono rendere disponibili tutte le informazioni relative al significato di marchi e attestati di qualità che i propri associati possono esporre.

Art. 5: Le associazioni professionali devono assicurare la piena conoscibilità di: statuto, tipi di attività a cui si fa riferimento, organi direttivi e cariche sociali, struttura organizzativa, requisiti per poter essere ammessi come soci, assenza di scopo di lucro.
Nel caso in cui i soci possano utilizzare il riferimento all’iscrizione dell’associazione come garanzia di qualità della propria professionalità, allora è necessario che siano resi pubblici anche: codice di condotta, elenco degli iscritti, sedi dell’associazione, struttura dedicata alla formazione permanente dei soci, certificato di qualità, garanzie a tutela degli utenti (sportello del cittadino, ecc.).

Art. 6:  i professionisti che non appartengono ad alcuna associazione, possono avvalersi della normativa tecnica UNI. Questa fornisce i principi e i criteri generali che disciplinano l’esercizio auto-regolamentato della singola attività professionale e ne assicurano la qualificazione. Il Ministero dello sviluppo economico si incaricherà di informare professionisti ed utenti dell’applicazione di queste norme.

Art. 7: le attestazioni rilasciate dalle associazioni professionali al fine di tutelare gli utenti, non rappresentano requisito necessario per l’esercizio dell’attività e possono essere rilasciate quando vengono soddisfatti questi aspetti: regolare iscrizione del professionista, requisiti necessari all’iscrizione, standard qualitativi, garanzie fornite all’utenza, possesso di polizza assicurativa, possesso di certificazione di conformità alle norme UNI.

Art. 8: la validità dell’attestazione è pari al periodo per il quale il professionista risulta iscritto all’associazione che la rilascia. La scadenza dell’attestazione è specificata nell’attestazione stessa, e il professionista ha l’obbligo di informare l’utenza del proprio numero di iscrizione all’associazione.

Art 9: la certificazione di conformità a norme tecniche UNI è elaborata con la collaborazione delle associazioni professionali e delle loro forme aggregative, che parteciperanno ai lavori degli organi tecnici specifici.
Le associazioni possono promuovere la costituzione di organismi di certificazione della conformità che possono rilasciare, su richiesta del singolo professionista anche non iscritto ad alcuna associazione, il certificato di conformità alla norma tecnica UNI definita per la singola professione.

Art. 10: la non veridicità delle informazioni pubblicate sul sito dell’associazione o contenute nell’attestazione rilasciata è sanzionabile ai sensi dell’articolo 27 del Codice del Consumo dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, anche su segnalazione del Ministero dello sviluppo economico che svolge compiti di vigilanza sul mercato relativamente alla corretta attuazione delle previsioni della presente legge.

Art. 11: clausola di neutralità finanziaria.

A questo punto possiamo tirare un sospiro di sollievo e sorridere! Grazie all’impegno costante e tenace di tantissimi colleghi e delle associazioni di cui facciamo parte, abbiamo raggiunto questo importante primo traguardo. Adesso dobbiamo tenere alta la guardia e le dita incrociate, in vista della discussione al Senato e dell’ultima votazione. Dopo di ciò, potremo finalmente dire di essere Operatori Professionali Shiatsu riconosciuti dalla legge!

(Come scritto prima, la mia è una sintesi. Non escludo ci possano essere anche stati errori di interpretazione. Per fugare ogni dubbio, leggete qui l’articolo integrale: © www.ipsoa.it )

Sul sito del CoLAP si può scaricare il file con l’intervento alla Camera della deputata On. Laura Froner: basta cliccare qui.

Accademia e Slow Food: incontro a Treviso!

Abbiamo il piacere di annunciarvi un importante evento! Grazie all’impegno dell’ottima Barbara Farina, Accademia collaborerà con Slow Food in questa splendida cornice!

In occasione della quarta edizione di “Oasi d’Acque”, organizzata da Slow Food Treviso,  il 22 Aprile 2012 a Casier (TV), vi invitiamo a venirci a visitare.
Potrete avere informazioni sulla nostra affascinante disciplina, sui prossimi corsi in partenza e sulle diverse attività che la nostra associazione svolge in Italia e all’estero.
Sarà inoltre possibile ricevere un trattamento da operatori professionali e dagli allievi dell’Accademia.
Il ricavato delle offerte sarà destinato al progetto di Slow Food International, “Mille Orti in Africa”.

Cliccate sull’immagine per scaricare il PDF del programma e accorrete numerosi!