Piccola domanda agli operatori professionali

Alla fine di una giornata di trattamenti, mentre consultavo l’agenda riguardando gli appuntamenti tra Uke nuovi, Uke che vengono regolarmente e altri che fanno piccoli cicli di trattamenti a distanza di molto tempo, mi è venuta la curiosità di sapere come si comportano, in giro per l’Italia, gli shiatsuka professionisti.

Quando si legge “Cent’anni di Solitudine” di Garcia Marquez, ci sono due modi di farlo: il primo è quello di prendere carta e penna e iniziare, ogni volta che si incontra un nuovo personaggio, a disegnare l’albero genealogico della famiglia Buendìa, per evitare di perdersi al terzo Josè Arcadio e al sesto Aureliano. L’altro modo è quello di lasciarsi trasportare dalla prosa divina di Marquez, fregarsene dei nomi e farsi cullare in quel meraviglioso grembo letterario. E credo vadano bene tutti e due, eh… io, per esempio, ho letto il libro due volte e li ho seguiti entrambi: prima la culla nel grembo di Marquez, poi l’albero genealogico.

Questo piccolo preambolo è, alla fine, per chiedere: ma voi, professionisti che lavorate ore al giorno con molti Uke, alla fine del trattamento che fate? Prendete nota per ogni persona del lavoro fatto e vi create un piccolo archivio, oppure vivete alla giornata senza ricordarvi molto di cosa è successo mesi prima a chi si rivolge a voi e trattate senza porvi troppe domande? Attenzione, lo so che vanno bene entrambi i metodi e che nulla è giusto o sbagliato, eccetera. Non sto chiedendo questo, è solo una piccola curiosità… Insomma, che fate? A voi la parola!