Piccola domanda agli operatori professionali

Alla fine di una giornata di trattamenti, mentre consultavo l’agenda riguardando gli appuntamenti tra Uke nuovi, Uke che vengono regolarmente e altri che fanno piccoli cicli di trattamenti a distanza di molto tempo, mi è venuta la curiosità di sapere come si comportano, in giro per l’Italia, gli shiatsuka professionisti.

Quando si legge “Cent’anni di Solitudine” di Garcia Marquez, ci sono due modi di farlo: il primo è quello di prendere carta e penna e iniziare, ogni volta che si incontra un nuovo personaggio, a disegnare l’albero genealogico della famiglia Buendìa, per evitare di perdersi al terzo Josè Arcadio e al sesto Aureliano. L’altro modo è quello di lasciarsi trasportare dalla prosa divina di Marquez, fregarsene dei nomi e farsi cullare in quel meraviglioso grembo letterario. E credo vadano bene tutti e due, eh… io, per esempio, ho letto il libro due volte e li ho seguiti entrambi: prima la culla nel grembo di Marquez, poi l’albero genealogico.

Questo piccolo preambolo è, alla fine, per chiedere: ma voi, professionisti che lavorate ore al giorno con molti Uke, alla fine del trattamento che fate? Prendete nota per ogni persona del lavoro fatto e vi create un piccolo archivio, oppure vivete alla giornata senza ricordarvi molto di cosa è successo mesi prima a chi si rivolge a voi e trattate senza porvi troppe domande? Attenzione, lo so che vanno bene entrambi i metodi e che nulla è giusto o sbagliato, eccetera. Non sto chiedendo questo, è solo una piccola curiosità… Insomma, che fate? A voi la parola!

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15 thoughts on “Piccola domanda agli operatori professionali

  1. Excel (anzi Numbers) dove annoto email, telefono, compleanno, indirizzo, tipo di trattamento fatto… e soprattutto alert dopo 3 mesi dall’ultima data che ha ricevuto un trattamento…

    • Sono d’accordo. Però l’empatia non credo escluda una “organizzazione” tramite schede… Mi sembra di capire che tu sia orientato più verso il non prendere nota dei trattamenti, giusto?

  2. Anche io faccio la scheda quasi sempre…è bello andare a rileggere un pò nel passato!Ritrovarsi o no sui passi fatti in precedenza a mio avviso è molto utile.

  3. Dalla mia breve esperienza di shiatsuka posso dire che preferisco sempre la precisione, sono fatta così. Mi annoto molte cose, nome, cognome e telefono ovviamente, ma anche che cosa ho trattato, i meridiani interessanti, magari quelli che Uke mi segnala più dolenti. E poi cosa è successo nel periodo tra un trattamento e l’altro. Mi piace parlare con l’uke…forse gli anni di studio di psicologia mi hanno un po’ deformato:o) Però lo trovo utile e mi aiuta a comprendere meglio tutto l’insieme!

  4. Una domanda interessante, altrettante risposte interessanti. Personalmente quando incontro un nuovo ukè non mi pongo molti obiettivi sul momento, ricerco l’efficacia nel trattamento, ascolto ukè sia con la mano sia con le orecchie e gli occhi, dato che penso che ukè si esprima su diversi livelli di comunicazione. Annoto il nome, perché preferisco fare un piccolo appunto su qualcosa che ho notato di lui che mi ha detto e che lo caratterizza a primo “pelo” senza chiedere cognome data di nascita o altro. Tutto per me viene da lui/lei nel tempo, come il mio shiatsu che poi diventa il nostro shiatsu. Ho memoria tattile e spesso se ukè non viene per un pò magari non ricordo il viso o la professione ma il suo corpo mi parla attraverso l’ascolto delle pressioni e ritrovo le sue vecchie cose e quelle che mentre non eravamo insieme nel cammino ora trovo su di lui. Tratto e annoto se decido che qualcosa che ho fatto in particolare nel trattamento mi da una “aspettativa” di reazione. Ma sempre cercando di non fossilizzarmi troppo. Se non richiama penso stia bene e per ora ciò che ha ricevuto sia sufficiente o che abbia scelto per sè un’altra strada.

    • Ti invidio un po’… Io non ho una “memoria tattile” così sviluppata… non mi ricorderei di una persona solo trattandola. Però mi ricordo le sensazioni di molti trattamenti fatti, anche a distanza di anni…
      Sono pienamente in sintonia con te e quanto dici degli Uke che non richiamano…

  5. A volte faccio una scheda, con i vari dati , dato che a seconda del caso uso schiatsu o kinesiologia speccializzata, massaggio , anche con clienti fissi di schiatsu a volte serve un altro
    trattamento , e in genere faccio la scheda sono cose piu lunghe e complesse da equilibrare.

    • Grazie Claudio per il tuo contributo. Io, però, al di là della domanda posta nell’articolo, nel mio lavoro tendo a non mischiare tecniche e filosofie: ritengo che lo shiatsu sia completo in sé e difficilmente, anche in situazioni complicate, penso che serva un altro tipo di trattamento… ma forse ho interpretato male quello che hai scritto. In questo caso, scusami! 🙂

  6. Come sempre accade ad ogni singola e chiara domanda possono essere date varie e differenziate risposte. Scuole diverse danno indicazioni molto differenti nei loro corsi, si va dalla più totale e libera fantasia degli allievi (scrivi ciò che senti nel tuo cuore…), alla super-ragionata
    scheda che raccoglie tutti i dati di Uke (storia personale in termini medico occidentali + condizione energetica in base alle otto regole “diagnostice” della MTC). Il tutto ancor prima di iniziare un trattamento. In Accademia preferiamo una via di mezzo, nei 2° e 3° P.P. chiediamo che si descrivano i trattamenti utilizzando i parametri che si stanno studiando e praticando (P. Energetici – YU/BO e zone di addome e dorso – Duro/Molle ecc.) In questa fase è, per noi importante che si ci alleni, a porre ordine nei propri trattamenti seguendo una via precisa. Proseguendo poi nel 4° P.P. riteniamo che ognuno possa e debba sentirsi più libero di annotare e descrivere il proprio visuuto con Uke, qualccuno (dipende dal proprio modo di essere…) continua in forma ordinata e puntuale, qualcun’altro sente il bisogno di “affidarsi sempre più” alle proprie sensazioni e percezioni e sempre meno alle descrizioni “ragionate”. Alla fine del percorso professionale nella scuola ognuno arriverà a “fare e descrivere” il proprio mondo Shiatsu e dogni scelta sarà (per noi) quella giusta. Altro aspetto riguarda il mondo del lavoro, studi privati, palestre, centri Benessere, Hotel, cooperative ecc. Di questo parlerò in seguito. Ora scappo al lavoro! Buona giornata. Attilio

  7. Personalmente, ti posso dire di aver tentato, nei primi giorni della mia esperienza, di organizzare un qualcosa di razionale, ma poi, che vuoi, è nella mia natura…dopo circa venti anni di attività, di cui almeno 15 passati con questa ultima modalità, sono convinto che non potrei fare altrimenti…ci sono giorni dave i trattamenti sono anche nove o dicei consecutivi, non guardo neanche l’agenda per sapere chi mi arriverà, anche questa è una sorpresa…e quindi al di là di essere stato costretto a segnarmi gli appuntamenti onde evitare di dare la stessa ora a due persone diverse (è ovviamente successo!), non scrivo assolutamente niente. Ogni persona è se stessa in quel unico irripetibile momento e io sono con lei in quel irripetibile momento; per me un trattamento è il trattamento ed ho da tempo rinunciato anche a ricordare il motivo per il quale l’uke che ho davanti mi ha cercato…alle volte mi dicono, ma il problema era li, ma io li guardo e facendo buon viso a “complice” gioco indico la mappa di Masunaga e dico “lo so” mica vero, manco mi passa per l’anticamera del cervello di tenermi a mente quale fosse il suo problema…io faccio l’operatore shiatsu e come tale agisco, non sono un terapista e non mi occupo dei problemi “apparenti” dei miei uke…cerco di esserci in ogni trattamento, di ascoltare e di trattare meglio che posso, Stop! A me funziona e mi diverto moltissimo, ogni volta, siccome ho pochissima memoria, mi ritrovo a studiare una persona nuova anche se sono mesi che viene da me e quando non sarà più in linea con il lavoro che stiamo sviluppando assieme, andrà per altre strade e io lavorerò con altre persone. A me lo shiatsu diverte, appassiona e incuriosisce ogni giorno di più…lo shiatsu , per me, è qui ed ora….David Hirsch

  8. Ahhahahah il commento di David mi diverte un sacco!!!! ehehehhe…ovviamente in senso positivo!!! anche perchè altri non nè conosco quando parlo di shiatsu a pensarci :).
    Detto questo non vorrei si pensasse che io abbia una memoria “palmare” fenomenale o paraspeciale…però mi affido molto alla sensazione che uké mi da nel suo/nostro momento, e mi ritrovo spesso anche a distanza di un pò di tempo…cioè in realtà credo sia il mio corpo che si ritrova, lui ha molta più memoria di me, quindi direi “il mio corpo shiatsu ritrova ukè” in sintesi.
    Inoltre io stessa posso essere in mille condizioni differenti nel momento del trattamento, e se stessi ad annotare tutto per filo e per segno poi mi verrebbero troppi dubbi troppe incertezze dovute per me a un calcolo che non è nelle mie corde.
    Ammiro chi si organizza!!! Forse poi evolvendo lo farò anche io o evolvendo lo perderanno loro!!! Come dice Attilio non c’è una metodologia giusta, come non c’è uno shiatsu giusto. Io sul lavoro sono sempre stata metodica e forse lo shiatsu per me è liberatorio anche in questo.

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