Mobilità articolare nel Kata: seminario a BOLOGNA

Sabato 24 marzo 2018
dalle 15.00 alle 20.00

Questo seminario ci porterà ad approfondire un aspetto spesso nascosto nella pratica del kata: la mobilità articolare di Tori e di Uke.

Quando dobbiamo spostarci, passare dal samurai al seiza, sostenere un arto di Uke o accomodare la sua posizione, è opportuno avere rispetto delle possibilità di movimento di Uke, ma anche delle nostre; per preservare le articolazioni di entrambi e per far si che alla fine il trattamento possa portare beneficio a tutti e due.

Attraverso alcune sequenze specifiche di mobilità articolare, lavoreremo sulla capacità di ascolto di sé e dell’altro in relazione alla libertà di movimento delle articolazioni, riportando successivamente l’esperienza praticando il kata.

EVENTO APERTO A TUTTI GLI ASSOCIATI ACCADEMIA ITALIANA SHIATSU-DO

Volantino "Mobilitˆ articolare nel kata"

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La pressione palmare: tecnica e filosofia del contatto

“La chiave di un uomo si trova negli altri:
è il contatto con il prossimo quello che ci illumina su noi stessi”
Paul Claudel

Se la traduzione letterale della parola “shiatsu” è pressione delle dita, va da sé che la mano è lo strumento principe della nostra arte. Questo strumento può assumere più sfaccettature perché, per fare un esempio, la pressione palmare ci accompagna fin dai rudimenti della tecnica per poi divenire un ausilio, anzi il protagonista, pressoché indispensabile in ogni passaggio del trattamento. Nell’evoluzione della pratica, si impara ad utilizzare il pollice, le dita, ecc però non si finisce mai di scoprire, riscoprire e valorizzare gli infiniti aspetti che il contatto ci può rivelare. Si affinano gli strumenti, migliora la sensibilità e contestualmente la nostra curiosità prende campo di giorno in giorno. Ci accorgiamo che la mano diviene sempre più avvolgente, morbida e adattabile. Questo grazie al fatto che riesce a strutturarsi in modo da “auto adattarsi” ad ogni differente territorio che tocca.
Grazie alla sua evoluzione e all’incredibile strumento che rappresenta, anche le risposte che arrivano, divengono sempre più complesse e ricche di sfaccettature. Proviamo a estendere ulteriormente la valenza di ciò che in più forme, la mano, ci rappresenta. Se quando appoggiamo la mano su di una zona di Uke teniamo presente che al centro del palmo troviamo il punto n.8 del meridiano di “Ministro di Cuore” che come tale rappresenta l’emissario del cuore, ci accorgiamo che il nostro palmo rappresenta il cuore. Non stiamo parlando del cuore come organo fisiologico, ma del cuore emotivo, del cuore tipico degli “Shen”, della spiritualità di ogni organo, il nostro cuore a trecentosessanta gradi, che si manifesta attraverso il contatto del palmo della mano. Questo dovrebbe farci capire quanto si possa ampliare la valenza del gesto. Se teniamo a mente che per la cultura giapponese lo shiatsu, il “fare shiatsu con” è spesso legato con la parola “kokoro” che tradotto vuol dire da cuore a cuore, possiamo comprendere come nei fatti, la simbologia vada a rendere ancor più efficace la tecnica.

La mano rappresenta il nostro reale biglietto da visita, quando accogliamo un nuovo Uke, al di là di qualche chiacchiera iniziale, deleghiamo il successo del nostro approccio al contatto. I nostri Uke, il più delle volte non hanno la benché minima idea di cosa stiano per affrontare e, anche se manifestano fiducia e disponibilità, è assai probabile che si stendano carichi di tutte le naturali difese che il corpo attiva a livello inconscio. Il contatto da corpo a corpo, da cuore a cuore, è il solo che ha il reale potere di trasmettere la necessaria fiducia e autorevolezza, atto a far aprire queste difese e consentire un profondo contatto. Quando ci apprestiamo a posare il palmo sull’addome di un nuovo Uke, portiamo il pensiero al nostro cuore e al significato che possiamo esprimere attraverso il contatto del palmo della mano. Mentre lavoriamo, la nostra attenzione, ci porterà a cogliere innumerevoli sfaccettature che una pressione palmare può trasmettere. Col tempo, la pratica e la pazienza, la mano diventa uno strumento dalle infinite possibilità, la mano che preme, che preme e sostiene, che preme e avvolge, che sostiene la pressione del pollice, che accoglie la pressione delle altre dita, che si conforma al territorio e coglie le manifestazioni di risposta di Uke ai nostri stimoli. Con l’esercizio la mano riesce a cogliere le manifestazioni più yang o più yin del corpo, quelle calde o fredde, quelle dure o molli, ecc e ci manifesta continuamente la vicinanza di Uke come risposta.

20130326-IMG_7682Da Strategie di shiatsu
di Mario Vatrini

La Forza
Esistono due tipi di forza, quella muscolare o esterna, che si sviluppa con esercizi di palestra ed una interna, superiore o quanto meno diversa dalla potenza muscolare. (…) Usando una forza costruita solo muscolarmente l’attenzione della mia mente si rivolge all’interno del corpo, per contribuire allo sforzo fisico. (…) Usando la forza interiore, invece, dal momento che il corpo è sempre carico, la mente si rivolge all’esterno d’esso. Si verifica effettivamente un forte senso di espansione, come se il corpo s’allargasse e perdesse i contorni fisici normali, sensazione che aumenta con l’esercizio. (…) Nello Shiatsu, mentre il principiante reagisce ancora pensando di premere Uke e lo fa espirando, l’esperto considera che sia Uke a premere e bada a mantenere la propria respirazione indifferentemente dalla strategia che sceglie, prestando invece attenzione agli spunti offertigli da Uke.

Shiatsu, Transfert e Controtransfert: breve analisi del rapporto tra Tori e Uke.

E’ da qualche giorno che leggo e rileggo l’intervento di Valentina sulla “Panchina al parco”, a proposito di transfert e controtransfert. Trovo che l’argomento trattato sia molto interessante, spesso viene affrontato dagli allievi nei corsi, altrettanto spesso è oggetto di confronto con operatori di altre Scuole e formazioni.

Premesso che non so praticamente niente di psicoterapia, di transfert e compagnia bella, posso però accennare alla mia esperienza in ambito shiatsu in merito al tema.

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Seminario specializzato “I Meridiani del M° Masunaga”, Roma

Un tesoro che viene da lontano


Parliamo di shiatsu, anzi parliamo di come si possa arricchire il nostro bagaglio di shiatsuka partecipando ad un seminario tematico, proposto dalla nostra associazione e in prima persona
da David Hirsch. Lo scorso week end il nostro gruppo con base a Roma ha terminato la serie di 3 incontri sui kata di Masunaga che introducono alla ricerca intrapresa dal maestro giapponese e riportata in Italia da Mario Vatrini. Continua a leggere

il mio lavoro

Unicisti o tuttologi? il dubbio di chi brama sapere e vorrebbe saper fare.
Penso che confondere il sapere col saper fare sia uno degli errori più frequenti nelle nostre DBN…alle volte leggo dei curriculum di personaggi che propongono corsi ed esperienze, che non basterebbero tre vite solo per farne una semplice pratica…per quanto mi riguarda se decido di farmi fare riflessologia o chiropratica, al di la di fidarmi di chi ha già provato, mi affido alla personale regola dell’inversamente proporzionale, ovvero più è breve il curriculum e più sono gli anni di pratica e più mi fido, ma quando trovo elenchi infiniti di tecniche dai nomi più disparati e appariscenti, ahimè, decido che quella persona, su di me, le mani non le mette! So di essere un pò ostico, ma gli anni di epserienza mi hanno insegnato a distingure fra competenza e conoscenza. Nella mia storia ho frequentato decinaia e decinaia di seminari, corsi, esperienze, ma mai mi sognerei di riportarle come competenze professionali, sono e restano esperienze di conoscenza, che alle volte mi danno uno spunto, una tecnica in più, una indicazione, ma non ne sono esperto. Continua a leggere

Poche ma Buone? (ovvero: “I Dubbi dello Shiatsuka Insicuro”).

di Guido Bagni

Al convegno di Arcidosso ho partecipato ad un gruppo di studio con Marcello Marzocchi. Lì mi è capitato di esprimere un paio di opinioni che mi sono valse la visita, dopo il lavoro della mattina, di un paio di operatori sentitisi colpiti sul vivo. Mi ero ripromesso di argomentare meglio nel pomeriggio e spiegare le mie dichiarazioni che, a causa della voce completamente fuori uso, mi erano uscite un tantino telegrafiche. Purtroppo non c’è stato modo né tempo. Dopo lunghe riflessioni, provvedo qui.

La sorgente della questione è stata il punto di vista dell’ottimo Libano Rossi, della Scuola Shin Shiatsu che (spero mi perdoni) sintetizzo brutalmente con: più tecniche conosco e padroneggio, meglio è. Assolutamente condivisibile. Più ricco è il mio bagaglio e più strumenti ho a disposizione per poter strutturare in modo efficace il mio trattamento. Diciamo un archivio ben assortito dal quale scegliere la tecnica più adatta per Uke in quel preciso momento. Continua a leggere