Manuel

Manuel di ActealQuando giunsi nel pueblo di Acteal, nell’agosto del 2011, una delle prime persone che incontrai fu Manuel. Poco meno che trentenne, magro, con una camicia di flanella a quadri, la testa avvolta da una sciarpa, un pezzo di spago attorno al collo, il sorriso in volto, gli occhi velati di tristezza e la voce stentata. Manuel, in quel maledetto 22 dicembre del 1997, ha perso la sua famiglia, genitori, fratelli e sorelle. Lui, ferito, un ragazzino, è riuscito a scampare alla strage. Non conosco i dettagli della sua storia, come sia riuscito a sopravvivere alla mattanza, le ferite riportate… non mi importava saperlo. Mi importava, invece, conoscere lui. La prima cosa che mi disse, quando si presentò dandomi la mano, fu: “Mi chiamo Manuel. Io ti posso offrire cinque cose: canzoni, barzellette, storie, indovinelli e giochi di magia”. Manuel non era in grado di lavorare. Nella nostra società sarebbe stato un peso, un organo improduttivo a carico della collettività. Ad Acteal, no. La cosa che mi ha colpito da subito è stata la benevolenza e l’amore di tutti nei suoi confronti. I promotori della salute ne avevano gran cura, si preoccupavano che i vestiti fossero asciutti, che avesse qualche medicina per la sua tosse, lo facevano stare nella clinica con loro, chiacchierando, ascoltando le sue storie, le sue barzellette, le sue canzoni. Il rispetto per lui era grandissimo. E non per pietà o altro: quello che ha passato Manuel lo hanno vissuto tutti. Ogni abitante di quel pueblo ha avuto genitori, fratelli e sorelle, figli, marito o moglie uccisi dai paramilitari. Semplicemente, conoscere Manuel e non volergli bene era impossibile! Durante il laboratorio di shiatsu, Manuel era un “uke” felice.

Manuel_01Quando domenica, nel primo pomeriggio, Vanessa tornò a San Cristòbal, io rimasi lì ancora una notte. Il tempo era orribile: pioggia torrenziale, freddo, fango alle caviglie… I promotori erano tornati alle loro case e io rimasi alla clinica. Manuel stette tutto il tempo con me, a tenermi compagnia, a chiacchierare, a fare disegni sulla lavagna, a mangiare frutta e a raccontarmi le sue storie. Erano storie divertentissime con lui protagonista, nella foresta assieme a molti animali. Ogni storia parlava di pace e amicizia, di amore per la natura e per gli altri, di creature che si aiutavano le une con le altre. Le storie di un ragazzo dal cuore buono. Alla sera, fatto buio, dopo la cena nella cucina comune, tornò a casa da sua zia. Ci incontrammo di nuovo il giorno seguente e facemmo colazione assieme. Non gli piacevano i fagioli, il che, per un messicano, non è un gran bell’affare! Mentre facevo trattamenti, lui era a messa per la commemorazione della strage e, quando lo raggiunsi, mi aveva tenuto un posto vicino a sé. Finita la funzione, nel primo pomeriggio, avevo preparato il bagaglio per tornare a San Cristòbal. Il tempo stava peggiorando e, passate le tre del pomeriggio, diventa molto difficile trovare un trasporto per tornare in città. Mi invitò a pranzo ma, vista l’ora, gli dissi che non potevo fermarmi. Mentre salutavo gli altri, non lo vidi più. Pochi minuti dopo, mi raggiunse con un sacchettino. Dentro c’erano un tamale e delle arachidi fresche. Me lo diede: “se ti venisse fame lungo la strada…”. Mi abbracciò, mi baciò e mi cantò un’ultima canzone per augurarmi buon viaggio. Feci fatica a trattenere le lacrime e iniziai a salire verso la strada.

Poco fa, una mail di Vanessa mi ha informato che Manuel non c’è più… “[…] al parecer fué una muerte tranquila, sin embargo una gran pérdida y también un momento dificil para los promotores de salud que sentian mucho la responsabilidad y el cuidad de Manuel, nos quedaron sus história, chistes, adivinanzas, canciones y trucos de magia…“.
Già… Manuel poteva offrire cinque cose: storie, barzellette, indovinelli, canzoni e trucchi di magia. In realtà regalava molto, ma molto di più…

In Memoria

Oggi, 22 dicembre, ricorre il XIII anniversario della strage di Acteal.

Ne abbiamo già parlato in quest’articolo.

Oggi, in memoria di quei tristi avvenimenti proponiamo un minuto di silenzio e di pausa da tutte le nostre corse italiane e natalizie per ricordare un popolo, in Chiapas, che, come altri popoli della terra, soffre delle ingiustizie di un governo repressivo, che calpesta i loro VERI valori di pace, amore per la Terra, e
condivisione.

Diffondete tra i vostri amici e contatti usando i pulsanti qui sotto (Facebook, Twitter, e-mail…). La memoria, a volte, è l’unica arma che abbiamo…

Messico e Nuvole… #6: San Cristobal News

Cari amici shiatsuka, vi invio notizie fresche (1° novembre, ndr), anzi bagnate, da San Cristobal. Chi vi scrive è Serena, italiana trasferita in Messico da 4 anni, di cui vi ho già parlato durante il mio viaggio estivo.

“Qui tutto bene a parte una stagione delle piogge veramente pesantissima, conclusasi con un allagamento della città la settimana scorsa, sono straripati i tre fiumi che circondano San Cristobal, e i quartieri più bassi sono stati sommersi dall’acqua (fino ad un metro e mezzo!) … naturalmente noi viviamo in uno di questi quartieri… Siamo stati fortunati perchè casa nostra è un metro sopra il livello della terra e quindi l’acqua non è entrata in casa ma ci siamo vissuti da vicino le situazioni di emergenza e di paura, il dover abbandonare le case  lasciando dentro la maggior parte di ciò che si possiede, la tristezza di dover buttar via la maggior parte di mobili, materassi e apparati elettrici senza sapere quando si riuscirà a ricomprarli… Continua a leggere

Messico e Nuvole… Diario di viaggio in Chiapas #5

Eccoci alla nuova puntata… felice per le esperienze vissute e un po’ dispiaciuta perché alcune terminano…
Che dire? Il corso di primo livello è stato molto interessante, sia per le persone conosciute, profonde e simpatiche, sia per l’andamento del corso stesso, molto intenso, con qualche momento di crisi, superato con danze e contatto, che hanno cambiato le energie di quelle situazioni. Alla fine delle 40 ore due kata appresi, una bella condivisione di affetto, di tecniche che permetteranno ad altri di entrare in contatto profondo con altre persone, un forte scambio internazionale e interculturale, che ognuno si porterà poi nel suo Paese (Messico, Italia, Spagna, Cile)… straordinario! Continua a leggere

Messico e Nuvole… Diario di viaggio in Chiapas #4 (seconda parte)


In totale sabato abbiamo trattato 6 persone, le prime due vecchine molto all’erta, con gli occhi spalancati, la pelle dura e vissuta, le gambe molto serrate, anche se alla fine ci sono parse meno diffidenti. È stato poi il turno di un abuelito (nonnino) tutto vestito di bianco, col suo cappello da ranchero ed il bastone, e di Emanuel, entrambi si sono addormentati e rimasti contenti di aver ricevuto un po’ di coccole. Infine abbiamo trattato il promotore di salute e la moglie, Helena, promotrice anche lei, curiosi di provare gli effetti dello shiatsu (qui non c’è la cultura del massaggio, né tantomeno del contatto). Continua a leggere

Messico e Nuvole… Diario di viaggio in Chiapas #4 (prima parte)

Holà, que tal?
Sto imparando lo spagnolo alla grande! Mas o meno…
Dopo il viaggio ad Acteal, lunedì abbiamo iniziato il corso di shiatsu 1° livello, 4 ore al giorno per due settimane. Sono tutti ragazzi e ragazze giovani, alcuni spagnoli, altri messicani e 2 ragazze italiane che vivono qui in San Cristobal. Stiamo bene insieme, si lavora moltissimo perché c’è molto interesse e non ci stanchiamo mai. Con Vanessa abbiamo deciso di proporre il nuovo secondo kata, che lei ha appreso al seminario istruttori in Italia in questi giorni. Vanessa rientra in Mexico il 28 luglio, così faremo insieme gli ultimi 2 giorni di corso, arricchendoci tutti della sua presenza e dell’esperienza fatta in Italia. Continua a leggere