Memento

Spesso ci dicono che dobbiamo ricordare ciò che è successo per far sì che non si ripeta. Purtroppo non è così. E la storia si ripete. Con alcune sfumature differenti, certo, ma i motivi dell’orrore sono sempre gli stessi.
Dobbiamo ricordare quello che è successo in passato per saper riconoscere quello che accade oggi. E se siamo in tanti, allora, forse, c’è la possibilità che qualche voce si sollevi dal silenzio… La memoria è prestare attenzione al presente.

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Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

(P. Levi)

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Non dimenticheremo. Mai.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no
Considerate se questa è una donna
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno
Meditate che questo è stato
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via
Coricandovi alzandovi
Ripetetele ai vostri figli
O vi si sfaccia la casa
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi.

Video della settimana #4

Oggi è il Giorno della Memoria. Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa varca i cancelli del campo di Auschwitz. Pubblichiamo un video “insolito” tratto da quello che è, a mio parere, uno dei più bei film mai girati sulla Shoah: Train de Vie. All’indomani del magnifico spettacolo di Marco Paolini “Ausmerzen“, in cui si parla dello sterminio dei malati psichici durante il nazismo, il monologo del “Meshugge” (“matto” in lingua Yiddish) ci dona una perla di vera saggezza.