Mobilità articolare nel Kata: seminario a BOLOGNA

Sabato 24 marzo 2018
dalle 15.00 alle 20.00

Questo seminario ci porterà ad approfondire un aspetto spesso nascosto nella pratica del kata: la mobilità articolare di Tori e di Uke.

Quando dobbiamo spostarci, passare dal samurai al seiza, sostenere un arto di Uke o accomodare la sua posizione, è opportuno avere rispetto delle possibilità di movimento di Uke, ma anche delle nostre; per preservare le articolazioni di entrambi e per far si che alla fine il trattamento possa portare beneficio a tutti e due.

Attraverso alcune sequenze specifiche di mobilità articolare, lavoreremo sulla capacità di ascolto di sé e dell’altro in relazione alla libertà di movimento delle articolazioni, riportando successivamente l’esperienza praticando il kata.

EVENTO APERTO A TUTTI GLI ASSOCIATI ACCADEMIA ITALIANA SHIATSU-DO

Volantino "Mobilitˆ articolare nel kata"

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Seminario specializzato “I Meridiani del M° Masunaga”, Roma

Un tesoro che viene da lontano


Parliamo di shiatsu, anzi parliamo di come si possa arricchire il nostro bagaglio di shiatsuka partecipando ad un seminario tematico, proposto dalla nostra associazione e in prima persona
da David Hirsch. Lo scorso week end il nostro gruppo con base a Roma ha terminato la serie di 3 incontri sui kata di Masunaga che introducono alla ricerca intrapresa dal maestro giapponese e riportata in Italia da Mario Vatrini. Continua a leggere

Di gnomi e di folletti

Dal limitare del boschetto alcuni gnomi spiavano il nostro lavoro. 14/15 postazioni di Shiatsu al lavoro stimolavano la loro fantasia. D’altronde conosciamo benissimo la loro curiosità. Tutti intenti nei loro trattamenti penso che nessuno dei miei compagni si sia accorto del rapido movimento che frusciava oltre la finestra. Due occhioni neri sbucavano da oltre il davanzale. Al più ardito di tutti, che si era avvicinato, subito si era avvicinato un altro gnomo. Di statura appena un po’ più bassa del compagno, portava però un cappello (il caratteristico cappello a cono) all’estremità del quale era stata inserita una piuma di fagiano dimodochè l’altezza totale risultava maggiore dell’altro perlomeno di un paio di centimetri. Di questo ne andava orgoglioso. Notavo che studiava ogni minimo movimento, con gesti di assenso del capo. Annuendo capiva, apprendeva. Dopo pranzo sono tornato sotto il mio acero magico che si trova a poche decine di metri dal bosco. Il prato si era asciugato, dopo l’improvvisa pioggia della mattina. Quando sei solo riesci a sentire il benchè minimo rumore perfino ad alcune decine di metri di distanza. Pensavo fosse una lepre, un fagiano. Mi sono addentrato per alcune centinaia di metri nel bosco cercando di capire da dove venissero quei versi sordi. Spostando, con estrema cautela, un cespuglio ho visto una cosa che mi ha aperto il cuore. Non ho potuto fare a meno di sorridere stupefatto. Sarà bene trovare una sistemazione comoda e prendersi tutto il tempo necessario per continuare ad osservare, ho pensato! Nella radura c’erano quattro-cinque coppie di gnomi, sdraiati a terra, con un cuscino di erba sotto la testa, piedi nudi. Uno dei due gnomi stava mostrando agli altri le sequenze che aveva imparato da noi la mattina stessa, guidando, in silenzio un kata. Gli altri praticavano con impeccabilità, attingendo sapere nella modalità che loro, da secoli, conoscono alla perfezione: l’imitazione.

Bernardo Corvi

Settimana Lamolese

Ricevo il primo contributo sull’esperienza della Settimana di Pratica Professionale… Quest’estate, Bibì non è stata ferma un solo giorno…


“…Di ritorno da Lamoli ero a sedere sulla nostra meravigliosa
Panchina.
A un certo punto sono passate due Amiche speciali, compagne di Viaggio, e siamo andate a correre in una tiepida mattina fiorentina… mentre correvo i pensieri vagavano non so neanche io bene dove.
Ricordo che un attimo la mente si è fermata: il nostro passo leggero, fluido e regolare come la Camminata, come il nostro fantastico Kata, il respiro tranquillo e quasi in sincronia. Il pensiero è tornato allora sul futon… al trattamento fatto la sera precedente proprio a una delle due fanciulle.
La mano morbida, calda e avvolgente: che si riempie e si lascia riempire. Proprio come le mani sulla tastiera del piano… “Tieni le mani morbide come se tu avessi due arance in mano” mi diceva sempre Elena, la mia insegnate di pianoforte.
Mi capita spesso, mentre pratico, di pensarla… Sono certa che mi guarda e sorride da lassù. Sono sicura che condivide la mia scelta di dedicarmi non solo alla racchetta da tennis, ma anche ad altro. Abbandonai la musica per lo sport, ma se ancora per caso ero in dubbio (…non credo, ma mai dire mai nella vita!), dopo questa meravigliosa settimana di pratica a Lamoli, sono certa che le mie mani e il mio cuore hanno bisogno, e tanta voglia, di altro “per esprimere l’artista che è in me”.
… E’ stata davvero un’esperienza preziosa che porterò per sempre nelle ginocchia, nei pollici, nei PALMI delle mani e soprattutto nel cuore!
Grazie a tutti: Adriana, Lorenzo, Bernardo e i fantastici compagni di viaggio.
Grazie a quell’Amica che, oggi, è passata dalla Panchina e mi ha portato a correre, quasi un anno fa, mi aveva incontrato che barcollavo nel parco, mi ha preso per mano, mi ha condotto sul suo sano e saggio Sentiero. Ora condividiamo la Panchina e il Sentiero… dono prezioso!

La vostra Bibi, ormai… Anna

Firenze, 23 agosto 2010″