Operatori Shiatsu e “diplomi”: facciamo chiarezza


In rete e nei volantini che pubblicizzano i vari corsi di Shiatsu, si legge spesso la parola “diploma”. Ma cosa significa? Esistono davvero dei “Diplomi di Shiatsu“? Certo, dal punto di vista commerciale è un’espressione che riempie gli occhi e dà speranza al potenziale allievo che desidera avere quanto di più ufficiale possibile, magari con un bel riconoscimento da parte di importanti enti italiani o europei.
Purtroppo, però, non è proprio tutto così chiaro. Cerchiamo di capire cosa accade.

Per lunghissimo tempo lo Shiatsu non ha avuto una collocazione precisa all’interno del panorama professionale italiano.
La situazione si è finalmente definita con la Legge n°4/2013 che regolamenta tutte le professioni che non fanno parte di ordini o albi statali.

Lo Shiatsu fa parte di quelle che vengono chiamate Discipline Bio-Naturali (DBN) e, perciò, rientra nel quadro delle professioni descritte dalla Legge n°4/2013.

Che cosa dice questa Legge?

In sintesi, lo Stato non può materialmente stabilire dei criteri qualitativi per ognuna delle centinaia di professioni che rientrano in questo
gruppo e, quindi, demanda alle varie associazioni nazionali di categoria di stabilire quali caratteristiche deve avere un professionista per poterne garantire la
preparazione e la professionalità.

Quando vi rivolgete a un operatore Shiatsu è bene verificare che:

  1. Il professionista abbia frequentato una scuola di shiatsu. Le competenze adeguate per praticare shiatsu non sono acquisibili tramite corsi a distanza, libri o dvd. È importante capire che tipo di formazione ha seguito l’operatore e di quante ore consiste il suo corso di studi. Un buon operatore necessita di almeno 800 ore di formazione, suddivise tra lezioni frontali e ore di pratica.
  2. Il professionista aderisca ad un’associazione nazionale di categoria (L’APOS è l’associazione di riferimento di Accademia Italiana Shiatsu-Do). Questo garantisce che l’Operatore abbia seguito un curriculum formativo adeguato, l’adesione ad un preciso codice etico e deontologico, le necessarie coperture assicurative e, possibilmente, l’Attestazione di Qualità dei Servizi, unico attestato previsto dalla legge.
    Inoltre, queste associazioni mettono a disposizione uno “sportello del cittadino” a tutela dell’utente.

È bene precisare che, non esistendo regole statali riguardo la formazione di un operatore Shiatsu, non esiste alcun requisito obbligatorio per svolgere questa professione: per assurdo, basta aprire una partita IVA e stipulare una polizza assicurativa, anche se non si sono fatti corsi specifici.
Per questo motivo è importante verificare, come anche spiegato qui sopra, le credenziali e la preparazione dell’operatore.

A proposito di credenziali, è bene far presente che per il nostro ordinamento giuridico non esiste alcun “diploma di Shiatsu”. Spesso si sente dire, anche in buona fede, che la tal persona è un “operatore diplomato”. Questa rappresenta quantomeno un’imprecisione: gli enti formativi che organizzano corsi di Shiatsu possono emettere solo degli “Attestati di partecipazione” che non hanno alcun valore giuridico. Questi documenti, semplicemente, attestano che l’allievo ha frequentato e terminato un corso di “x” ore: informazione utile per l’utente, che può verificare la preparazione dell’operatore, e per le associazioni di categoria, in fase di accettazione della domanda di iscrizione dell’operatore professionale.

Purtroppo, alcune scuole usano espressioni come “Diploma di Operatore Shiatsu” o “Patentino di Operatore Shiatsu” facendo, magari, riferimento a enti più o meno altisonanti o fantasiosi che “riconoscono” questi “diplomi”. Spesso ciò accade per apparire più autorevoli della concorrenza o dare l’impressione di fornire un servizio più qualificato: è bene sapere che nessuno di questi titoli è reale né ha alcun valore legale e, anzi, possono essere sintomo di scarsa professionalità da parte dell’ente di formazione.

La situazione legislativa in Europa è complessa e varia da Paese a Paese ma, generalmente, non è dissimile da ciò che accade in Italia: non esiste in alcuna maniera un titolo di “Operatore Shiatsu” riconosciuto dalla Comunità Europea. Potrebbe capitarvi di sentir dire che lo Shiatsu può essere praticato solo da fisioterapisti o estetiste: questo non è vero. Come già detto prima, lo Shiatsu è una Disciplina Bio-Naturale ed è una professione rispondente ai sensi della Legge n°4/2013, pertanto può essere praticato da chiunque.

Sta a voi scegliere chi vi ispira fiducia, sapendo che potete verificarne la preparazione e il curriculum formativo tramite le associazioni nazionali di categoria.
Come avrete capito, le informazioni a disposizione possono essere molte. A volte possono anche essere contradittorie. Le fonti più autorevoli in materia sono le principali associazioni nazionali di categoria: qui potete consultare il sito di APOS e contattare il loro “sportello del cittadino”.

(Pubblicato su www.accademiashiatsudo.it)

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La sindrome di down non ferma Martina, è “regina” dello Shiatsu

Martina ha imparato lo Shiatsu in Accademia: i suoi compagni e i suoi istruttori sono orgogliosi dei risultati che ha raggiunto!
Brava davvero, cara Martina! Buon Shiatsu e Buona Vita!

Tratto da VareseNews del 13 Gennaio 2018

La giovane ha trovato lavoro in due centri nelle due città. Ha ricevuto la benemerenza cittadina nella città dei due galli. L’assessore bustocca Arabini si associa:”Motivo di orgoglio”

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Martina e il sogno dell’inclusione. Che si realizza: 19 anni, gallaratese, di professione operatore olistico, è la prima ragazza down al mondo a tentare un’impresa del genere. Attualmente opera come libera professionista anche all’Atelier Biotè di Busto Arsizio, oltre che al centro My Way di Gallarate: oggi è stata premiata dal Comune di Gallarate con una pergamena nell’ambito della Giornata Cittadina della Riconoscenza.

«Attenzione all’inclusione» è il commento dell’assessore al welfare e all’inclusione sociale della Città di Busto Arsizio, l’esponente di Forza Italia Miriam Arabini, che vede nella piccola grande storia di Martina Marcatini «una vicenda emblematica di come l’inclusione e l’integrazione delle persone con sindrome di down sia possibile, nei fatti». «Il fatto che questo accada anche a Busto Arsizio – aggiunge Miriam Arabini – non è che un motivo di orgoglio, oltre che uno stimolo a continuare a credere nelle politiche di inclusione e nell’attenzione che riserviamo, anche come amministrazione comunale, a tutto il mondo del terzo settore che si occupa del sostegno ai soggetti diversamente abili».

La protagonista di questa bella “favola” si chiama Martina Marcatini ed è originaria di Gallarate: nata il 10 agosto 1998, ha seguito i primi tre anni di Accademia Italiana Shiatsu Do di Milano, dove, settimanalmente, pratica shiatsu con studenti ed insegnanti per ripassare ed allenarsi. Partecipa poi a numerosi seminari di approfondimento in tutta Italia.

Le attività olistiche – Martina è un operatore olistico e del benessere – sono disciplinate in Italia dalla Legge 4/2013: ciò significa che Martina è abilitata a svolgere trattamenti, e non massaggi, in quanto lo shiatsu è un trattamento di riequilibrio energetico e non un massaggio a fini terapeutici. Inoltre Martina sta frequentando un corso di trattamento ayurvedico di base per avere ulteriori opportunità.

Martina è la prima ragazza down al mondo che tenta un’impresa di questo tipo, ma con la sua esperienza di vita potrebbe fare da apripista per altri ragazzi che vivono la sua condizione. Da circa due anni lavora presso il centro My Way a Gallarate, all’inizio per le ore di pratica certificata richieste dal corso shiatsu e poi come libera professionista con partita Iva come operatore olistico.

La protagonista di questa bella “favola” si chiama Martina Marcatini ed è originaria di Gallarate: nata il 10 agosto 1998, ha seguito i primi tre anni di Accademia Italiana Shiatsu Do di Milano, dove, settimanalmente, pratica shiatsu con studenti ed insegnanti per ripassare ed allenarsi. Partecipa poi a numerosi seminari di approfondimento in tutta Italia.

Le attività olistiche – Martina è un operatore olistico e del benessere – sono disciplinate in Italia dalla Legge 4/2013: ciò significa che Martina è abilitata a svolgere trattamenti, e non massaggi, in quanto lo shiatsu è un trattamento di riequilibrio energetico e non un massaggio a fini terapeutici. Inoltre Martina sta frequentando un corso di trattamento ayurvedico di base per avere ulteriori opportunità.

Martina è la prima ragazza down al mondo che tenta un’impresa di questo tipo, ma con la sua esperienza di vita potrebbe fare da apripista per altri ragazzi che vivono la sua condizione. Da circa due anni lavora presso il centro My Way a Gallarate, all’inizio per le ore di pratica certificata richieste dal corso shiatsu e poi come libera professionista con partita Iva come operatore olistico.