La “teoria” nello Shiatsu esiste… in teoria

Una delle domande più frequenti che ci viene posta da chi si avvicina ai nostri corsi di formazione riguarda il monte ore dedicato allo studio della teoria. Non è semplicissimo rispondere, più che altro perché il concetto di “teoria” nello Shiatsu è piuttosto ampio e variegato. Al posto del termine “teoria”, ad esempio, riteniamo più appropriato parlare di “modelli interpretativi”. Lo Shiatsu moderno nasce con il M° Namikoshi il cui modello è, semplificando, molto vicino ad un approccio anatomico/fisiologico di tipo fisioterapico e le mappe sono composte da aree nelle quali sono concentrati o si diramano vasi sanguigni, vasi linfatici, ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino e fibre nervose. Successivamente viene fondata la scuola Iokai di del M° Masunaga che introduce un modello interpretativo di tipo energetico, sviluppando delle mappe che descrivono il decorso di meridiani, in parte coincidenti con il modello della Medicina Tradizionale Cinese, integrati con meridiani originali noti come “estensioni di Masunaga” o anche, assai impropriamente, “meridiani zen”.
Non siamo ancora arrivati agli anni 80 e già abbiamo almeno due approcci teorici diversi afferenti allo Shiatsu.
Con lo sviluppo della disciplina al di fuori del Giappone, avvenuto dagli anni ’70 in poi, molti Maestri hanno fondato una propria scuola in giro per il mondo, ciascuno sviluppando il proprio stile e, di conseguenza, le proprie mappe come, ad esempio, il Meiso Shiatsu del M° Yahiro.
Altre scuole, nel corso degli anni, hanno apportato modifiche alle proprie mappe di riferimento.

Anche Accademia Italiana Shiatsu-Do ha sviluppato, nel corso di decenni, un proprio modello autonomo, che non fa capo esclusivamente al sistema dei meridiani energetici, comunque affrontato in modo approfondito, ma anche a Zone e Punti Risonanti, creando una mappa che è oggetto di studio nei Quarti Percorsi Shiatsu-Do.
Molti sistemi di riferimento non sono sovrapponibili gli uni agli altri anche se, inevitabilmente, qualche punto in comune lo si può trovare.
Un modello interpretativo, per definizione, descrive e rappresenta la realtà dal proprio punto di vista, ma non è la realtà. Ciascuna descrizione e rappresentazione è vera all’interno del proprio sistema di riferimento e non invalida, automaticamente, altre visioni e punti di vista.
Per avere più chiaro il perché ciò accade, è bene sapere come questi modelli sono stati elaborati.
Ogni schema interpretativo è il frutto di anni di sperimentazione e osservazione da parte di un gruppo più o meno grande di operatori. C’è un’intuizione di base, uno schema di lavoro e migliaia di trattamenti con altrettante osservazioni dei risultati: la sintesi di ciò, nel corso degli anni, produce un modello di riferimento o uno schema interpretativo. Più sinteticamente, una mappa.

Accademia Italiana Shiatsu-Do, nel rispetto di tutte queste considerazioni, ha scelto un approccio multiculturale proponendo diversi schemi di lavoro, dai meridiani della MTC, alle estensioni e zone di Masunaga, alle già citate Zone e Punti Risonanti, il tutto partendo da un punto fondamentale, l’unico che accomuna tutte le scuole di Shiatsu nel mondo: le pressioni.
L’operatore Shiatsu evoluto, stabilisce il trattamento da svolgere sulla base di ciò che sente quando preme: un punto particolarmente rigido o cedevole, attivo o spento, caldo o freddo (ossia una classificazione riconducibile agli archetipi Yin/Yang) viene considerata un’indicazione da seguire e da interpretare per poter personalizzare un trattamento. Per far ciò, la prima cosa che serve imparare è, appunto, premere.

Accademia Italiana Shiatsu-Do impegna molto tempo della propria formazione per insegnare ai propri allievi ad avere un’ottima qualità della pressione. Il percorso per il raggiungimento di questo obiettivo apre le porte alla percezione, ossia a riconoscere in modo preciso e affinato ciò che si sente sotto i pollici durante le pressioni. In quest’ottica, studiare e applicare i modelli interpretativi desiderati è efficace. Se so premere e ho consapevolezza di ciò che sento sotto i miei pollici, imparare un modello interpretativo e utilizzarlo per personalizzare i miei trattamenti è una cosa relativamente semplice, sicuramente molto di più che compiere il percorso a ritroso: se imparo a memoria un’intera mappa ma non ho i mezzi per poterla verificare sul territorio (il mio Uke), avrò la testa piena di concetti, ma le mani vuote di esperienza.
Utilizzando una metafora, è come iscriversi ad un corso di pittura: se una scuola mi insegna a dipingere in stile impressionista, al termine del corso saprò fare solo quello. Se, invece, mi addestra a dominare il mio tratto pittorico, sarò in grado, anche a seguito di una mia ricerca personale, di esprimermi in tutti gli stili scegliendo quello che, per sensibilità, gusto o attinenza, è il più congeniale o il più efficace per ciò che voglio rappresentare.

Ciò non significa che i corsi di Accademia Italiana Shiatsu-Do non abbiano una solida e approfondita parte di studio, anzi! Siamo molto orgogliosi di aver costruito una struttura di E-Learning unica nel campo della formazione Shiatsu, con decine di contributi audiovisivi e dispense in cui vengono affrontati in modo preciso e mirato i concetti alla base dei modelli interpretativi. Questi contenuti, però, vengono resi disponibili solo quando c’è un adeguato livello di pratica che ne permetta la comprensione. Diversamente si formerebbero dei praticanti teorici dalle tecniche zoppicanti e inefficaci. In un mondo in cui si diffonde sempre più una semplificazione che porta all’impoverimento delle discipline, desideriamo contrapporre la solidità di una formazione che crea operatori indipendenti e in grado di affrontare ogni situazione con competenza e sicurezza.

Per maggiori dettagli sul contenuto dei nostri corsi, visita la sezione dedicata sul nostro sito.

(Fonte https://www.accademiashiatsudo.it)

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il mio lavoro

Unicisti o tuttologi? il dubbio di chi brama sapere e vorrebbe saper fare.
Penso che confondere il sapere col saper fare sia uno degli errori più frequenti nelle nostre DBN…alle volte leggo dei curriculum di personaggi che propongono corsi ed esperienze, che non basterebbero tre vite solo per farne una semplice pratica…per quanto mi riguarda se decido di farmi fare riflessologia o chiropratica, al di la di fidarmi di chi ha già provato, mi affido alla personale regola dell’inversamente proporzionale, ovvero più è breve il curriculum e più sono gli anni di pratica e più mi fido, ma quando trovo elenchi infiniti di tecniche dai nomi più disparati e appariscenti, ahimè, decido che quella persona, su di me, le mani non le mette! So di essere un pò ostico, ma gli anni di epserienza mi hanno insegnato a distingure fra competenza e conoscenza. Nella mia storia ho frequentato decinaia e decinaia di seminari, corsi, esperienze, ma mai mi sognerei di riportarle come competenze professionali, sono e restano esperienze di conoscenza, che alle volte mi danno uno spunto, una tecnica in più, una indicazione, ma non ne sono esperto. Continua a leggere

Poche ma Buone? (ovvero: “I Dubbi dello Shiatsuka Insicuro”).

di Guido Bagni

Al convegno di Arcidosso ho partecipato ad un gruppo di studio con Marcello Marzocchi. Lì mi è capitato di esprimere un paio di opinioni che mi sono valse la visita, dopo il lavoro della mattina, di un paio di operatori sentitisi colpiti sul vivo. Mi ero ripromesso di argomentare meglio nel pomeriggio e spiegare le mie dichiarazioni che, a causa della voce completamente fuori uso, mi erano uscite un tantino telegrafiche. Purtroppo non c’è stato modo né tempo. Dopo lunghe riflessioni, provvedo qui.

La sorgente della questione è stata il punto di vista dell’ottimo Libano Rossi, della Scuola Shin Shiatsu che (spero mi perdoni) sintetizzo brutalmente con: più tecniche conosco e padroneggio, meglio è. Assolutamente condivisibile. Più ricco è il mio bagaglio e più strumenti ho a disposizione per poter strutturare in modo efficace il mio trattamento. Diciamo un archivio ben assortito dal quale scegliere la tecnica più adatta per Uke in quel preciso momento. Continua a leggere