“A mille, ce n’è…”

“…nel mio Cuore di fiabe da narrar….”. Era la canzoncina all’inizio delle storiche “Fiabe Sonore”. Le generazioni degli anni 60 e 70 hanno consumato i mangiadischi della Geloso ascoltandola. Anche noi abbiamo mille storie da raccontare, nel nostro Cuore. Storie di Shiatsu, di incontri, di persone. I progetti della Onlus “Shiatsu-Do Volontariato” sono davvero molti. Una buona parte li trovate su questo blog, basta andare a cercare tra le categorie e potrete incontrarle. D’accordo, il mangiadischi aveva il suo fascino… ma vedere le fotografie dei volti delle tante persone che sono state “toccate” dalle nostre iniziative è emozionante. Molti di questi progetti si autosostentano: basta solo il tempo degli operatori che vi si dedicano. Altri, invece, hanno bisogno di una mano meno “tangibile”, ma non per questo meno concreta, per poter prendere forma e continuare a vivere.
Cuba, una terra complessa e in rapido cambiamento, in cui lo Shiatsu ha creato e sta creando moltissime opportunità di crescita, d’incontro e di lavoro.
Il Chiapas, in Messico, martoriato da una politica repressiva e razzista, in cui i corsi di Shiatsu continuano a fiorire, così come le collaborazioni con le comunità indio intorno a San Cristobal de Las Casas.
Brasile, con la crescita continua dei progetti e delle iniziative attorno alla Scuola Felipe de Lyon e non solo.
Libano, con i progetti dedicati alle donne nei campi profughi palestinesi che, tra pochi giorni, vedrà partire un nuovo corso di Shiatsu.
Congo, dove una prima esperienza ha avuto riscontri emozionanti e inaspettati e attende nuovi sviluppi…
Per sostenere tutto questo non serve molto… Ricordando i vecchi 45 giri delle Fiabe, “non serve l’ombrello, il cappottino rosso, la cartella bella, per venire con me… Basta un po’ di fantasia e di bontà…”. In questo caso, anche solo una firma…

5 x MILLE 2016

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Viva Mexico! Aiuta il volontariato!

Uno dei segni distintivi della nostra scuola è l’idea che lo shiatsu debba essere diffuso il più possibile, anche in posti dove, per difficoltà economiche o altro, non potrebbe arrivare. Nasce così, oltre dieci anni fa, l’associazione Shiatsu-Do Volontariato Onlus e, da allora, si sono moltiplicate le iniziative di “shiatsu nel sociale” di cui spesso si è parlato anche in questo blog: carceri, istituti per anziani, quartieri di periferia, istituti che si occupano di disabilità fisiche o psichiche, tendopoli in Abruzzo ed Emilia Romagna… i progetti si contano a decine, i trattamenti a migliaia.
Lo shiatsu di Accademia, da diversi anni ha attraversato l’oceano ed è sbarcato in Brasile, Cuba e Messico.
Queste nostre attività, svolte con immenso piacere a titolo gratuito, necessitano di finanziamenti e, ogni anno, ci inventiamo qualcosa per far conoscere il nostro lavoro e per chiedere aiuto nel portarlo avanti.

Quest’anno abbiamo confezionato un bel calendario (qui sotto potete vedere la “preview”) che ci racconta un po’ il Messico: sono foto scattate durante i nostri viaggi nel 2011 e nel 2012. Il mese di gennaio è dedicato al primo percorso tenutosi a San Cristòbal de Las Casas, in Chiapas. I mesi successivi, invece, ci accompagnano nella straordinaria terra dei Maya, attraverso i loro riti, le loro lotte e la meravigliosa natura in cui vivono!

Il calendario è in vendita presso le sedi di Accademia a soli 10 Euro, interamente devoluti alla Onlus. Potete farne richiesta alla sede più vicina a voi, oppure scrivendo qui!

Grazie per il vostro aiuto!

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Shiatsu per l’Emilia: iniziano i trattamenti a Mirandola!

Ciao a tutti !
Finalmente, dopo lunghe trafile burocratiche siamo riusciti a far partire il progetto di sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia.

Con il patrocinio del comune di Mirandola (MO), saremo presenti nelle tendopoli del comune nei seguenti week end:

28 / 29 Luglio
4 / 5 Agosto
11 / 12 Agosto
18 / 19 Agosto
25 / 26 Agosto
1 / 2 Settembre

Gli orari saranno: dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 19,00 di sabato e di domenica con la possiblità di prolungare un poco, se necessario, gli orari.

Avremo bisogno di 5 / 6 operatori per ogni week end, in modo da coprire almento 4 postazioni di lavoro con la possibilità di darci un cambio.

Chiediamo, a chi ci ha dato la propria disponibilità per aiutarci a sostenere questo progetto, di mandarci in tempi brevi una comunicazione indicando in quali giorni potrebbe essere presente. Il lavoro di organizzazione dell’evento, come potete immaginare, è molto complicato perciò vi chiedo la cortesia di indicarmi diverse date possibili, in modo da poter organizzare i turni nel migliore dei modi.

Potrete contattarmi via mail all’indirizzo info@fioreoriente.com oppure per telefono al numero 339.120.91.98.

Vi informo che sarà possibile pernottare nelle tende di uno dei campi messi a disposizione dal comune, sarà sufficente portare il proprio sacco a pelo.

Le condizioni in cui andremo a lavorare saranno molto precarie (potete immaginare) quindi chiedo la massima disponibilità nell’accettare qualche (piccolo) disagio.

Per i trasporti vi informo che sarà possibile arrivare in treno a Mirandola dalla Stazione di Bologna (40 minuti circa) oppure in auto uscendo dalla A1 alla uscita Modena Nord e seguendo le indicazioni per Mirandola.

Vi ringrazio di cuore.

Bernardo Corvi, Attilio Alioli
Shiatsu Do Volontariato Onlus

Quartucciu, Shiatsu nel Carcere Minorile di Cagliari

Nell’anno 2010 Shiatsu Do Sardegna ONLUS ha presentato un progetto alla Regione Sardegna, attraverso bando di concorso, rivolto ai ragazzi all’interno del Carcere Minorile di Quartucciu (CA).
Il progetto “Attraverso il contatto migliorare la relazione umana con se stessi e gli altri”, approvato e finanziato, prevedeva due fasi: un ciclo di 60 trattamenti Shiatsu individuali, iniziato nel Luglio 2011 e conclusosi a fine Agosto, ed un laboratorio didattico di 60 ore, iniziato nel mese successivo, da concludersi entro Novembre.
Un sentito ringraziamento per l’ottima realizzazione va a: Angela in qualità di Istruttore, Mallena, Patrizia, Ivano, Mariangela, Elisabetta L., Elisabetta P., Cristiana, in qualità di operatori Shiatsu e tutor volontari, e Caterina, tutor volontario e supervisione.

Passata la zona industriale di Selargius, sulla strada per Settimo San Pietro, appare una brutta costruzione color ocra, solitaria in mezzo ad una campagna piatta, assolata e desolata: il carcere minorile.
Mi dicono sia una struttura pensata come carcere di massima sicurezza, poi convertito in carcere minorile, l’unico esistente in Sardegna. Arrivarci senza un mezzo proprio non è facile, e forse anche questa caratteristica non viene dal caso.
All’entrata la sbarra, poi la guardiola/portineria dove presentiamo il documento d’identità e lasciamo in deposito borse e cellulari, poi porta di ferro che si apre a comando del portinaio, cortile, porta, androne, porta di ferro, sbarre alle finestre… tutto come si conviene ad un carcere.

Inaspettata è la percezione di “buona aria” che respiro mentre attraversiamo gli anditi mesti e prepariamo i nostri futon in una stanza disadorna non proprio zen: quando vedo gli operatori del carcere – guardie, educatori…– è subito chiaro di quanta intelligenza, solidarietà, forse anche affetto vengano espresse al di là della mansione lavorativa e in contrasto con l’idea difensiva e/o punitiva che ha sotteso la costruzione della struttura.
E che in gioco ci sia intelligenza, sollecitudine, cuore, lo dimostrano non solo la comunicazione tra operatori e ospiti ma lo dicono anche i diversi laboratori – lavorazione della pelle, lavanderia, giardinaggio, falegnameria – in atto ancora in questo momento.
Anche queste 120 ore di shiatsu hanno il senso di non lasciare nulla di intentato nel percorso educativo. Magari consapevoli che tutti i progetti/laboratori vanno a singhiozzo, a seconda che lo Stato, o la Regione, eroghino finanziamenti senza punto curarsi di obiettivi, di risultati.

I ragazzi si presentano a gruppi di due/tre, a seconda degli shiatsuka presenti; sono tutti lindi, molto cortesi e, il primo giorno, un poco distanti.
Sicuramente anche a loro sono state date delle avvertenze complementari a quelle date a noi shiatsuka: “non lasciatevi coinvolgere o strumentalizzare da richieste inopportune, non accettate provocazioni di sorta, siate professionali, prediligete la pressione palmare ed il contatto rispetto ad un trattamento, tenete presente che operiamo in un contesto delicato…”.

Cominciamo il nostro shiatsu alla presenza di due educatrici e del nostro coordinatore Dante i quali, con grande sensibilità, (e… affannapoli il protocollo e le regole dell’istituzione!) dopo il primo trattamento abbandonano la stanza e non vi torneranno per tutta la durata del progetto, lasciando che lo shiatsu possa essere quello che è: un momento personale, un incontro con se stessi, un dialogo a due.

Domando il nome e dico il mio, accordando valore di patto a questa presentazione verbale. Le mani vanno, faccio quello che so fare con un po’ di intendimento ma senza strategia, d’altronde non devo curare nessuna patologia né alleviare alcun disturbo fisico, i ragazzi sono giovani e la loro forza vitale non sembra compromessa.

Dopo, fuori di lì, le domande si impongono:
Ha un cuore quello che faccio?
Ha un senso/direzione il mio shiatsu?
Con CHI e PERCHE’ entro in quel tempo sospeso che è lo shiatsu?
Chi sono Rocco, Abdul, Salvatore, Nicola, Giacomo,…?

Li conosco. Sono parte di quella umanità che abita la stessa, sempre più vasta, periferia del mondo, in cui le nostre vite, quelle di tutti, sono compresse, deprivate di orizzonti verso cui camminare, private di cittadinanza; umanità che, per dirla con Marco Lodoli “vive di smanie istantanee, puntiformi e distruttive”, che confonde l’essere con l’avere, la pulsione col sentimento, il silenzio col naufragio.
Mi vengono in mente gli infanti che quando saltano quel momento in cui dovrebbe esserci il sonno, diventano capricciosi, irritanti, insopportabili e spesso gli adulti cui sono affidati cominciano a credere queste manifestazioni di disagio (il bisogno di sonno che un bambino non può decifrare) come costitutivi del carattere; così si cresce, incompresi, indecifrabili a noi stessi, bombardati di immagini e slogan, senza neanche più quella abitudine alla preghiera che, al di là delle confessioni, era pur sempre un momento di silenzio e di sguardo portato verso Dio, oltre la contingenza.

Perché le Civiltà originano da quello sguardo portato al Cielo, mentre camminiamo sulla Terra.

Ecco allora il senso del mio shiatsu:

Costruire insieme un momento di silenzio, di tempo sospeso, magari di VUOTO.
Assaporare l’incontro, la vicinanza, l’amicizia che origina senza parole, con rispetto, priva di giudizi, scarna e pregnante ad un tempo.
Darsi il tempo che la discrepanza tra corpo e mente si dissolva.
Imparare la Pazienza.

Salvatore arriva una mattina con un tutore che sostiene la spalla:

Che ti è successo?
Mi sono slogato la spalla.
E come? sei caduto?
No, stavo ammazzando una farfalla
Una farfalla? Dai, com’è questa storia?
Beh, c’era una farfalla in volo e mi dava fastidio e la volevo uccidere, e sì che il marocchino mi ha detto “lascia stare le farfalle, ‘ché ucciderle porta sfiga”
Macché – ho detto – e, afferrata la pantofola l’ho lanciata con impeto contro la farfalla e…Ohi, Ohi, se ne è uscita la spalla…e allora corri in ospedale, mi faceva un male boia, andate piano ho detto, ma è peggio se andiamo piano dobbiamo arrivare prima possibile se no rimetterti la spalla a posto sarà più doloroso, e allora accelerate dai…
…però non è male avere una spalla bloccata, hanno tutti molta attenzione, mi fanno il letto…

Le farfalle…

A Nicola, Rocco, Salvatore, Abdul, Abdel, Niccolò, Angelo, Gabri, Giacomo, Antonio, a noi tutti: guardiamo in alto con i piedi sulla terra, tenendoci per mano!

(Mallena)

Incontro – festa “Percorsi insieme”

3 Ottobre 2010. Una domenica calda e soleggiata, classica dei primi giorni di Ottobre in Sardegna, quando si percepisce appena la trasformazione dell’estate in autunno, ed il tempo concede ancora diversi giorni agli amanti dell’abbronzatura. Ad organizzarla sono state 6 associazioni, accolte nella bella struttura della comunità per il recupero dei minori “La Collina”, tra le splendide pianure di Serdiana; oltre Shiatsu Do ONLUS c’erano il Co.sa.s (Comitato Sardo Solidarietà), Africadegna, Banca del tempo di Dolianova, Aula due (un gruppo di laureati e laureandi in scienza della formazione con microprogetti in Ghana). Continua a leggere

Messico e Nuvole… Diario di viaggio in Chiapas #5

Eccoci alla nuova puntata… felice per le esperienze vissute e un po’ dispiaciuta perché alcune terminano…
Che dire? Il corso di primo livello è stato molto interessante, sia per le persone conosciute, profonde e simpatiche, sia per l’andamento del corso stesso, molto intenso, con qualche momento di crisi, superato con danze e contatto, che hanno cambiato le energie di quelle situazioni. Alla fine delle 40 ore due kata appresi, una bella condivisione di affetto, di tecniche che permetteranno ad altri di entrare in contatto profondo con altre persone, un forte scambio internazionale e interculturale, che ognuno si porterà poi nel suo Paese (Messico, Italia, Spagna, Cile)… straordinario! Continua a leggere