Il defibrillatore porta il Cuore dello Shiatsu

Grazie al contributo di chi ha partecipato alla iniziativa siamo riusciti a raccogliere, attraverso trattamenti Shiatsu ad offerta, la cifra necessaria per acquistare un defibrillatore da donare ad una società sportiva del nostro paese.

Grazie al Banco Popolare di Lodi nella figura del suo direttore di filiale Michele Maestri per la concessione dei locali della filiale, grazie al Comune di Langhirano per il patrocinio concesso e alla Pro Loco di Langhirano.

Grazie sopratutto al Cuore grande di allievi e diplomati di Accademia Italiana Shiatsu Do per il loro contributo.

Grazie.
Di Cuore.

Bernardo Corvi

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Va’ dove ti porta il cuore… (Seconda Parte)

Calore e Gioia in “Famiglia”

Domenica 14 settembre a Verbania, grande “festa in Famiglia”. Di che si tratta??

La Sacra Famiglia, in Lombardia, Piemonte e Liguria, è una grande realtà: si tratta di una Fondazione Onlus, che con 14 sedi su questi territori, si occupa di anziani, diversamente abili e famiglie bisognose o in via di integrazione.

Nella Comunità di Intra (Vb) dallo scorso gennaio, siamo presenti nei reparti per disabili con trattamenti shiatsu in forma di Volontariato e all’occasione di organizzare la festa della Casa, ci siamo offerti per far provare lo Shiatsu a chi ne fosse interessato. E così, in quella splendida cornice di parco secolare davanti a noi, cielo limpidissimo (come pochi in questa estate da ricordare …) e aria di gioia e condivisione, abbiamo sperimentato anche questo.

La giornata è stata piena, molte persone in visita si sono stese volentieri sui nostri tatami; senza soste ci siamo impegnati fino alla pausa pranzo e poi ancora fino alle 17.30.. noi entusiasti della buona impressione, i nostri uke, di ogni età, si alzavano leggeri ed incuriositi. Alcuni ragazzi del reparto S.Francesco, dove abbiamo collaborato in questo anno, sono venuti fino alla palestrina dove lavoravamo per farsi trattare. Con piacere abbiamo accolto anche operatori della Fondazione, che si erano incuriositi durante l’anno, ma non avevano ancora provato di persona. Essendo poi presenti con stand anche altre associazioni di Verbania, abbiamo stretto amicizia e possibilità di collaborazione anche con altre realtà territoriali.

Grazie anche a questa bella iniziativa, anche quest’anno avremo l’opportunità di continuare a trattare gli ospiti della Sacra Famiglia, dando anche possibilità ai nostri allievi del futuro terzo percorso di convenzionarsi e fare la loro pratica qui , in altri reparti o agli operatori, medici ed infermieri della struttura.

Così commentano gli shiatsuka verbanesi del Secondo Percorso Professionale, che hanno partecipato e che ringrazio di cuore:

Ileana: “E’ stata una bellissima esperienza, ringrazio le persone che si sono affidate alle nostre mani. Da ripetere!!”

Andrea: “la giornata di domenica è stata equivalente ad uno scossone, ad una spinta. Le persone arrivavano un po’ dubitando, vacillando, restie al contatto … e poi una volta che, forse un po’ per follia, un pizzico di coraggio o semplicemente per curiosità, si tuffano sul tatami … le vedi rialzarsi, riaprire gli occhi, e capisci che qualcosa è davvero cambiato in loro, qualcosa è davvero cambiato in te. Una sorta di distillazione, e di ricondensazione, ogni trattamento aggiunge ingredienti che pian piano distillano e sublimano in emozioni. Sensazioni, istinti e momenti … un pensiero per domenica–. In una parola: sorriso”.

Grazie anche a Giorgio, Marika, Giulia, Marina, Federico, Saverio, che pollice dopo pollice, hanno contribuito a rendere molto familiare, divertente ed istruttiva la giornata.

Un grazie speciale a Elena, che ci pensava e sosteneva spiritualmente dalla sua camera di ospedale, e a Singh, impegnato al lavoro, ma col desiderio di esserci.

Shiatsu per l’Emilia: iniziano i trattamenti a Mirandola!

Ciao a tutti !
Finalmente, dopo lunghe trafile burocratiche siamo riusciti a far partire il progetto di sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia.

Con il patrocinio del comune di Mirandola (MO), saremo presenti nelle tendopoli del comune nei seguenti week end:

28 / 29 Luglio
4 / 5 Agosto
11 / 12 Agosto
18 / 19 Agosto
25 / 26 Agosto
1 / 2 Settembre

Gli orari saranno: dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 19,00 di sabato e di domenica con la possiblità di prolungare un poco, se necessario, gli orari.

Avremo bisogno di 5 / 6 operatori per ogni week end, in modo da coprire almento 4 postazioni di lavoro con la possibilità di darci un cambio.

Chiediamo, a chi ci ha dato la propria disponibilità per aiutarci a sostenere questo progetto, di mandarci in tempi brevi una comunicazione indicando in quali giorni potrebbe essere presente. Il lavoro di organizzazione dell’evento, come potete immaginare, è molto complicato perciò vi chiedo la cortesia di indicarmi diverse date possibili, in modo da poter organizzare i turni nel migliore dei modi.

Potrete contattarmi via mail all’indirizzo info@fioreoriente.com oppure per telefono al numero 339.120.91.98.

Vi informo che sarà possibile pernottare nelle tende di uno dei campi messi a disposizione dal comune, sarà sufficente portare il proprio sacco a pelo.

Le condizioni in cui andremo a lavorare saranno molto precarie (potete immaginare) quindi chiedo la massima disponibilità nell’accettare qualche (piccolo) disagio.

Per i trasporti vi informo che sarà possibile arrivare in treno a Mirandola dalla Stazione di Bologna (40 minuti circa) oppure in auto uscendo dalla A1 alla uscita Modena Nord e seguendo le indicazioni per Mirandola.

Vi ringrazio di cuore.

Bernardo Corvi, Attilio Alioli
Shiatsu Do Volontariato Onlus

Shiatsu Do in Emilia: AGGIORNAMENTI

Lo scorso mercoledi abbiamo iniziato i trattamenti a Concordia. Cinque volontari si sono alternati durante tutta la giornata, lavorando quasi senza interruzioni.
I commenti degli uke – la maggior parte dei quali non conosceva lo shiatsu – sono stati estremamente positivi, tanto che abbiamo già riempito “l’agenda” dei prossimi mercoledi.
Stiamo cercando di organizzare in modo compiuto e con un minimo di regolarità le tante disponibilità dei volontari, diversi anche da fuori Bologna. Tra i vari criteri che utilizziamo, quello di cercare di far si che ci siamo almento 2/3 operatori insieme.
Per far ciò è importante che ogni volontario ci faccia sapere:
  • quando può essere presente (date ed orari, considerando che lavoriamo – per il momento – dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00);
  • se è autonomo negli spostamenti per raggiungere Concordia;
  • mail e telefono, per contatti immediati;
  • i dati della sua tessera Accademia, per poter garantire la copertura assicurativa.
Se poi qualche volontario in zona è disponibile ad ospitare chi viene da fuori, anche questo tipo di aiuto è ben gradito. Resta fermo che la Sede di Bologna è comunque disponibile per pernottare (con sacco a pelo).
Come potete intuire, l’organizzazione della nostra attività di shiatsu a Concordia non è semplice, ma con l’aiuto di tutti ce la stiamo facendo.

Nella sola settimana dal 30 giugno al 7 luglio, per informazioni o per offrire il vostro aiuto, potrete far riferimento a Frida: 
fridamigliori@yahoo.it
Nella speranza del vostro sostegno, un grazie di cuore a tutti.
Marcello

Quartucciu, Shiatsu nel Carcere Minorile di Cagliari

Nell’anno 2010 Shiatsu Do Sardegna ONLUS ha presentato un progetto alla Regione Sardegna, attraverso bando di concorso, rivolto ai ragazzi all’interno del Carcere Minorile di Quartucciu (CA).
Il progetto “Attraverso il contatto migliorare la relazione umana con se stessi e gli altri”, approvato e finanziato, prevedeva due fasi: un ciclo di 60 trattamenti Shiatsu individuali, iniziato nel Luglio 2011 e conclusosi a fine Agosto, ed un laboratorio didattico di 60 ore, iniziato nel mese successivo, da concludersi entro Novembre.
Un sentito ringraziamento per l’ottima realizzazione va a: Angela in qualità di Istruttore, Mallena, Patrizia, Ivano, Mariangela, Elisabetta L., Elisabetta P., Cristiana, in qualità di operatori Shiatsu e tutor volontari, e Caterina, tutor volontario e supervisione.

Passata la zona industriale di Selargius, sulla strada per Settimo San Pietro, appare una brutta costruzione color ocra, solitaria in mezzo ad una campagna piatta, assolata e desolata: il carcere minorile.
Mi dicono sia una struttura pensata come carcere di massima sicurezza, poi convertito in carcere minorile, l’unico esistente in Sardegna. Arrivarci senza un mezzo proprio non è facile, e forse anche questa caratteristica non viene dal caso.
All’entrata la sbarra, poi la guardiola/portineria dove presentiamo il documento d’identità e lasciamo in deposito borse e cellulari, poi porta di ferro che si apre a comando del portinaio, cortile, porta, androne, porta di ferro, sbarre alle finestre… tutto come si conviene ad un carcere.

Inaspettata è la percezione di “buona aria” che respiro mentre attraversiamo gli anditi mesti e prepariamo i nostri futon in una stanza disadorna non proprio zen: quando vedo gli operatori del carcere – guardie, educatori…– è subito chiaro di quanta intelligenza, solidarietà, forse anche affetto vengano espresse al di là della mansione lavorativa e in contrasto con l’idea difensiva e/o punitiva che ha sotteso la costruzione della struttura.
E che in gioco ci sia intelligenza, sollecitudine, cuore, lo dimostrano non solo la comunicazione tra operatori e ospiti ma lo dicono anche i diversi laboratori – lavorazione della pelle, lavanderia, giardinaggio, falegnameria – in atto ancora in questo momento.
Anche queste 120 ore di shiatsu hanno il senso di non lasciare nulla di intentato nel percorso educativo. Magari consapevoli che tutti i progetti/laboratori vanno a singhiozzo, a seconda che lo Stato, o la Regione, eroghino finanziamenti senza punto curarsi di obiettivi, di risultati.

I ragazzi si presentano a gruppi di due/tre, a seconda degli shiatsuka presenti; sono tutti lindi, molto cortesi e, il primo giorno, un poco distanti.
Sicuramente anche a loro sono state date delle avvertenze complementari a quelle date a noi shiatsuka: “non lasciatevi coinvolgere o strumentalizzare da richieste inopportune, non accettate provocazioni di sorta, siate professionali, prediligete la pressione palmare ed il contatto rispetto ad un trattamento, tenete presente che operiamo in un contesto delicato…”.

Cominciamo il nostro shiatsu alla presenza di due educatrici e del nostro coordinatore Dante i quali, con grande sensibilità, (e… affannapoli il protocollo e le regole dell’istituzione!) dopo il primo trattamento abbandonano la stanza e non vi torneranno per tutta la durata del progetto, lasciando che lo shiatsu possa essere quello che è: un momento personale, un incontro con se stessi, un dialogo a due.

Domando il nome e dico il mio, accordando valore di patto a questa presentazione verbale. Le mani vanno, faccio quello che so fare con un po’ di intendimento ma senza strategia, d’altronde non devo curare nessuna patologia né alleviare alcun disturbo fisico, i ragazzi sono giovani e la loro forza vitale non sembra compromessa.

Dopo, fuori di lì, le domande si impongono:
Ha un cuore quello che faccio?
Ha un senso/direzione il mio shiatsu?
Con CHI e PERCHE’ entro in quel tempo sospeso che è lo shiatsu?
Chi sono Rocco, Abdul, Salvatore, Nicola, Giacomo,…?

Li conosco. Sono parte di quella umanità che abita la stessa, sempre più vasta, periferia del mondo, in cui le nostre vite, quelle di tutti, sono compresse, deprivate di orizzonti verso cui camminare, private di cittadinanza; umanità che, per dirla con Marco Lodoli “vive di smanie istantanee, puntiformi e distruttive”, che confonde l’essere con l’avere, la pulsione col sentimento, il silenzio col naufragio.
Mi vengono in mente gli infanti che quando saltano quel momento in cui dovrebbe esserci il sonno, diventano capricciosi, irritanti, insopportabili e spesso gli adulti cui sono affidati cominciano a credere queste manifestazioni di disagio (il bisogno di sonno che un bambino non può decifrare) come costitutivi del carattere; così si cresce, incompresi, indecifrabili a noi stessi, bombardati di immagini e slogan, senza neanche più quella abitudine alla preghiera che, al di là delle confessioni, era pur sempre un momento di silenzio e di sguardo portato verso Dio, oltre la contingenza.

Perché le Civiltà originano da quello sguardo portato al Cielo, mentre camminiamo sulla Terra.

Ecco allora il senso del mio shiatsu:

Costruire insieme un momento di silenzio, di tempo sospeso, magari di VUOTO.
Assaporare l’incontro, la vicinanza, l’amicizia che origina senza parole, con rispetto, priva di giudizi, scarna e pregnante ad un tempo.
Darsi il tempo che la discrepanza tra corpo e mente si dissolva.
Imparare la Pazienza.

Salvatore arriva una mattina con un tutore che sostiene la spalla:

Che ti è successo?
Mi sono slogato la spalla.
E come? sei caduto?
No, stavo ammazzando una farfalla
Una farfalla? Dai, com’è questa storia?
Beh, c’era una farfalla in volo e mi dava fastidio e la volevo uccidere, e sì che il marocchino mi ha detto “lascia stare le farfalle, ‘ché ucciderle porta sfiga”
Macché – ho detto – e, afferrata la pantofola l’ho lanciata con impeto contro la farfalla e…Ohi, Ohi, se ne è uscita la spalla…e allora corri in ospedale, mi faceva un male boia, andate piano ho detto, ma è peggio se andiamo piano dobbiamo arrivare prima possibile se no rimetterti la spalla a posto sarà più doloroso, e allora accelerate dai…
…però non è male avere una spalla bloccata, hanno tutti molta attenzione, mi fanno il letto…

Le farfalle…

A Nicola, Rocco, Salvatore, Abdul, Abdel, Niccolò, Angelo, Gabri, Giacomo, Antonio, a noi tutti: guardiamo in alto con i piedi sulla terra, tenendoci per mano!

(Mallena)