Shiatsu, Psichiatria e Giustizia

tratto da DBN Magazine n°19 – aprile 2016

Dal manicomio criminale alle REMS: un cambiamento epocale che vede partecipe anche la pratica Shiatsu, la cui efficacia era già stata sperimentata da molti anni in progetti riconosciuti dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche

ospedale-psichiatrico-giudiziarioIl progetto per l’effettuazione di trattamenti presso la struttura REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Casale di Mezzani (Parma) nasce dalla volontà dell’Azienda USL di Parma di inserire nei propri programmi educativi anche la pratica dello Shiatsu, la cui efficacia era già stata sperimentata nel corso di oltre quindici anni di progetti riconosciuti dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche. L’organizzazione del piano di lavoro nella struttura Casale di Mezzani, iniziato nel mese di settembre 2015, si è rinnovata anche per tutto il 2016 e offre trattamenti a tutti gli ospiti della struttura, nessuno escluso. Con la legge 81 del 2014 è finita un’epoca, quella del trattamento penale del folle. La repressione, una storia che nasce in parallelo ai manicomi per i non criminali, era fondata sull’internamento del reo folle/folle reo in manicomio criminale: luogo conosciuto con il nome di ospedale psichiatrico giudiziario (OPG).

L’attività, rivoluzionaria, delle REMS si profila oggi, non come un punto di arrivo, ma come una straordinaria occasione per offrire un ulteriore stimolo di discussione e un decisivo impulso a pensare a una nuova cultura d’intervento. Le strutture REMS rappresentano un progetto ammirevole che non ha riscontro in nessun altro Paese del mondo. La loro missione è di accogliere e offrire cure a individui affetti da patologie mentali che si rendono autori di reati, in vista di un loro reinserimento sociale. Presso la REMS si opera mettendo a punto programmi terapeutici e riabilitativi con l’obiettivo di curare e sostenere gli ospiti anche attraverso l’approfondimento delle proprie capacità.

METTERSI IN GIOCO

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La società è pervasa da un senso d’impotenza rispetto al futuro, come una sensazione di transitare in un binario morto, non solo per i giovani ma anche per insegnanti, educatori, terapeuti, magistrati e assistenti sociali. Ci si sta preparando solo a un’educazione alla sopravvivenza, non a un’educazione come trasmissione di valori. Ebbene, la collettività deve riconoscere la propria responsabilità nei confronti del disagio. Se non ci si ferma sulle paure, ma si entra nei problemi, i dilemmi, spesso, si riescono a risolvere. La gente ha paura della malattia mentale e ha paura della criminalità: immaginiamoci della persona che le abbina in sé entrambe…

Eppure là dentro, nelle REMS, grazie alle nostre pressioni abbiamo incontrato un mondo. Per molte persone, utenti o operatori che fossero, l’esperienza è stata un evento nuovo non avendo mai ricevuto prima trattamenti di Shiatsu. Abbiamo trovato massima disponibilità, aiuto e gentilezza da parte di tutti, e questo ha aiutato tantissimo nel creare un ambiente rilassante e di ampia cooperazione. È anche grazie a questa collaborazione che posso affermare che l’attuazione di questo progetto ha portato, per quanto ci riguarda e in relazione ai parametri di nostra competenza, ai risultati che c’eravamo prefissati.

025751698-d2c04420-512d-4d6a-840a-e22476b6aeeeIn ogni luogo in cui ci troviamo possiamo valutare il risultato del nostro lavoro attraverso l’aspetto della qualità della relazione umana. Le dichiarazioni di piacevolezza rispetto al trattamento ricevuto, il senso di benessere sia fisico sia mentale che la persona dichiara, il fatto che la volta successiva torni volentieri per ricevere un trattamento Shiatsu. Gli ospiti, dapprima sorpresi dalla nostra presenza, hanno pian piano cominciato a provare un senso di fiducia verso di noi e verso la nostra proposta. Questo ha permesso di effettuare i trattamenti, senza dover insistere particolarmente per convincere le persone a stendersi sui tatami. Al senso di fiducia è seguito, immediatamente dopo, il riconoscimento dell’efficacia dell’esperienza. Oltre all’indubbio stato di rilassamento gli ospiti, nelle dichiarazioni redatte subito dopo i trattamenti stessi, affermavano di riconoscere allentamento delle tensioni, non solo muscolari ma anche psicologiche, un concreto sollievo di sintomatologie relative a dolori, blocchi muscolari, stati d’inquietudine. Sorprendentemente si è sviluppata una “autorganizzazione” dei turni nelle coppie che venivano nella saletta destinata ai trattamenti. Non solo le persone negli ultimi incontri si sono autogestite ma, addirittura, abbiamo notato un sempre crescente rispetto per gli orari e un senso di capacità nell’esprimere riconoscenza. Quasi nessuno ha mai dimenticato di soffermarsi un momento con noi per condividere le proprie sensazioni e, soprattutto, nessuno si è mai dimenticato di ringraziare di cuore per ciò che aveva ricevuto.

MOMENTI DI CONDIVISIONE

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Con il passare del tempo qualcuno ha colto, nel momento dedicato ai trattamenti, delle concrete opportunità: ascoltare se stesso, valutare la propria condizione fisica, analizzare l’esperienza. Altri, spontaneamente, spinti da un desiderio di condivisione, hanno cominciato a raccontarsi riconoscendo anche alcuni degli aspetti fondamentali della pratica dello Shiatsu, come, per esempio, la relazione umana profonda, il non giudizio, l’ascolto. Ad un certo punto la pratica è diventata, dunque, un’occasione di confronto, di organizzazione spontanea, di condivisione. Diverse persone hanno dichiarato a fine trattamento di aver sentito lentamente sciogliersi quella rigidità, ma anche quella rabbia, che provavano prima di stendersi. Ogni volta G. mi ha donato una lettera, dopo aver ricevuto un trattamento: “Da ventidue anni sono privato della libertà”,  mi ha raccontato subito dopo la prima volta. Non posso non condividerne alcuni stralci.

…oggi è stata una grande giornata e Bernardo se n’è accorto; o meglio se ne sono accorte le sue mani così come se ne sono accorti i miei gangli nervosi… Non si è discusso, si è “costruito insieme” e queste sono cose che fanno bene. È giovedi. Martedì sera ero depresso, malinconico, quasi spaventato. Oggi, invece… Bernardo dice che per essere uno che si definisce “malato di mente” sono molto “avanti”. Credo sia solo un fatto di intensità dei momenti che si vivono. …Bernardo dice che sono molto sensibile. Forse in me stesso lo sono veramente ma per quello che riguarda gli altri… Sensibile? Fatto sta che oggi durante e dopo il trattamento ho provato, e provo ancora dopo mezz’ora, sensazioni completamente nuove. Sembra che nelle mani e nei piedi scorra un fluido che non ho mai sentito ma quella di oggi è una sensazione diversa. … Il bello di tutto questo è che non c’è qualcuno che insegna e qualcuno che impara. Ci sono solo persone adulte che conversano. Mettono cioè parte di se stessi e di quello che amano in una specie di contenitore comune che non è mai vuoto e non è mai pieno. …Ci tengo a precisare che, non avendo io le conoscenze tecniche in merito, non posso dire “come” lo Shiatsu mi fa bene, però mi rendo conto che mi fa bene. A Dio piacendo ne abuserò ad ogni occasione che si presenterà. Grazie!

Ciao, Bernardo. Tu hai parlato spesso della mia sensibilità: è la sensibilità di un erbivoro nella savana. La mia patologia psichica è catalogata come “schizofrenia paranoide”. Io credo che schizofrenico possa essere un sinonimo di “disordinato” e su quello si può lavorare e ci sto lavorando. “Paranoide” è, invece, lo stare all’erta dell’erbivoro di cui sopra. Mi stupisco di come io paranoide, diffidente, sempre all’erta, sia sempre riuscito a rilassarmi a contatto di mani così forti, le tue. Ho notato che, fin dal secondo trattamento, tu hai sempre fatto in modo che io fossi trattato da te. Spero tu abbia avuto da me almeno quanto io ho avuto da te…. Come ultimo pensiero vorrei dirti che, grazie a te, per me “Shiatsu” non è solo una parola, è un significato…

IL SENSO DELLA SPERANZA

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Da diverso tempo, ormai, vi è la certezza che fare interagire giustizia e psichiatria è un lavoro difficile, ma anche necessario ed entusiasmante. È una questione civile, culturale e sociale, senza paura dell’altro o del diverso. Gli OPG erano solo osceni luoghi di detenzione in cui la maggior parte dei pazienti psichiatrici, per sopravvivere, erano costretti a mettere in atto meccanismi di legittima difesa quali identità delinquenziale, violenza auto ed eterodiretta, poi ancora dormire… forse sognare. L’abuso di farmaci è una prassi comune all’interno del carcere proprio per estraniarsi, per scappare dalla sofferenza. I più fragili trovano rifugio nell’alienazione, cioè l’essere fuori. Pochi comprendono che se perdi l’identità sei privo di tutto. Il paradosso dell’operato di chi dovrebbe garantire la salute a quanti detenuti in luoghi dove si patisce una condizione afflittiva è una contraddizione. Le logiche manicomiali non possono più essere reiterate, altrimenti anche la REMS ritorna a essere un manicomio criminale sotto mentite spoglie. Per il nostro ordinamento, la pena dovrebbe essere solamente la limitazione della libertà personale. “Tutte le cose aggiunte alla limitazione della libertà sono una pena aggiunta”, lo diceva Cesare Beccaria 250 anni fa. Il problema non è solo il disturbo mentale, ma la povertà. Povertà di valori, di opportunità… Ricaduta e recidiva sono questioni importanti. Le persone rimandate in società in contesti senza redditi o in condizioni sociali difficili sono a rischio. La ricaduta in psichiatria è un effetto riconosciuto. La recidiva, invece, nei reati è un problema più grande. Ecco perché il senso del recupero nella REMS è il senso della speranza: un punto di osservazione sulla tua persona, su quello che puoi dare e quello che puoi essere. Persona, non reato .Dare un senso al luogo del nonsenso. Ecco dove noi siamo a fare Shiatsu.

COS’È UNA REMS
I “manicomi criminali” erano luoghi di vergogna non più vivibili. Un rapporto del comitato tortura dell’Europa parla di situazione di vessazioni all’interno di alcuni OPG visitati, luoghi dove il malato di mente veniva punito maggiormente rispetto a uno non malato. Non è bastata l’abolizione dei manicomi per superare questa modalità, tant’è che dopo trent’anni gli OPG erano ancora presenti nel nostro territorio. Si può guarire dalla pericolosità sociale? Chi è pericoloso, lo è per tutta la vita? A queste domande le strutture intendono farsi garanti con iniziative che riconoscano i diritti di ogni persona: diritto all’assistenza, diritto di cittadinanza, diritti sociali. Ogni attività rivolta agli ospiti della struttura, dunque, percorre una via che ha ben chiaro il fatto che il fascicolo giudiziario e la psicopatologia non possono essere gli unici elementi identificativi della persona. Ma vediamo per sommi capi qual è la missione di una REMS. Innanzitutto fornire aiuti materiali e strumenti per raggiungere l’autorealizzazione senza ledere la dignità della persona. Avviare un programma di ricostruzione dell’identità, combattendo lo stigma sociale, anche intervenendo nell’intimo della persona (Io non sono niente, non valgo niente). É fondamentale la partecipazione della persona in tutte le fasi che riguardano la progettualità della sua vita.

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…Ritornare in carcere…

Nell’ambito del “progetto per il benessere del detenuto”, si è svolta la prima giornata di trattamenti Shiatsu al carcere “La Pulce” di Reggio Emilia.

Le prime 20 persone trattate oggi hanno espresso gioia per il nostro ritorno e profonda gratitudine  per i trattamenti ricevuti nell’ambito del progetto.

Circa 450 i trattamenti previsti da allievi e diplomati di Accademia Italiana Shiatsu-Do in sei mesi di lavoro ci porteranno ad un contatto profondo e ad una esperienza veramente significativa.

Siamo grati al direttore Paolo Madonna, alla dottoressa Maria Concetta Gambara e a Monica Franzoni per l’organizzazione oltre a tutti gli allievi e diplomati Accademia che hanno aderito amorevolmente all’ iniziativa.
Terremo informati tutti i lettori di questo blog sugli sviluppi del progetto.

Grazie di Cuore.
Bernardo Corvi

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Cuore Popolare: trattamenti Shiatsu per l’acquisto di defibrillatori

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Cuore Popolare è un’iniziativa promossa da Banca Popolare di Lodi con la collaborazione dell’Accademia Italiana Shiatsu Do e patrocinata dal Comune di Langhirano vista la finalità della stessa.

Infatti tale iniziativa, consistente in trattamenti Shiatsu in Banca, letteralmente, in quanto i locali che ospiteranno questo evento sono quelli della Filiale di Langhirano della Banca Popolare di Lodi, con ingresso ad offerta, sarà l’occasione in cui verrà ufficialmente “lanciata” la raccolta fondi che ha lo scopo di acquistare un defibrillatore da destinarsi ad una società sportiva del Comune di Langhirano, individuata nell’ASD Langhirano Softball Caggiati; l’intero ricavato della giornata, appunto, sarà destinato alla raccolta fondi che durerà fino all’apertura del Festival del Prosciutto 2016, momento in cui si procederà con la consegna del defibrillatore alla società sportiva.

La giornata di trattamenti si svolgerà il giorno Sabato 23 Aprile con Bernardo Corvi, Istruttore di Accademia Italiana Shiatsu Do, che, assieme a operatori e allievi dei corsi di Shiatsu professionali di Accademia, predisporrà 5/6 postazioni per eseguire trattamenti, di circa 30 minuti ciascuno, dalle ore 10,30 alle ore 18,00 (con un’ora di pausa dalle ore 13,00).

Gli eventuali interessati si potranno prenotare contattando Bernardo:
(E-mail: bernardo@fioreoriente.com – Tel: 339 1209198)

RSA Ambrosiana: un nuovo progetto di Shiatsu

IMG_Mami Alfredo 2Presso la residenza per anziani Ambrosiana RSA di via Olgettina a Milano, il 25 ottobre con la collaborazione di Shiatsu Do Onlus, è partito un progetto a titolo volontario di trattamenti shiatsu dedicato agli ospiti della struttura.

In accordo con la direzione, abbiamo ora circa 25 persone disponibili ai trattamenti.
Sin dai primi contatti con il personale della RSA traspariva un grande interesse misto a curiosità per la nostra proposta.
Tutti si sono dimostrati disponibili e molto collaborativi.

Dopo i primi giorni di trattamenti, l’interesse è anche aumentato e ci sono state fatte richieste di trattamenti anche dai loro fisoterapisti e dalle assistenti, con ottime risposte ai trattamenti ricevuti.

Posso dire, anche per conto degli altri operatori, che stiamo facendo un ottimo lavoro.
Sarà un’esperienza indimenticabile, sia per il modo in cui vengono effettuati i trattamenti, ma soprattutto per le risposte verbali e non, che riceviamo dai nostri Uke.

Trattare persone allettate, con Alzheimer, demenza senile, Parkinson, fratture e tante altre malattie, ti fa capire quanto, noi che stiamo bene ma troppe volte ci lamentiamo della vita, di quanto invece siamo fortunati.

Voglio ringraziare tutti i miei compagni “d’avventura” Chini Barbara , Sala Alfredo, Della Noce Giorgio, Repossi Flavio, Brogioni Mara Ferioli, Emanuela e Garbagnati Giulio ma anche gli istuttori che, in questi anni, hanno avuto la pazienza di trasferirci le loro esperienze e il loro modo di operare e in particolare Bernardo, Paolo, Attilio. Poi Rosina, Raffaella e Veronica.
In queste circostanze i Kata di Accademia li usiamo in parte, ma senza la formazione che i Kata ci hanno dato, non sapremmo neanche come muoverci.

Alfredo Sala

Nuovo progetto per il Sociale a Milano

Parte a Milano un nuovo ed entusiasmante programma atto a promuovere lo Shiatsu in ambito Sociale!

Siamo lieti di comunicare che Regione Lomardia ha premiato il bellissimo progetto presentato nel luglio scorso dalla nostra ONLUS che vede la collaborazione con la Residenza per Anziani RSA Saccardo e di Associazione Aiutiamoli per il sostegno alle famiglie a persone con dis-abilità psichiche.

Contiamo di offrire circa 400 trattamenti agli utenti delle strutture e metteremo a disposizione il meglio della nostra formazione organizzando due laboratori Shiatsu gratuiti aperti anche alla gente dei Quartieri limitrofi, per rafforzare ancora di più quel valore che la pratica dello Shiatsu può portare in un tessuto sociale ampio e articolato nelle differenti realtà. Prevediamo il coinvolgimento di moltissime persone.

Grazie di cuore agli Amici della Onlus che continuano a diffondere l’Amore per lo Shiatsu Do

Rosina Bagnato

Shiatsu per l’Emilia: Concordia, ultimo aggiornamento

Eccoci qua pronti a comunicare a tutti che questo sarà l’ultimo bollettino di aggiornamento da Concordia. Lo scorso week end di trattamenti ha infatti segnato ufficialmente la conclusione del progetto.

Quando qualche pomeriggio fa, valutando attentamente la disponibilità di volontari, ci siamo visti costretti a prendere la decisione che il 30 settembre sarà l’ultimo giorno di presenza a Concordia, un velo di tristezza misto ad insoddisfazione è calata su di noi.
Entrambi siamo intimamente convinti che non si può mandare avanti una cosa del genere con 3 forse 4 volontari, non riusciremo a raggiungere quella che è stata fin dall’inizio una delle nostre priorità e cioè dare continuità a quello che facevamo, siamo inoltre fermamente convinti che qualunque cosa si possa fare per quelle persone può comunque servire a mantenere alta l’attenzione su quello che hanno e stanno ancora sopportando. Facciamo fatica ad arrenderci alla conclusione di una cosa così importante per esaurimento delle potenzialità che forse abbiamo fin dall’inizio sopravalutato e inoltre come ogni organizzatore merita probabilmente avremmo desiderato una fine col “botto”, ma non importa abbiamo cercato di dare il meglio di noi in ogni occasione e le soddisfazioni non sono mancate.

A parte queste considerazioni tre mesi di volontariato, decine di operatori e centinaia di trattamenti fatti sono numeri che non avremmo nemmeno pensato raggiungibili quindi ci sembra giusto ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con noi questo progetto e soprattutto grazie alle persone di Concordia che hanno fatto in modo che quello che ognuno di noi ha dato sia infinitamente piccolo rispetto a tutto quello che ha ricevuto. Ricordi che rimarranno in ognuno di noi per sempre.

Grazie a tutti

Marcello Marzocchi e Frida Migliori