Va’ dove ti porta il cuore…

Esperienze di Shiatsu alla “Sacra Famiglia” di Verbania

14sacr2-2969Ricercando un luogo nella nostra comunità locale dove fare volontariato, dopo le toccanti esperienze al Villaggio San Paolo (Ve), parliamo di questo nostro desiderio durante il secondo percorso con i nostri allievi ed ecco che si presenta una buona occasione: Marika, shiatsuka in erba, conosce il sacerdote della Fondazione “Sacra Famiglia” di Intra (Vb). Tramite loro, abbiamo preso appuntamento con la dottoressa Nadia Bazzi.

La direttrice ci ha accolto con gran disponibilità e apertura, nonostante non conosca direttamente lo shiatsu. Dialoghiamo sulle diverse occasioni di lavoro e andiamo subito d’accordo. Ci presenta la casa:

14sacr5-2981L’Istituto è una Onlus di ispirazione cristiana, affonda le sue radici a Cesano Boscone (Mi), dove il fondatore Mons. Pogliani decise nel 1894 di costruire una casa per persone in condizioni di grave fragilità, anche a supporto delle loro famiglie. Progressivamente assume molta forza per l’aiuto concreto che dà alla città, in un secolo di storia accompagna la comunità che cresce a sua volta in bisogni. Oggi è diventata una organizzazione presente in Piemonte, Lombardia e Liguria in 14 sedi e che assiste circa 5000 persone ogni anno. Qui a Verbania nasce nel 1940, adattandosi sempre più alle esigenze del contesto societario, conquistandosi la capacità di essere punto di riferimento per molte famiglie e persone sole. Leggendo la carta dei Servizi della Fondazione “Sacra Famiglia”, dove i valori espressi sono di rispetto reciproco, aiuto e cura, integrazione ed accoglienza, ci siamo sentiti in accordo e contenti di poter collaborare.

E così l’avventura è iniziata: riunione coi responsabili e medici dei reparti per decidere dove rivolgere il nostro intervento, visita ai reparti e organizzazione col personale. Il nome della struttura “S. Francesco” ci aggrada molto e ben ci predispone all’incontro con gli ospiti diversamente abili. Il giovedì mattina, da gennaio 2014, è diventato il nostro appuntamento fisso. Immancabilmente siamo lì, l’attrazione è sempre più forte, dopo che abbiamo conosciuto i nostri nuovi Amici.

IMG_2185I “ragazzi” trattati (e anche quelli solo incontrati nel salone) spesso attendono il nostro arrivo, chi può esternarlo con un “CIAO!!”, chi ci riceve con un abbraccio, un sorriso… chi non può farlo a voce, apre altre porte nella relazione shiatsu, con un po’ di reticenza all’inizio, ma, via via che ci si conosce meglio, con una espansione difficile da descrivere a parole.. solo chi ha provato può comprendere e auguro a tutti gli shiatsuka di fare questo tipo di incontro durante il proprio cammino. Durante i cicli di trattamenti ai nostri amici, tante sorprese, risposte inaspettate, piccoli gesti che fanno comprendere il piacere di ritrovarsi e riconoscersi. La Vitalità ha davvero infinite opportunità di manifestarsi!

La risposta di coloro che ci hanno accolto (dottori, infermiere, operatori) è stata molto buona, qualcuno interagiva per valutare i progressi, qualcuno incuriosito, qualcuno si è sciolto dopo aver visto i risultati dei trattamenti, qualcuno è rimasto sulle sue, ma nessuno ci ha mai ostacolato. Per questo ringraziamo tutti per aver trovato disponibilità e averci dato possibilità di crescita insieme.

Giorgio, compagno di vita e di questa avventura, si esprime così al riguardo: “Mi piace entrare , respirare quest’ aria… un po’ trascurata ma piena di vita, di vita diversa, dove tutti siamo uguali ,nessuno è escluso, anzi siamo esseri che vivono la propria storia. Ad alcuni è stato concesso di accudire gli altri, altri vedono, sentono, percepiscono, ma hanno difficoltà ad esprimersi, ma per tutti noi c’e un filo che ci unisce ,invisibile ma sincero.

14sacr4-2966Aldilà del momento iniziale , in una struttura armonica , dopo i primi 10 minuti , ho lasciato andare il mio osservare , ho scelto di lasciare che le mie mani si muovessero da sole. L’esperienza maturata ha fatto sì che sentivano dove posarsi , il primo contatto è stato timido e timoroso , (non sapevo se ero accettato) ma poi via , minuto dopo minuto , ora dopo ora ,ecco mi sono sentito a casa come se tutto fosse già scritto , sono sereno centrato e con il cuore aperto ad ascoltare e cogliere le differenze che vengono a presentarsi. I trattamenti diventavano un dolce risveglio delle grandi possibilità che ha il corpo di riprendere il suo naturale ritmo per una più armoniosa giornata.

Ogni momento dedicato a questa conoscenza mi ha riempito di contentezza, riconosco che il tempo che dedico non è molto, ma sicuramente importante per tutti noi. Comunque, quando esco da questo luogo il mio cuore è malinconico, c’è quella voglia di fare ancora e già penso al prossimo incontro. Ci sono tanti dubbi, ma è certo che con loro  mi sento bene , riempito da quegli attimi delicati , composti da quel sentire

che sotto le mani quei muscoli, quelle tensioni si sciolgono e aprono nuove vie.

Quegli istanti sono magici, mi danno la certezza di essere lì , con loro, per loro, per me … dal cuore alla mano”.

IMG_2187Per questo anno accademico vorremmo coinvolgere i nostri allievi di Verbania, durante la loro pratica certificata,  a condividere queste particolari situazioni. Con loro abbiamo appena partecipato alla festa in “Famiglia” organizzata dall’Istituto, in una splendida giornata di sole e calore, di quel Calore che si trova nell’intimo focolare. Siamo stati felici, con i nostri trattamenti (circa 60),di far parte di questa grande comunità, grazie alla quale abbiamo conosciuto Persone di cuore, affabili e generose nel donare sé stesse.

Vorremmo che i ragazzi del corso si avvicinino al mondo del disagio, per far loro comprendere che non è una sfera a parte, che tutto è Uno, che ci sono sempre margini di miglioramento, di possibilità di comunicare e di esser sentitamente vicini, attraverso le mani, a chiunque apra quella porticina dentro di noi. La relazione che si produce è differente da quella negli Uke che cerchiamo (o che ci cercano) nel quotidiano, più sottile e profonda allo stesso tempo; perché perdere questa fetta di ascolto e comunicazione non verbale che può solo riempire la nostra valigia esperienziale?

Sarebbe proprio bello vivere in un mondo migliore e lo Shiatsu aiuta molto in questo senso: entrare in connessione più intima con l’altro, anziché star sempre più lontani (grazie ai telefonini, ai Pc, tablet e quant’altro) taglierebbe molte distanze, ci farebbe esser più comprensivi e tolleranti, amorevoli con noi stessi e gli altri, per capire che siamo fatti tutti della stessa Sostanza. E non solo, ci fa muovere in prima persona a migliorare noi stessi, a essere i Soggetti della nostra vita, perché è da noi che comincia il Cambiamento.

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Shiatsu Italia-Cuba: ultime notizie

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SINTESI DELLA DICHIARAZIONE DI ANTONIO MONTERO SULLO SHIATSU DO E SULLA COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ITALIANA

Una cooperación familiar por un servicio prospero al mejoramiento humano”

Por: Antonio Montero Averhoff

El título de este escrito es la manera en que el Proyecto Comunitario Escuela “IntegrAcción Armónica” ve los lazos de fraternidad, solidaridad y de cooperación; que se han comenzado a desarrollar entre la “Asociación de Voluntarios de Shiatsu Do” de Italia, a través de su representante en Cuba Francisco Contino y nuestro Proyecto – Escuela.

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Si è concluso il secondo seminario di formazione per promotori di laboratori di Shiatsu Do in Santa Fè nella città dell’Habana nei giorni 13-14-15 dicembre come previsto dall’accordo realizzato tra l’Associazione Italiana di Volontariato e quella Cubana di Integr-accion Armonica.

Per dare l’idea dell’atmosfera che pervade questi incontri mi sembra opportuno ricordare alcuna parole scritte dal presidente Antonio Montero dopo la precedente formazione di promotori.

Una cooperación familiar por un servicio prospero
al mejoramiento humano.”

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Così definisce Antonio Montero il progetto in comune e segue

12 istruttori terminarono col programma di Promotori di Shiatsu Do in mezzo a difficoltà di ogni tipo e pur sapendo che devono raggiungere un livello superiore di conoscenza tutti amano con intensità questa nuova pratica e questo è un fatto reale. Il nostro progetto ha come finalità offrire relazioni fra le persone per scoprire un modo di vivere con più salute fisica e mentale,rispettando le individualità e nello stesso tempo fornendo relazioni di affetto, simpatia e rispetto.

Lo shiatsu Do, che ci presenta Francisco, a nome dell’Associazione Italiana e della scuola cubana, costituisce uno degli strumenti che acquistano ogni volta una importanza maggiore perchè esprime una profonda coincidenza coi principi ed i fondamenti della IntegrAccion Armonica.Riceva l’Associazione Italiana un fraterno saluto in nome di tutti i nostri membri, sappiano che possono contare su di noi per diffondere questa meravigliosa opera non solo nel nostro paese ma anche per altre zone dell’America. Le nostre porte sono aperte per riceverli e compartire esperienze di Shiatsu Do mediante il quale possiamo rendere un poco più felici i membri della nostra specie umana.”

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Ricordare alcuni dei commenti così sintetici e così rivelatori come:

Indimenticabile, Toccare e Sentire che ti toccano col cuore, Fenomenale, Esperienza unica, Felicità, Una possibilità in più per conoscersi meglio, Un incontro con la propria interiorità per scoprire quanto possiamo dare agli altri… “

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Permette di capire quanto una semplice esperienza possa cambiare il nostro modo di vivere la relazione con l’altro perchè come diceva il maestro Namikoshi lo Shiatsu Do ci fa incontrare l’altro con il puro affetto materno che non giudica e che ci rassicura che possiamo avere fiducia. Almeno per il tempo di un incontro di Shiatsu Do. A febbraio nella cittadina di Colon ci sarà il secondo incontro di formazione e la cerimonia di consegna dei relativi attestati per i partecipanti del primo e secondo gruppo, quindi si annuncia una grande festa. Vorrei concludere invitando gli amici italiani che leggeranno questi resoconti a ricordare che queste emozioni sentimenti progetti non si realizzano nei confortevoli locali delle nostre sedi, ed ogni aspetto organizzativo come ci ricordava Antonio Montero significa difficoltà di ogni tipo.

Che la vostra simpatia, apprezzamento, affetto, si possa tradurre in solidarietà per realizzare un sogno comune è l’augurio più sincero che io e gli amici cubani dello Shiatsu Do possiamo inviarvi.

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Senza dimenticare…..FELICIDADES POR EL 2014 

Shiatsu Do Volontariato e Don Andrea Gallo

L’amicizia che lega la nostra Onlus Shiatsu Do Volontariato e la Comunità di San Benedetto al Porto di Don Gallo è di lunga data… Il nostro Francesco Contino frequentava Don Andrea e la Comunità da molti anni, prima con progetti di teatro e, poi, con lo Shiatsu. Francesco ricorda i trattamenti fatti al Don, sui divani dell’associazione… in seguito organizzò un’attività di pratica con gli studenti di Genova del Terzo Percorso Professionale, la cui esperienza venne raccontata su un articolo della rivista “Shiatsu Do” ormai 10 anni fa…
Da Don Gallo venne l’ispirazione e la spinta a spostarsi oltre l’oceano, alla volta di Santo Domingo, con il nostro primo progetto di volontariato in America Latina. Da lì le cose crebbero con il progetto a Cuba e, in seguito, in Messico… un percorso che ha cambiato radicalmente le vite di molti e toccato le anime di molte persone… Se abbiamo realizzato tutti questi progetti, è anche merito dello spirito e dell’incoraggiamento di Don Andrea.
Questo sodalizio ha portato Francesco a tornare in Italia con la sua famiglia e a far battezzare la piccola Annabella proprio nella chiesa della Comunità: è stato l’ultimo battesimo celebrato da Don Gallo che, di lì a pochi giorni, decise che il suo tempo tra noi era terminato…
Per questo motivo, il nostro Presidente Attilio si è fatto promotore di un’iniziativa per portare un piccolo sostegno alla Comunità, in questi giorni così difficili…

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Cari amici della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova

Vi scrive Attilio Alioli, a nome della Associazione di Volontariato ONLUS Shiatsu Do di cui sono il presidente, per esprimere tutto il nostro affetto in questi giorni di dolore ma anche di gioia per aver potuto conoscere ed ammirare l’operato di don Andrea Gallo. Uomo che ha saputo coniugare lo spirito del Vangelo e quello della giustizia sociale come pochi e che ha saputo incontrare le differenze di ogni genere facendole diventare fonte di rispetto dignità e solidarietà perché in ogni differenza sapeva trovare il nucleo profondo, il cuore della vera natura dell’essere umano, l’accoglienza e la condivisione in un percorso comune dalla nascita fino alla morte.

Il ricordo di don Andrea Gallo ci accompagnerà e ci aiuterà a riconoscere i veri valori umani sempre più deformati da un sistema che ne riconosce solo uno, lo sfruttamento di ogni forma di vita unicamente per il proprio egoistico tornaconto.

Immaginiamo la tristezza della Comunità in questi giorni e le preoccupazioni per il futuro ma siamo fiduciosi che i fertili semi lasciati da don Andrea saranno capaci di fiorire e maturare curati dall’amore e dalle cure di tutti gli amici della Comunità di Genova.

In particolare noi dell’Associazione abbiamo un prezioso ricordo della Comunità per gli anni che hanno visto nostri operatori frequentare i vostri locali praticando trattamenti di Shiatsu Do e soprattutto condividendo l’atmosfera di accoglienza e di fiducia per tutte le persone che avevano finalmente incontrato porte e cuori aperti nel loro difficile e doloroso percorso esistenziale.

Esperienza che oltre a consolidare l’amicizia ha anche sicuramente aiutato la nostra Associazione nei suoi sogni e progetti di incontro con l’altro riconoscendone la capacità di sostegno reciproco per vivere una vita libera e dignitosa.

Per questo e mille altre ragioni vi siamo vicini col nostro affetto e solidarietà.

Una nostra prima iniziativa rivolta ai soci ed amici ci ha permesso di raccogliere alcune offerte che abbiamo provveduto ad inviarvi mediante bonifico bancario…

Iniziativa che cercheremo di ripetere, come continueremo a consolidare le nostre relazioni di amicizia, come prova che i semi lasciati da Don Andrea troveranno nei nostri cuori un terreno fertile per fiorire e maturare.

Vi mando a nome di tutti gli amici dell’Associazione di Volontariato Onlus Shiatsu Do un affettuoso abbraccio.

Il Presidente – Attilio Alioli

 

Il nuovo “Pollicino di Bologna”…

E’ uscito il nuovo Pollicino di Bologna, il n. 19.

Tra i principali interventi:

– ALLE ORIGINI DELLA LINGUA CINESE, di Sergio Porzionato
– SEMPLICE COME UN SOFFIO, di Massimo Beggio
– QUANDO ERAVAMO GIOVANI ANDAVAMO A FARE SHIATSU A FONTANA MONETA, di Laura P.

Potrete visionare e scaricare il Pollicino sul sito dell’Accademia, al seguente indirizzo:

http://www.accademiashiatsudo.it/Area-Pubblica/View-category.html

Buona lettura!

Marcello Marzocchi

Shiatsu per l’Emilia: Concordia, ultimo aggiornamento

Eccoci qua pronti a comunicare a tutti che questo sarà l’ultimo bollettino di aggiornamento da Concordia. Lo scorso week end di trattamenti ha infatti segnato ufficialmente la conclusione del progetto.

Quando qualche pomeriggio fa, valutando attentamente la disponibilità di volontari, ci siamo visti costretti a prendere la decisione che il 30 settembre sarà l’ultimo giorno di presenza a Concordia, un velo di tristezza misto ad insoddisfazione è calata su di noi.
Entrambi siamo intimamente convinti che non si può mandare avanti una cosa del genere con 3 forse 4 volontari, non riusciremo a raggiungere quella che è stata fin dall’inizio una delle nostre priorità e cioè dare continuità a quello che facevamo, siamo inoltre fermamente convinti che qualunque cosa si possa fare per quelle persone può comunque servire a mantenere alta l’attenzione su quello che hanno e stanno ancora sopportando. Facciamo fatica ad arrenderci alla conclusione di una cosa così importante per esaurimento delle potenzialità che forse abbiamo fin dall’inizio sopravalutato e inoltre come ogni organizzatore merita probabilmente avremmo desiderato una fine col “botto”, ma non importa abbiamo cercato di dare il meglio di noi in ogni occasione e le soddisfazioni non sono mancate.

A parte queste considerazioni tre mesi di volontariato, decine di operatori e centinaia di trattamenti fatti sono numeri che non avremmo nemmeno pensato raggiungibili quindi ci sembra giusto ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con noi questo progetto e soprattutto grazie alle persone di Concordia che hanno fatto in modo che quello che ognuno di noi ha dato sia infinitamente piccolo rispetto a tutto quello che ha ricevuto. Ricordi che rimarranno in ognuno di noi per sempre.

Grazie a tutti

Marcello Marzocchi e Frida Migliori

Quartucciu, Shiatsu nel Carcere Minorile di Cagliari

Nell’anno 2010 Shiatsu Do Sardegna ONLUS ha presentato un progetto alla Regione Sardegna, attraverso bando di concorso, rivolto ai ragazzi all’interno del Carcere Minorile di Quartucciu (CA).
Il progetto “Attraverso il contatto migliorare la relazione umana con se stessi e gli altri”, approvato e finanziato, prevedeva due fasi: un ciclo di 60 trattamenti Shiatsu individuali, iniziato nel Luglio 2011 e conclusosi a fine Agosto, ed un laboratorio didattico di 60 ore, iniziato nel mese successivo, da concludersi entro Novembre.
Un sentito ringraziamento per l’ottima realizzazione va a: Angela in qualità di Istruttore, Mallena, Patrizia, Ivano, Mariangela, Elisabetta L., Elisabetta P., Cristiana, in qualità di operatori Shiatsu e tutor volontari, e Caterina, tutor volontario e supervisione.

Passata la zona industriale di Selargius, sulla strada per Settimo San Pietro, appare una brutta costruzione color ocra, solitaria in mezzo ad una campagna piatta, assolata e desolata: il carcere minorile.
Mi dicono sia una struttura pensata come carcere di massima sicurezza, poi convertito in carcere minorile, l’unico esistente in Sardegna. Arrivarci senza un mezzo proprio non è facile, e forse anche questa caratteristica non viene dal caso.
All’entrata la sbarra, poi la guardiola/portineria dove presentiamo il documento d’identità e lasciamo in deposito borse e cellulari, poi porta di ferro che si apre a comando del portinaio, cortile, porta, androne, porta di ferro, sbarre alle finestre… tutto come si conviene ad un carcere.

Inaspettata è la percezione di “buona aria” che respiro mentre attraversiamo gli anditi mesti e prepariamo i nostri futon in una stanza disadorna non proprio zen: quando vedo gli operatori del carcere – guardie, educatori…– è subito chiaro di quanta intelligenza, solidarietà, forse anche affetto vengano espresse al di là della mansione lavorativa e in contrasto con l’idea difensiva e/o punitiva che ha sotteso la costruzione della struttura.
E che in gioco ci sia intelligenza, sollecitudine, cuore, lo dimostrano non solo la comunicazione tra operatori e ospiti ma lo dicono anche i diversi laboratori – lavorazione della pelle, lavanderia, giardinaggio, falegnameria – in atto ancora in questo momento.
Anche queste 120 ore di shiatsu hanno il senso di non lasciare nulla di intentato nel percorso educativo. Magari consapevoli che tutti i progetti/laboratori vanno a singhiozzo, a seconda che lo Stato, o la Regione, eroghino finanziamenti senza punto curarsi di obiettivi, di risultati.

I ragazzi si presentano a gruppi di due/tre, a seconda degli shiatsuka presenti; sono tutti lindi, molto cortesi e, il primo giorno, un poco distanti.
Sicuramente anche a loro sono state date delle avvertenze complementari a quelle date a noi shiatsuka: “non lasciatevi coinvolgere o strumentalizzare da richieste inopportune, non accettate provocazioni di sorta, siate professionali, prediligete la pressione palmare ed il contatto rispetto ad un trattamento, tenete presente che operiamo in un contesto delicato…”.

Cominciamo il nostro shiatsu alla presenza di due educatrici e del nostro coordinatore Dante i quali, con grande sensibilità, (e… affannapoli il protocollo e le regole dell’istituzione!) dopo il primo trattamento abbandonano la stanza e non vi torneranno per tutta la durata del progetto, lasciando che lo shiatsu possa essere quello che è: un momento personale, un incontro con se stessi, un dialogo a due.

Domando il nome e dico il mio, accordando valore di patto a questa presentazione verbale. Le mani vanno, faccio quello che so fare con un po’ di intendimento ma senza strategia, d’altronde non devo curare nessuna patologia né alleviare alcun disturbo fisico, i ragazzi sono giovani e la loro forza vitale non sembra compromessa.

Dopo, fuori di lì, le domande si impongono:
Ha un cuore quello che faccio?
Ha un senso/direzione il mio shiatsu?
Con CHI e PERCHE’ entro in quel tempo sospeso che è lo shiatsu?
Chi sono Rocco, Abdul, Salvatore, Nicola, Giacomo,…?

Li conosco. Sono parte di quella umanità che abita la stessa, sempre più vasta, periferia del mondo, in cui le nostre vite, quelle di tutti, sono compresse, deprivate di orizzonti verso cui camminare, private di cittadinanza; umanità che, per dirla con Marco Lodoli “vive di smanie istantanee, puntiformi e distruttive”, che confonde l’essere con l’avere, la pulsione col sentimento, il silenzio col naufragio.
Mi vengono in mente gli infanti che quando saltano quel momento in cui dovrebbe esserci il sonno, diventano capricciosi, irritanti, insopportabili e spesso gli adulti cui sono affidati cominciano a credere queste manifestazioni di disagio (il bisogno di sonno che un bambino non può decifrare) come costitutivi del carattere; così si cresce, incompresi, indecifrabili a noi stessi, bombardati di immagini e slogan, senza neanche più quella abitudine alla preghiera che, al di là delle confessioni, era pur sempre un momento di silenzio e di sguardo portato verso Dio, oltre la contingenza.

Perché le Civiltà originano da quello sguardo portato al Cielo, mentre camminiamo sulla Terra.

Ecco allora il senso del mio shiatsu:

Costruire insieme un momento di silenzio, di tempo sospeso, magari di VUOTO.
Assaporare l’incontro, la vicinanza, l’amicizia che origina senza parole, con rispetto, priva di giudizi, scarna e pregnante ad un tempo.
Darsi il tempo che la discrepanza tra corpo e mente si dissolva.
Imparare la Pazienza.

Salvatore arriva una mattina con un tutore che sostiene la spalla:

Che ti è successo?
Mi sono slogato la spalla.
E come? sei caduto?
No, stavo ammazzando una farfalla
Una farfalla? Dai, com’è questa storia?
Beh, c’era una farfalla in volo e mi dava fastidio e la volevo uccidere, e sì che il marocchino mi ha detto “lascia stare le farfalle, ‘ché ucciderle porta sfiga”
Macché – ho detto – e, afferrata la pantofola l’ho lanciata con impeto contro la farfalla e…Ohi, Ohi, se ne è uscita la spalla…e allora corri in ospedale, mi faceva un male boia, andate piano ho detto, ma è peggio se andiamo piano dobbiamo arrivare prima possibile se no rimetterti la spalla a posto sarà più doloroso, e allora accelerate dai…
…però non è male avere una spalla bloccata, hanno tutti molta attenzione, mi fanno il letto…

Le farfalle…

A Nicola, Rocco, Salvatore, Abdul, Abdel, Niccolò, Angelo, Gabri, Giacomo, Antonio, a noi tutti: guardiamo in alto con i piedi sulla terra, tenendoci per mano!

(Mallena)